POLITICA & SANITA'

Sanità, siamo (quasi) fuori dal tunnel

Roma non assegna altre prescrizioni al Piemonte. "Ci è stato riconosciuto di aver intrapreso e mantenuto nell'ultimo anno e mezzo il percorso virtuoso di rientro dal debito", gongola l'assessore Saitta. Ma non c'è ancora una data certa

Ancora non è fuori, ma per la sanità piemontese l’agognata uscita dal piano di rientro par almeno un po’ più vicina. La conferma arriva al termine della riunione di questo pomeriggio a Roma, dove l’ex Tavolo Massicci, l’organismo ministeriale cui deve riferire la Regione in tema di conti della sanità non ha chiesto al Piemonte di proseguire i programmi operativi nel prossimo biennio “e questo ci fa davvero ben sperare che si possa presto scrivere la parola fine al lungo percorso del piano di rientro dal debito" è il commento dell'assessore alla Sanità Antonio Saitta. Ed è egli stesso a spiegare come quella di oggi sia stata “per i nostri tecnici guidati da Fulvio Moirano una riunione lunga e delicata durante la quale è stato riconosciuto al Piemonte di aver intrapreso e mantenuto nell’ultimo anno e mezzo il percorso virtuoso di rientro dal debito sanitario avviando nel concreto con atti amministrativi che vanno dalla programmazione della rete ospedaliera e di assistenza territoriale, alla razionalizzazione dei laboratori analisi, dall’accentramento delle gare d’appalto al contenimento della spesa farmaceutica, passando per la revisione della rete oncologica e l’approvazione degli atti aziendali, ma soprattutto con il riordino dei bilanci delle Asl dal 2011 fino ad oggi”.

 

Saitta rimarca come tra i compiti fatti e presentati al ministero ci siano anche e soprattutto quella chiusura dei conti del 2014, che ha registrato un attivo di 55 milioni di euro. “Un dato, questo, particolarmente apprezzato dal Tavolo che nelle prossime settimane completerà la verifica sulle nostre previsioni di attivo di bilancio del 2015, alla luce del riparto del fondo sanitario nazionale”. La Regione Piemonte aveva siglato il piano di rientro dal disavanzo il 29 luglio 2010 e da allora sono trascorsi “cinque lunghi anni in cui le mancate risposte, ma soprattutto le mancate riforme richiesta dai ministeri e l'assenza di programmazione da parte della giunta di centrodestra – aggiunge l’assessore - hanno mantenuto il Piemonte nella condizione in cui l’abbiamo trovata nel giugno 2014, con il blocco totale delle assunzioni e del turn over negli ospedali, i costi fuori controllo, i bilanci delle aziende sanitarie fermi al 2011, solo per citare le voci più macroscopiche di una barca che era alla deriva”. Adesso non resta che aspettare la fine del regime di “sorvegliato speciale” che, pur meno lontana, non ha ancora una data certa.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    17:51 Venerdì 27 Novembre 2015 usque tandem Clap, clap, applausi! Ma che bel risultato..

    Siamo (forse) fuori,ma a che prezzo! Con Aziende sanitarie scassate, servizi al pubblico in calo di qualità e quantità, il personale sanitario e amministrativo in rivolta... E ora il furbo Moirano, diplomato (finto) salvatore della Patria, si cercherà un bel posto lontano da Torino e Saitta (furb come Garibuja), che si sta beando dei momentanei begli articoli, su una stampa che nessuno più legge, si brucerà le dita con il cerino (politico) che Moirano gli ha lasciato, che come risultato porterà tanti bei voti ai 5 stelle per la gioia di Piero Fassino.

Inserisci un commento