Fassino va al cinema. A Roma

Il sindaco partecipa alla serata inaugurale del Festival capitolino. Ma nessuno se lo fila. Che ci è andato a fare? Passione cinefila o missione ufficiale? Urge spiegazione. E nell'attesa Il Fatto spiffera

Che ci faceva Piero Fassino alla festa inaugurale del Festival del Cinema di Roma? Che la fin qui ignota passione per il grande schermo l’abbia portato nella Capitale trascurando per una sera le incombenze da primo cittadino della Mole? O si tratta di missione ufficiale, per avviare sinergie con l’analoga rassegna subalpina, sempre più sofferente tra le due kermesse iperblasonate (Venezia e, appunto, quella romana)? Mistero. A scorgere la «figura solitaria, allungata e un po’ ingobbita che percorre il red carpet nell’indifferenza generale» è stato Piero Valesio, giornalista scrittore torinese, che ne ha prontamente scritto sul suo blog sul Fatto. Di per sé, non sarebbe una notizia: un personaggio politico di levatura nazionale che prende parte a un evento mondano, se non fosse – scrive Valesio - «che lui di Torino è il sindaco. E soprattutto che è giovedì».


«La domanda mi sorge spontanea, insopprimibile: che ci fa il sindaco di Torinoil giovedì sera solitario a Roma a vedersi un film? Non aveva forse detto che avrebbe spostato il baricentro sella sua vita a Torino abbandonando dunque la politica romana? Fassino si è dimesso da deputato, certo, e di questo gli va dato atto con grande rispetto. Ma non aveva proprio nulla da fare nella scalcagnata mia Torino?»

Insomma, «il buon Fassino altrimenti detto “Abbiamounabanca” proprio non aveva una sezione del Pd da visitare, un’associazione di giocatori di scopone cui dare conforto, una riunione di circoscrizione dove tentare di capire come organizzare le festa dell’uva pur non avendo più un centesimo? E il se il compito era di rappresentare il Pd, possibile che a Roma non ci fosse personaggio alcuno disponibile?». Chissà.

print_icon