PALAZZO CIVICO

Cavallerizza, duello tra assessori

Nervi a fior di pelle nella squadra di Fassino. Ennesimo scontro tra Passoni e Lo Russo, sull'acquisizione del teatro delle ex scuderie dei Savoia varata dal titolare del Patrimonio: "La vera emergenza è il Moi". Ma il sindaco lo redarguisce severamente

Con la mossa del cavallo Torino torna in possesso della Cavallerizza. Ma di Reale, nel battibecco che ne è seguito in giunta, c’è davvero poco. L’operazione porta la firma dell’assessore al Bilancio e uomo forte della Sinistra torinese Giuanguido Passoni: 1 milione per riacquistare ciò che nella passata amministrazione era stato messo sul mercato, attraverso le cartolarizzazioni. Scelta ardita, applicata, secondo alcuni colleghi di giunta, facendosi guidare troppo dalla comune passione politica nei confronti di certe frange della sinistra cittadina. Nei suoi piani nessuna residenza di lusso, ma un teatro affidato a Stabile usufruibile dal Regio, uno spazio per mostre, un orto urbano, un ostello per i giovani e spazi destinati agli universitari.

 

A porre il problema sull'accelerata da parte dell'amministrazione comunale sull'immobile attualmente occupato dai "benecomunisti" è stato il titolare dell’Urbanistica Stefano Lo Russo, nemico fraterno di Passoni, che spondato da alcuni colleghi, ha messo sul piatto un’altra emergenza cittadina, come quella dell’ex Moi, l’ex villaggio olimpica, in cui tre palazzine sono ormai interamente occupate dai profughi, con tutte le ripercussioni del caso a partire dalla (in)sicurezza. Una ferita aperta per Torino, quel villaggio olimpico abbandonato da nove anni, uno squarcio sulle imminenti celebrazioni  per il decennale dei Giochi. “E allora, se ci sono i soldi per quattro gruppetti radical chic che occupano le nostre strutture, dobbiamo trovarli anche per risolvere un’emergenza che si trascina da anni” sono state più o meno le parole di Lo Russo, che rappresenta l’ala più pragmatica della giunta. Ne è scaturito una discussione nella quale Passoni ha difeso l’acquisizione, che alla fine è passata all’unanimità. Ma la sfida ora si sposta in Sala Rossa dove sul provvedimento dovrà pronunciarsi il Consiglio comunale e in questo scenario vanno interpretate le parole sibilline che Lo Russo ha affidato ad alcuni suoi interlocutori, secondo cui “il via libera alla Cavellerizza è strettamente legato a un atto che si faccia carico dell’ex villaggio olimpico”.

 

Una presa di posizione che, però, non è stata apprezzata dal sindaco Piero Fassino, se in un dopo giunta, come riferiscono alcuni dei più stretti collaboratori del primo cittadino, il Lungo ha affilato le corde vocali e redarguito vigorosamente Lo Russo, per i modi spicci in cui è intervenuto durante la riunione di giunta, trattamento riservato in simultanea anche alla collega dei Moderati Giuliana Tedesco. La sensazione è che il sindaco abbia avallato l’operazione sulla Cavallerizza e in generale abbia dato carta bianca a Passoni, che parallelamente all’azione amministrativa è impegnato nell’ardua impresa di allestire una lista civica a sinistra del Pd che funga da argine per quell’elettorato in transito verso la Cosa Rossa di Giorgio Airaudo.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    10:03 Sabato 12 Dicembre 2015 lancillotto la buca del suggeritore

    Suggerisco altre emergenze , trasporti possibilmente con tranvie, viabilità , traffico, strade e marciapiedi in attesa di manutenzione, qualità dell'aria .. nella scala di priorità dei fruitori di servizi non saranno in pole position , ma sicuramente non il fanalino di coda.

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