DAI PALAZZI

“Nessun Vietnam sulla Stabilità”

La minoranza Pd presenta dieci emendamenti alla manovra del Governo. Il senatore Fornaro: "Crescita ed equità devono viaggiare insieme". Tasi, lotta all'evasione fiscale e sanità i temi del confronto con la maggioranza renziana

Non indosseranno l’elmetto e non cercheranno lo scontro i parlamentari della minoranza Pd alla vigilia della discussione parlamentare sulla Legge di Stabilità. Piuttosto “un confronto per migliorare una manovra che ha certamente degli elementi positivi ma che può essere migliorata” dice il senatore Federico Fornaro, tra i bersaniani di peso a Palazzo Madama. Nei dieci emendamenti presentati oggi al Nazareno c’è una revisione complessiva della finanziaria, “ma non è giusto parlare di una contro-manovra, piuttosto di una serie di migliorie che vogliamo discutere innanzitutto dentro il Partito democratico”. I tasti dolenti sono quelli già emersi nella discussione di questi giorni, dall’abolizione della Tasi all’innalzamento del tetto per l’uso del contante da mille a tremila euro, passando per i fondi destinati alla sanità, giudicati “insufficienti” e frutto di “tagli lineari”. Si conferma dunque anche la saldatura tra l’ala sinistra del partito e le regioni. Tra chi avrà il compito di trovare una sintesi la senatrice pinerolese Magda Zanoni, già al lavoro in attesa del dibattito in commissione.

 

Nel merito gli emendamenti si concentreranno innanzitutto sul tema della casa e la controversa cancellazione della Tasi, che secondo la minoranza del partito deve essere applicata solo agli immobili di valore medio e basso per garantire un vantaggio fiscale ai due terzi dei proprietari. Lasciare invece l’imposta sugli immobili di più alto valore (dunque non solo ville e castelli): una proposta che la minoranza dem ha stimato possa produrre risparmi per 1,5 miliardi di euro l'anno. Che andrebbero a finanziare i nuovi Livelli essenziale di assistenza e dare, così, respiro ai conti delle regioni. Un impianto che viene respinto dalla maggioranza dem, per la quale “la platea della Tasi non si tocca”, al massimo si potrebbe prevedere una esenzione ulteriore per gli istituti autonomi delle case popolari. C’è poi l’annosa questione dell’evasione fiscale e del tetto a 3mila euro per l’uso del contante su cui la sinistra intende dar battaglia. Sul fronte fiscale si propone una riduzione della tassazione per il mercato immobiliare (imposta di registro, ipotecaria e catastale) e istituire la cosiddetta google tax, da imporre alle multinazionali che fanno utili in Italia e che pagano le tasse all’estero. Infine gli incentivi per il sud e le imprese, sostegno per i “caregiver”, soprattutto donne, alle prese con un disabile grave, cui bisogna favorire il pensionamento e infine più risorse su pubblico impiego e investimenti su strade ed edilizia privata.

 

Temi sensibili all’interno del Pd, ma “se i simboli hanno una loro importanza – prosegue Fornaro – il fatto che la conferenza stampa sia stata fatta al Nazareno, nella sede del nostro partito, dovrebbe voler dire pur qualcosa”. Insomma, circolano ramoscelli d’ulivo laddove per mesi volavano hanno volato i gufi, ma ciò non toglie che il confronto sarà serrato. “Le nostre proposte non sono strumentali, lo dimostrano le coperture credibili di cui le abbiamo dotate”. 

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