GRANA PADANA

Quo vado? Lega formato Zelig

Cota punta a tenere il “posto fisso” di segretario almeno fino alle elezioni. Ma l’ipotesi di far slittare il congresso di San Valentino non piace ai due contendenti e neppure a Salvini, pronto a commissariare il partito piemontese

Se Matteo Salvini a La zanzara dice che vorrebbe Checco Zalone ministro della Cultura, nel Carroccio piemontese continuano a chiedersi Quo vado? Verso il congresso, diretti al commissariamento o fermi con Roberto Cota a reggere ancora le sorti della Lega, neppur troppo velatamente intenzionato a restare per decidere le candidature delle prossime comunali a Torino, così come a Novara? A suffragare quest’ultima ipotesi ci sarebbero proprio le mosse – telefonate, incontri, dichiarazioni – dell’ex governatore decaduto. Lui si limita a ribadire di aver “fatto quello che dovevo fare, ovvero convocare il congresso. Poi se Salvini ha delle indicazioni da darmi io sono qui”. Ma il suo disegno, secondo i detrattori, sarebbe quello di rinviare ancora la data del congresso, fissata al 14 febbraio, e far in modo che il rinnovo del vertice leghista piemontese, ovvero l’elezione del suo successore, non avvenga prima delle elezioni amministrative.

 

Quanto questa strategia dilatoria sia probabile e, soprattutto, possa sperare nel disco verde da parte di via Bellerio è tutto da vedere. Anzi, considerando quanto detto pubblicamente, ma ancor più nelle segrete stanze con i suoi fedelissimi, dallo stesso Salvini, il tira-molla dell’ex presidente della Regione avrebbe scarsissime possibilità di riuscita: se non si trova una quadra alla ormai annosa questione delle candidature congressuali e non se ne esce dal duello tra Gianna Gancia e Riccardo Molinari, l’unica soluzione è quella del commissario. Da tempo Salvini ha pronto il nome, quello di Pietro Foroni, già opportunamente preallertato per la probabile trasferta piemontese. Lasciare Cota alla guida di un partito che a detta di più di un esponente “da tempo è in preda all’anarchia” sarebbe, insomma, fuori dai pensieri del segretario federale. Al quale tuttavia, lo stesso Cota avrebbe intenzione di ribadire la sua disponibilità e il suo spirito di servizio, se il congresso dovesse impantanarsi, per traghettare il Carroccio da qui a fin dopo l’appuntamento elettorale.

 

Chi di rinvii, così come di commissariamenti non vuole sentir parlare è lei, lady Calderoli sempre più determinata a raccogliere quei voti che la porterebbero, prima donna nella storia della Lega in Piemonte, a governare il partito. “Impensabile arrivare alle amministrative con un commissario e senza aver fatto il congresso, che è e resta un momento fondamentale per il nostro movimento”, dice. Posizione meno netta, e quindi di fatto aperta anche all’eventuale affidamento a un commissario, è l’altro contendente, Molinari, l’uomo che Salvini non disdegnerebbe affatto di vedere al posto di Cota e nel quale ripone fiducia e aspettative, tanto da averlo voluto come suo vice al vertice federale.

 

Come noto, proprio la decisione della Gancia di scendere in pista e di respingere ogni tentativo di Salvini affinché si ritirasse dalla contesa, ha portato a far svanire quel proposito di una candidatura unitaria per la segreteria piemontese. Un incarico da sempre ambito, ma sul quale oggi pesa ancor più l’approssimarsi delle amministrative: ci sono da scegliere e decidere i candidati, condurre le trattative con gli alleati (anche se su questo via Bellerio non pare disposta a delegare più di tanto), comporre le liste. Un insieme di cose che, ovviamente, rendono ancora più appetibile quella poltrona su cui siede da tre lustri Cota. Il quale ha pure cercato, negli ultimi tempi, di ritagliarsi un ruolo di mediatore tra ganciani e molinariani, senza tuttavia poter offrire a Salvini una soluzione, impossibile da trovarsi per lo stesso leader di fronte all’ostinazione della Gancia.

 

Nel frattempo il countdown elettorale a Torino e a Novara prosegue, annoverando anche corse in avanti come quella del partito torinese che ha annunciato la candidatura a sindaco di Fabrizio Ricca, evidenziando ulteriormente l’isolamento dei vertici locali in una fase in cui il Carroccio piemontese è ancora dilaniato dalla battaglia precongressuale, sempre più terreno di una faida interna. Un clima che aveva indotto lo stesso Salvini a congelare il congresso, facendo aleggiare l’ipotesi del commissario. Quel clima oggi non appare affatto mutato, ma il congresso come ribadisce Cota “è convocato per il 14 febbraio”. Resterà da vedere se la data richiamerà più la festa degli innamorati o la guerra per bande.

print_icon

5 Commenti

  1. avatar-4
    12:17 Giovedì 07 Gennaio 2016 l'osservatore Fatal Novara

    Con Cota che fa strategia esito certissimo come nel Marzo del 49, che corrisponde a quello delle ultime amministrative o del suo mandato da governatore, disfatta.

  2. avatar-4
    01:41 Giovedì 07 Gennaio 2016 moschettiere Domanda

    Ma a Torino è arrivata la notizia che la Lega ha un segretario federale e che si chiama Matteo Salvini? E si sa che esistono regole e gerarchie da rispettare?

  3. avatar-4
    20:22 Mercoledì 06 Gennaio 2016 MassimoDAzeglio Fabrizio Ricca

    Deve essere il Candidato Sindaco, a costo di andare da soli.Basta indugi, si vada avanti.

  4. avatar-4
    13:31 Mercoledì 06 Gennaio 2016 silvioviale Fabrizio Ricca

    Non sarà candidato a sindaco, ma si merita la nomination. Ribadendo, per gli schiocchi, tutte le distanze politiche.

  5. avatar-4
    12:50 Mercoledì 06 Gennaio 2016 moschettiere Commissario subito

    Commissariamento quanto prima e non esistono proprio problemi ad andare ad elezioni così, con un commissario. Certo che Gancia-Cola scalpita e non vuole, ovvio, perderebbe ogni possibilità di dirigere le candidature! Perché il problema è tutto li. È non è un problema Piccolo...

Inserisci un commento