FIANCO DESTR

“Con questa Lega ci sogniamo Le Pen”

E' stato il primo a tessere alleanze con la leader del Front National, ma oggi Borghezio dubita che la vittoria dei cugini possa trascinare il centrodestra italiano. "Va cambiato l'85% dei dirigenti, se poi i partiti sono come quelli di Torino lasciamo perdere"

“Fu Umberto Bossi a fermarmi, anni fa, impedendo l’accordo con Marine Le Pen a Strasburgo. E quello fu un errore”. No, Mario Borghezio oggi davanti al debordante successo del Front National alle regionali di Francia non può cantare Je ne regrette rien. La canzone di Edith Piaf dedicata e alla Legion di cui divenne inno e, al contempo, icona della destra, suona stonata per l’europarlamentare piemontese. Lui, qualcosa, è costretto a rimpiangere. Non per colpa sua, ma per “le paure che in Italia avevano convinto e pervaso lo stesso vertice della Lega, partendo proprio da Bossi. Avevano timore di quel sodalizio con la destra che oggi giustamente Matteo Salvini rivendica, ma che è arrivato quasi sei anni dopo rispetto a quando lo avevo proposto io”.

 

Bossi non ha mai stravisto per la bionda avvocato di Neuilly-sur-Seine, e non ha mai rivisto la sua posizione, neppure quando Marine è entrata in rotta con l’ingombrante padre Jean Marie, neppure quando lei rinnova il Fn con volti meno reducisti e più giovani. Ancora pochi mesi fa in occasione della modifica dello statuto del Carroccio, il senatur continuava a catalogare l’aggettivo “nazionale” come una parole estranea alla Lega che lui aveva fondato e che con Salvini stava vedendo ormai cambiare. Ma allora, quando alle europee del 2009 il Front National aveva eletto tre europarlamentari e la Lega nove “era quello il momento per stringere un’alleanza che ci avrebbe portato avanti di anni rispetto a quanto invece poi è accaduto.  Il blocco che mi fu imposto era figlio di un’idea diversa di Lega e anche della paura di passar in Italia per una forza di estrema destra, non capendo che quello della Le Pen era ed è un progetto di un rassemblement nazionalista e patriottico” dice Borghezio, che la vincitrice del primo turno della regionali francesi conosce e frequenta da anni. “Dal congresso di Nizza” precisa.

 

Era il 1990 e la parola d’ordine conquête du pouvoir. Venticinque anni dopo la conquista del potere, dalla Normandia alla Provenza passando per l’Alsazia, è a un passo. Molti dei temi, dall’immigrazione alla posizione critica verso questa Europa, gli stessi di oggi. “Sono quelli che, più dell’effetto delle stragi, hanno portato i francesi a votare per il Front” spiega il deputato europeo per il quale la vittoria della Le Pen “è un fatto epocale, non certo un episodio come si può verificare un certe situazioni per forze politiche populiste. Qui è il riconoscimento di un progetto, erede del gollismo e capace di non limitarsi a interpretare la protesta, ma di dare indicazioni, soluzioni, di porsi come versa alternativa di governo”. Non nasconde il rammarico per “essere stato inascoltato quando dicevo che quella era la via da seguire in Europa, così come in Italia. Marine era già fin da allora stata in grado di andare oltre l’immagine del vecchio leone Jean Marie, ma Bossi disse no. C‘era anche un timore reverenziale verso le critiche che sarebbero piovute da una certa sinistra del nostro Paese”.

 

Doveva, insomma, arrivare Salvini e soprattutto farsi da parte il senatur per fare ciò che a Borghezio era stato impedito fare anni prima. “Diciamo che sono stato un precursore mancato, certo non per colpa mia”. Assapora e festeggia la vittoria in Gallia l’Obelix di Torino. E riguardo all’Italia, se glielo si chiede non rifiuta un pronostico su una possibile riproposizione del modello Le Pen al di qua delle Alpi: “È quello che auspico da anni, ma perché possa avvenire non basta un pur bravo Salvini, l’unico che pare aver capito davvero il modello Le Pen. Bisogna lavorare a un progetto di grande visione, una politica di largo respiro. Gli italiani la comprenderebbero e la apprezzerebbero, ma se rimaniamo ai vecchi colonnelli del centrodestra che si occupano solo di beghe e poltrone non si va da nessuna parte”.

 

Non nega che le prossime amministrative “potrebbero essere un’occasione, ma solo se si decide una volta per tutte di fare politica seriamente, lasciando da parte i battibecchi su chi deve comandare qui o candidarsi là”. Non fa sconti a nessuno: “Adesso tutti si dicono lepenisti” dice lui, che forse è uno dei pochi se non l’unico a poterlo rivendicare da tempi non sospetti, anzi da quando parecchi tenevano le distanze dalla leader del Front, oggi scoperta e vezzeggiata come si farebbe con una zia lontana di cui non è mai fregato nulla e poi si scopre ha un’eredità favolosa. Non solo Salvini, ma anche i Fratelli d’Italia e pur gli stessi berluscones oggi non possono non dirsi con la Le Pen. Lui “il precursore mancato del patto poi fatto da Matteo e Marine” resta il solito fuori da coro: “Per fare come in Francia il centrodestra in Italia dovrebbe cambiare almeno l’85 per cento della classe dirigente. E La Lega? Deve ancora cambiare, Salvini da solo non basta. Se poi fosse tutta come a Torino lasciamo perdere, altro che Front National”. 

