VERSO IL VOTO

Campagna elettorale a spese del Comune

Opposizioni scatenate contro il sindaco di Novara Ballarè, dopo i manifesti comparsi sui muri della città per illustrare il bilancio di fine mandato. Il Centrodestra chiede l'intervento del Prefetto. Esposto alla Procura della lista "Noi per Novara"

Più che un sobrio bilancio di fine mandato, quello del sindaco di Novara Andrea Ballarè, sembra un uno sfavillante anticipo della sua campagna elettorale. Con tanto di immancabili manifesti celebrativi di quanto fatto durante la sindacatura che il renziano - ormai dimenticato, o quasi, dal suo faro politico fiorentino - intende ripetere, partendo con un buon anticipo sulle elezioni di primavera. È vero che un po’ tutti i sindaci usano questo strumento previsto dalla legge trasformandolo da grigio documento in utile strumento di propaganda autocelebrativa, ma nella città di San Gaudenzio su cui aleggia (per la sinistra) lo spettro di un ribaltone nelle urne a favore del centrodestra si è andati un po’ oltre. Tanto da indurre il movimento civico “Io, Novara” a richiedere, sul caso, l’intervento del prefetto Francesco Paolo Castaldo e suscitare non poche altre reazioni, tra l’incredulo e l’indignato, aprendo un ulteriore fronte dello scontro pre-elettorale peraltro già caldo. Va addirittura oltre la lista civica "Noi per Novara" capitanata da Ivan De Grandis che nelle prossime ore presenterà un esposto alla Procura della Repubblica.

 

“Novara sicura anche di notte” è il titolo di un manifesto e sotto si legge: “La città più luminosa con 4mila nuovi punti luce a led e il risparmio aumenta fino al 75%”, con una bella foto in cui campeggia un gufo (ahi ahi, lo sapesse Renzi). Oppure: “Per l’Expo Novara si è fatta furba. Realizzati 183 eventi che hanno portato in città 58mila turisti e coinvolto più di 1000 imprenditori” e qui, giacché si parla di astuzia, c’è la volpe. La sensazione delle opposizioni è che anche il buon sindaco novarese abbia voluto fare il furbo e da vecchia volpe della politica (quale non è) ha messo mano al portafogli (del Comune) per iniziare a lanciare qualche messaggio alla cittadinanza.

 

“La campagna elettorale che il sindaco ha lanciato utilizzando risorse e strumenti pubblici è un atto inaccettabile, che nulla ha a che vedere con un bilancio di mandato.  Da quello che a noi è dato oggi sapere un bilancio di mandato dell’amministrazione comunale di Novara nemmeno esiste” accusano i consiglieri di centrodestra, che si riconoscono nella nuova formazione civica, Daniele Andretta, Raimondo Giuliano, Isabella Arnoldi e Riccardo Monteggia. Spiegano che l’atto, trasformato da Ballarè in un prologo della sua campagna elettorale, in realtà “consiste in un documento che lungi dall’essere un mero strumento di propaganda, è al contrario un documento realizzato secondo crismi di correttezza, veridicità ed attendibilità che ha il fine di rendere partecipi i cittadini della situazione dei conti pubblici, del personale, della sua efficienza, delle risorse disponibili, dell’andamento della pressione tributaria e che motiva e rende conto circa le conseguenze (non sempre positive) delle scelte politiche effettuate nel corso del mandato, redatto dal responsabile del servizio finanziario o dal segretario generale, e sottoscritto dal sindaco” per poi essere trasmesso alla Corte dei Conti. 

 

Per i consiglieri che siedono sui banchi della minoranza di Palazzo Cabrino “gli esempi riportati da Ballarè nella conferenza stampa di avvio del progetto sono lì a dimostrare tutto questo: il parcheggio di Largo Bellini (la cui mancata realizzazione ha “condannato” i contribuenti novaresi al pagamento di una penale da un milione e seicentomila euro, senza che l’opera sia mai stata realizzata); le vicende di Sun e Teatro Coccia (che sono stati a suo dire “salvati” ma a suon di conferimenti di denaro dei contribuenti e di immobili di proprietà comunale nei rispettivi patrimoni); il palazzetto del Terdoppio, dove la scelta di adire a vie legali è costata un debito fuori bilancio di 17 milioni di euro, quando l’auspicio del comune era in realtà di incassarne 80”. Insomma lo si chiami bilancio di fine mandato, ma appare un’altra cosa. Come scrive, in una lettera indirizzata allo stesso Ballarè il coordinatore dell’associazione Idee di Futuro, Alberto Pacelli: “A tutti è apparso chiaro che con quell’incontro e con quei manifesti lei abbia voluto dare avvio alla campagna elettorale per le elezioni amministrative del maggio 2016. Intendiamoci: lei ha il diritto di iniziarla quando vuole e di usare gli argomenti che ritiene più consoni allo scopo che si prefigge. – si legge nella lettera inviata al sindaco – Ma ci è sorto il dubbio – temiamo non infondato – che lei intenderebbe far sostenere le spese di questa campagna alle casse comunali. Se così fosse, si tratterebbe di una decisione che né lei né la Giunta avete il diritto di assumere”.

 

E sulle spese, oltre che sulla correttezza politica dell’operazione, puntano l’indice anche i consiglieri di “Io, Novara”: “I costi di stampa della campagna elettorale in questione, inopinatamente definita “bilancio di mandato”, lungi dall’essere pagati con i soldi del partito di riferimento del sindaco o dal sindaco stesso, lo sarebbero attraverso “sponsor” privati i cui loghi non compaiono in alcuno dei materiale sin qui prodotto. Il che, oltre che apparire singolare, stride con le elementari regole di trasparenza che una pubblica amministrazione dovrebbe rispettare nei rapporti intrattenuti con i privati e con la cittadinanza tutta. Senza dimenticare – aggiungono gli esponenti dell’opposizione - che, anche qualora queste sponsorizzazioni esistessero, queste risorse non potrebbero essere sottratte ad un loro utilizzo corretto, verificato e verificabile e con finalità di interesse pubblico, che in questa vicenda non riscontriamo e che sembra al contrario di natura particolare, ovvero la politica del centrosinistra e del suo candidato”. Dal canto suo Ballarè ha specificato che “siamo impegnati a far sì che la campagna di divulgazione  sarà coperta totalmente, o comunque in larga parte, da sponsor”. E per quanto riguarda le spese della comunicazione nel loro complesso il sindaco fa notare che rispetto alla consiliatura precedente i i capitoli sulla comunicazione sono stati ridotti di oltre la metà e se nei cinque anni di centrodestra il Comune ha speso 166mila euro, lui nel solo 2014 non è andato oltre i 15mila. 

 

Un sindaco che può annoverare tra i ricordi sbiaditi le fotografie con Matteo Renzi e la sua (annunciata) figura di sindaco renzianissimo proiettato verso un sicuro successo nella Novara espugnata al centrodestra. Forse dietro quei manifesti e il tentativo di anticipare la propaganda elettorale si nasconde il timore di Ballarè e dello stesso Pd (pure non poi così compatto nel sostenerlo) per l’esito delle comunali del prossimo anno.

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