Full Monti con Profumo e Fornero
11:28 Mercoledì 16 Novembre 2011Il rettore del Politecnico e la vicepresidente di Intesa entrano nella squadra di governo, rispettivamente all'Istruzione e al Welfare. E Torino torna dopo molti anni di assenza nei palazzi romani
Due torinesi tra i ministri che sosterranno Mario Monti nella difficile impresa di governo. Si tratta di Francesco Profumo, neo presidente del Cnr e rettore in uscita del Politecnico, e di Elsa Fornero, docente all'Università torinese e vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo. A Profumo sono assegnate le deleghe a Istruzione, Università e Ricerca, mentre la Fornero dovrà occuparsi di Lavoro e Welfare.
Com’è noto nella scorsa primavera, Profumo, è stato a un passo dalla candidatura a sindaco di Torino, impallinato all’ultimo dal fuoco amico dei suoi estimatori della prima ora, Sergio Chiamparino in primis. Ora la designazione nella squadra di governo da parte del Pd nazionale ha il sapore del risarcimento postumo per il beau geste che ha lasciato strada libera a Piero Fassino. Ingegnere, 58 anni, al vertice di corso Duca degli Abruzzi dal 2001 ha iniziato la carriera nel 1978 all'Ansaldo di Genova. Un tratto che non ha del tutto abbandonando, ricoprendo ancor oggi ruoli di primo piano nei consigli di amministrazione di Telecom e Pirelli.
La professoressa Fornero, 63 anni, meno nota al grande pubblico, è una rigorosa studiosa di sistemi pensionistici, allieva di Onorato Castellino, celebrato economista ed esperto di previdenza scomparso nel 2007. Docente di economia all’Università di Torino, guida il Cerp, Center for research on pensions and welfare policies, uno dei maggiori centri studi sullo stato sociale in Italia e in Europa. Fornero, coniugata con il collega Mario Deaglio, è anche vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e componente del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale presso il ministero del Lavoro. Essendo una strenua sostenitrice dell’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori la sua nomina viene letta come una scelta oltremodo “rigorista” da parte del nuovo esecutivo.


