PARENTOPOLI

Ballarè nomina il cugino in Fondazione

A pochi mesi dalle elezioni il sindaco di Novara designa un suo parente nel cda dell'ente deputato a destinare finanziamenti della Cariplo per interventi sociali e assistenziali. E, guarda caso, si tratta di Nerviani, figlio dell'ex notabile Dc

Mai come nell’approssimarsi delle urne vale il tengo famiglia, nell’accezione più ampia del termine. Se tra correnti e beghe interne non si può dirsi tutti fratelli, ben vengano anche i cugini. Così, a pensar male (ma si sa, spesso s’indovina), deve aver ragionato il sindaco di Novara Andrea Ballarè al momento di designare un rappresentante di Palazzo Cabrino in seno alla Fondazione Comunità Novarese, la onlus figlia di un progetto di Fondazione Cariplo, anzi emanazione territoriale dell’ente, che distribuisce contributi e svolge interventi finanziari in svariati settori: dall’assistenza sanitaria allo sport, dalla cultura all’ambiente passando per la ricerca. Chi mettere, a rappresentanza del Comune, nel cda? Il sindaco a pochi mesi dalla scadenza del suo primo mandato e, soprattutto, in vista delle elezioni con cui tentare un secondo giro, l’uomo giusto per la Fondazione erogatrice di fondi e con una platea a dir poco ecumenica di potenziali fruitori dei suoi interventi, lo ha trovato in famiglia. Proprio come ai tempi della Prima Repubblica, confermando il solido tramandarsi di alcune tradizioni anche nella seconda.

 

Il cognome del prescelto non svela nulla dello stretto legame: Stefano Nerviani, ingegnere e presidente della Europrogetti, azienda che opera nel settore ambientale. Un nome che rimanda di primo acchito al di lui padre, quell’Enrico Nerviani che ai tempi della Balena Bianca fu per svariate legislature consigliere regionale della Dc e pure assessore all’istruzione nella seconda giunta Beltrami alla fine degli anni Ottanta, un esponente di spicco dello scudocrociato anche al di fuori dei confini novaresi. Ma è nel ramo materno del sindaco e del suo prescelto per il posto in Fondazione che va cercato il legame. Figli di sorelle, Ballarè e Nerviani, cugini di primo grado insomma, sembrano davvero rappresentare plasticamente uno dei tanti volti, magari tenuti possibilmente nascosti, dell’ennesima parentopoli di cui la politica non riesce e non vuole liberarsi. Rottamiamo tutto, o quasi. Deve aver pensato così il renziano sindaco Ballarè, guardando avanti verso le urne e quel bacino di voti che non pochi indicano essersi svuotato un poco rispetto a quando era stato eletto e per lui si prefigurava un cursus honorum all’insegna del renzismo. Un bacino di cui turare le falle e se possibile ricolmare di consensi. Magari, chissà, anche grazie ai meritori interventi della onlus dove il sindaco ha piazzato il parente. Se l’antico spirito di fratellanza, nella sinistra, è venuto meno restano sempre i cugini.  

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:20 Mercoledì 09 Dicembre 2015 Bandito Libero ed invece è proprio un 'renziano' perfetto!

    Infatti segue le orme della Boschi che salva la Banca del papà (Banca d'Etruria), Ballarè da perfetto renziano la imita in piccolo nel "teniamo famiglia" e nomina il cuginetto in un ente importante... Di cosa vi stupite? Tuttto rego, raga! Hey..!!!

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