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7 Commenti

  1. avatar-4
    18:22 Mercoledì 09 Dicembre 2015 Cuneese Da Cota ai giovani gadani

    Sicuramente il problema Lega in Piemonte esiste eccome. Purtroppo le vicende Cota sono note e gli unici a farsi spazio sono i giovani padani, in realtà molti di loro più giovani gadani che giovani padani. Non a caso in terra leghista, qui, eleggere un amministratore locale è un evento storico, anche nei piccoli comuni che a maggioranza votano Lega. Non parliamo delle città e delle città, dove la Lega è assente da tempo. In pratica, il partito delle autonomie, ha difficoltà ad inserirsi negli enti locali e ha lasciato le battaglie e le prospettive dei territori a qualche corrente del PD e a qualche amministratore di buona volontà.Sicuramente è tutto da costruire, certo che fa paura farlo con i Fratelli d'Italia e con gli amanti del tricolore. Speriamo in bene.

  2. avatar-4
    18:02 Mercoledì 09 Dicembre 2015 Bandito Libero incredibile che il commento più intelligente su Lega e Front arrivi da Alberto Nigra

    ..che non è propriamente un leghista, ma il segretario provinciale di Torino dell'ex PCI-PDS più intelligente preparato e capace dell'ultimo quarto si secolo, rimasto prigioniero e vittima, purtroppo, della propria coscienza, della propria coerenza e ancora più dei propri ideali, mentre altri suoi sottoposti-sodali hanno fatto tutto ed il contrario di tutto, finanche diventare "diversamente renziani" pur di ottenere carriere mirabolanti ed inimmaginabili. Chapeau. - PS: però anche Nigra ha un grave difetto: scrive l'italiano con sintassi e grammatica corretta... :-D

  3. avatar-4
    14:19 Mercoledì 09 Dicembre 2015 Alberto Nigra Strabismo politico

    Che un 'domani' il Front si riveli poter essere una destra xenofoba e fascista è un'ipotesi da non escludere, ma che 'oggi' si pensi di contrastarla demonizzando gli argomenti popolari, prima ancora che populisti del suo programma potrebbe rivelarsi un errore esiziale per i suoi avversari sia a destra che ancor più a sinistra. Forse sarebbe bene analizzare attentamente il suo programma in tema economico-sociale, in materia di sicurezza, immigrazione e difesa dei valori di laicità e cercare di capire rapidamente come rispondere a queste domande e bisogni, magari proponendo qualcosa di diverso, piuttosto che negare la domanda forte che emerge dalle società europee ed occidentali in crisi.Correggere il tipico strabismo generato dalla sicumera di chi pensa presuntuosamente non solo di avere ragione, ma di essere la 'ragione'stessa.

  4. avatar-4
    14:08 Martedì 08 Dicembre 2015 ordalia2013 STRANO....

    Ma la Le Pen è nazionalista e Borghezio non era per l'autonomia della padania, Roma essendo ladrona? Che similitudine potrebbe esserci tra Il Front Nazional e la Lega? Solo la Meloni, La Russa e camerati possono avanzare diritti in tal senso, proprio perché sono dei residuati mussoliniani.

  5. avatar-4
    10:35 Martedì 08 Dicembre 2015 gattonero fuori.....

    di testa, molto più che fuori dal coro.

  6. avatar-4
    08:41 Martedì 08 Dicembre 2015 moschettiere Chiedo

    Domanda: ma ha cercato spazio qui perché le testate nazionali non lo hanno considerato nonostante i suoi molteplici comunicati bell'ansia di comparire?

  7. avatar-4
    08:38 Martedì 08 Dicembre 2015 moschettiere Taccia per favore

    Dal suo (poco edificante) passato estremista (guai giudiziari compresi, qualcuno ricorda il fermo per minacce ad un magistrato che poi venne colpito?) gli diventa facile ora fare certi discorsi che in realtà suonano come veri opportunismi. E lui è un professionista dell'opportunismo! Per far capire ora elogia la Le Pen perché ha stravinto ma sorvola sul fatto che lei ha compiuto una manovra del tutto simile a quella di Fini a Fiuggi, e che lui condanna senza sconti. Siamo stufi di questi personaggi e in particolar modo di lui,che da 30 anni si ingrassa di stipendi da favola e non ha mai portato alcun vantaggio alla gente, anzi gravano sul contribuente con le loro scorte (necessarie?) e vetture pagate dallo Stato!

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