CARRIERE NOSTRANE

Costa ministro, Ncd “in sonno”

Il parlamentare di Mondovì viene promosso titolare degli Affari Regionali (con delega alla Famiglia). A dar retta ai pettegolezzi di Montecitorio tra le condizioni del patto con il Pd c'è la rinuncia a presentare la lista a Torino contro Fassino

Alla fine ce l’ha fatta: Enrico Costa da viceministro alla Giustizia viene promosso a ministro per gli Affari Regionali, con una non meglio precisata delega alla Famiglia, a pochi giorni dal voto sulle unioni civili, e la partecipazione alla cabina per il Sud. Il giuramento è fissato nel tardo pomeriggio di venerdì al Quirinale. Nato a Cuneo nel 1969, avvocato, consigliere regionale del Piemonte dal 2000 al 2006 (è stato vicepresidente del Consiglio per poco pià di un anno), eletto per la prima volta alla Camera nel 2006 con Forza Italia, passato al Pdl e infine, nel 2013, al Nuovo Centrodestra, Costa è figlio d’arte: suo padre, Raffaele, è stato uno storico esponente del Pli, tra i primi a sostenere Silvio Berlusconi nella sua “discesa” in politica.

Costa, ex berlusconiano e già celebre per essere stato relatore del Lodo Alfano per garantire l’immunità tra gli altri all’ex Cavaliere, ottiene la poltrona vacante dalle dimissioni di Maria Carmela Lanzetta (Pd), che il 25 gennaio 2015 lasciò il governo per andare a far parte della giunta regionale di Mario Oliviero in Calabria, salvo rinunciare due giorni dopo in polemica per la nomina di un altro consigliere sfiorato da un’indagine per voto di scambio. Una delega in partenza "leggera" ma appesantita con le competenze sul Mezzogiorno (in particolare sulla gestione dei fondi europei), bacino elettorale di Ncd. Secondo le malelingue la nomina è frutto, tra l’altro, di un patto con il Pd che prevede una posizione “compiacente” di Ncd a Torino, dove per agevolare il Pd e il sindaco ricandidato Piero Fassino gli alfaniani rinuncino alla presentazione della lista, inibendo a Vito Bonsignore l’utilizzo del simbolo. Cattiverie, forse.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    12:25 Venerdì 29 Gennaio 2016 mork strie nei cieli

    al di là delle apparenze la politica vince contro le tribù

  2. avatar-4
    10:00 Venerdì 29 Gennaio 2016 Aquila della Notte Le malelingue ...

    E perchè escludere invece una lista direttamente apparentata?

  3. avatar-4
    09:30 Venerdì 29 Gennaio 2016 daniele galli lista contro Fassino ???

    credo non l' abbiano mai neppure pensata .

  4. avatar-4
    09:13 Venerdì 29 Gennaio 2016 Bandito Libero Se il cavallo di Caligola può fare il Senatore, Costa può fare il Ministro!

    Con alcune differenze sostanziali però: il cavallo di Caligola deve essere stato un animale molto leale, per nulla traditore, nonché intelligente, valido, capace ed in gamba. E soprattutto utile (non solo a se stesso intendo). La precisazione è doverosa: mi dispiacerebbe molto se il cavallo di Caligola dall'Aldilà ci rimanesse male per l'affiancamento a Costa!

  5. avatar-4
    06:39 Venerdì 29 Gennaio 2016 usque tandem Ben retribuita...

    La vendita del piemonte al PD....di chi si dice ancora liberale...

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