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Arpa, quanto ci costa la spending review

La Regione chiude i laboratori dell'ente ambientale e trasferisce i controlli sui mangimi all'Istituto Zooprofilattico (che li "esternalizza" fuori Piemonte). La spesa complessiva è di 150mila euro solo nel 2016. La prima grana per il nuovo presidente Gilli

La Regione Piemonte è a caccia di sprechi da debellare e, per farlo, il vicepresidente Aldo Reschigna intende setacciare conti e assetti delle sue partecipate e degli enti strumentali. Lo Spiffero prova a dare un contributo segnalando una “anomalia” che capita all’Istituto Zooprofilattico, dove è appena stato nominato il nuovo componente del cda destinato ad assumere la presidenza,  Giorgio Gilli. Professore di Biologia, all’Università di Torino, classe 1947, Gilli è stato presidente della Smat dal 2001 al 2011 ed è considerato tra gli uomini del sottogoverno subalpino più stimati dal governatore.

 

Tra le grane di cui dovrà occuparsi al suo insediamento potrebbe esserci quella relativa al rapporto con l’Arpa, altro ente strumentale della Regione, in fase di ristrutturazione interna, tra lacrime e sangue dei dipendenti che vedono chiudere i loro laboratori. In una recente delibera, la Regione ha attribuito all'Istituto Zooprofilattico i controlli ufficiali per la sicurezza alimentare su mangimi e alimenti di origine animale e vegetale, sottraendo questo servizio all'Arpa. Il problema, però, è che per fare queste analisi l'Isz è costretto a esternalizzare il servizio, affidandosi ad altri istituti e Asl sparse per l'Italia: il tutto mentre il laboratorio Arpa di La Loggia, che prima si occupava di questi controlli, sta per chiudere per effetto della spending review interna.

 

LEGGI LA DELIBERA DELL'ISZ

 

Il tutto potrebbe essere giustificato da un punto di vista finanziario, non fosse che i costi di tale operazione risultano comunque relativamente alti se si pensa che sono stati stimati in 47.813 euro per il 2015 e in 165.198 euro per l'anno seguente. “Mi chiedo quale sia il risparmio di questa decisione” si lamenta Roberto Riggio, sindacalista ex Cgil, molto attento alle vicende relative ad Arpa. I beneficiari sono sparsi un po' per tutta Italia: ci sono gli istituti zooprofilattici di Lombardia ed Emilia Romagna (21.733 euro per 2015 e 2015), quello di Abruzzo e Molisa (che prende la fetta maggiore con 104.527 euro solo per il 2016) e poi quello di Umbria e Marche, di Lazio e Toscana, le Asl di Milano, Varese e Firenze e il Consorzio dell'Asti Docg (appena 1.100 euro all'anno). Costava di più continuare a fare questi esami in casa?

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3 Commenti

  1. avatar-4
    22:17 Giovedì 19 Novembre 2015 Subzero Subzero

    Quindi il tutto costa 3 volte:1 gli strumenti ed il personale di Arpa che faceva, ma non fa più 2 gli strumenti ed il personale di izs che potrebbero fare (sempre che questo non manchi e si pensi di assumere personale ed acquistare strumentazione ), ma non fa3 gli strumenti ed il personale delle strutture "fornitrici del servizio" che farebbero altro, ma fanno questo.A questo aggiungiamo gli accreditamenti/autorizzazioni che non penso che siano gratuiti

  2. avatar-4
    15:34 Giovedì 19 Novembre 2015 mamele se ci penso !

    Mi sembra di capire , che a smontare si fà in fretta ma a rimontare .... ci vuole del tempo E nel frattempo i campioni viaggiano attraverso la rete Ministeriale grazie ad una decisione Regionale , ma il finanziamento è ministeriale ma comunque alla fine dietro a tutto c'è il CONTRIBUENTE o ci sono altri beneffattori...

  3. avatar-4
    12:08 Mercoledì 18 Novembre 2015 Maria_Caramelli NESSUNA GRANA PER GILLI

    L'Istituto non e' un Ente isolato a carico del bilancio regionale, ma e' parte di una rete finanziata direttamente dal Ministero della Salute, ove il passaggio di esami e' uno strumento consolidato di ottimizzazione delle risorse.Per garantire la salute pubblica i laboratori devono avere delle autorizzazioni ufficiali, procedimenti lunghi e impegnativi, che non e' pensabile mettere in atto prima di una decisione della Regione. Tale decisione e' arrivata con Delibera in data 5/02/2015, a distanza di anni rispetto agli altri Istituti.Alla fine del 2016, ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, gli esami torneranno a casa

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