Costa ministro, Ncd “in sonno”
21:00 Giovedì 28 Gennaio 2016 5Il parlamentare di Mondovì viene promosso titolare degli Affari Regionali (con delega alla Famiglia). A dar retta ai pettegolezzi di Montecitorio tra le condizioni del patto con il Pd c'è la rinuncia a presentare la lista a Torino contro Fassino
Alla fine ce l’ha fatta: Enrico Costa da viceministro alla Giustizia viene promosso a ministro per gli Affari Regionali, con una non meglio precisata delega alla Famiglia, a pochi giorni dal voto sulle unioni civili, e la partecipazione alla cabina per il Sud. Il giuramento è fissato nel tardo pomeriggio di venerdì al Quirinale. Nato a Cuneo nel 1969, avvocato, consigliere regionale del Piemonte dal 2000 al 2006 (è stato vicepresidente del Consiglio per poco pià di un anno), eletto per la prima volta alla Camera nel 2006 con Forza Italia, passato al Pdl e infine, nel 2013, al Nuovo Centrodestra, Costa è figlio d’arte: suo padre, Raffaele, è stato uno storico esponente del Pli, tra i primi a sostenere Silvio Berlusconi nella sua “discesa” in politica.
Costa, ex berlusconiano e già celebre per essere stato relatore del Lodo Alfano per garantire l’immunità tra gli altri all’ex Cavaliere, ottiene la poltrona vacante dalle dimissioni di Maria Carmela Lanzetta (Pd), che il 25 gennaio 2015 lasciò il governo per andare a far parte della giunta regionale di Mario Oliviero in Calabria, salvo rinunciare due giorni dopo in polemica per la nomina di un altro consigliere sfiorato da un’indagine per voto di scambio. Una delega in partenza "leggera" ma appesantita con le competenze sul Mezzogiorno (in particolare sulla gestione dei fondi europei), bacino elettorale di Ncd. Secondo le malelingue la nomina è frutto, tra l’altro, di un patto con il Pd che prevede una posizione “compiacente” di Ncd a Torino, dove per agevolare il Pd e il sindaco ricandidato Piero Fassino gli alfaniani rinuncino alla presentazione della lista, inibendo a Vito Bonsignore l’utilizzo del simbolo. Cattiverie, forse.


