Bilancio, ed è subito spreco

La Provincia di Torino predispone il documento contabile di previsione. Una montagna di carta per le cento copie da inviare a assessori e consiglieri che ignorano l’esistenza dei supporti magnetici

Bilancio preventivo 2012 della Provincia di Torino: ed è subito spreco. Cento copie su carta, bianca extra strong e non riciclata, una mezza dozzina di fascicoli più gli allegati, più o meno il consumo di oltre cento risme da 400 fogli, il taglio di una montagna di alberi per gli ambientalisti di più stretta osservanza. E per l’ente che dell’ambiente ha fatto una religione. Il Laboratorio stampa della Provincia, una tipografia in formato ridotto, è al lavoro senza sosta per produrre le cento copie preliminari del bilancio di previsione 2012 predisposto dall'assessore Marco D'Acri, tutte destinate ai consiglieri, agli assessori, ai revisori e alle commissioni che dovranno discuterlo entro la fine dell'anno.

 

Un lavoro in larga parte inutile se si pensa che il documento contabile è contenuto senza problemi in un piccolo cd da pochi grammi – meno costoso, meno impattante e più maneggevole di una risma di carta - che i consiglieri possono far girare e vedere sul proprio computer portatile personale di cui la Provincia li ha dotati. Un oggetto, questo, non da tutti capito, da alcuni addirittura “rifiutato” che pare essere impiegato più spesso per navigare in internet (siti porno esclusi, solo perché inibiti) non sempre su argomenti attinenti all'amministrazione della cosa pubblica. Cosa che accade anche durante le sedute di consiglio.

 

Se i dirigenti di Palazzo Cisterna hanno accolto di buon grado la versione cd del bilancio, non altrettanto è accaduto ai “magnifici 45” e così si è dovuta montare l'operazione stampa: inutile e costosa, soprattutto in contrasto con quella modernizzazione che la Provincia persegue da anni, dai tempi del ricorso alle stenotipiste (o micheliste) per il verbale delle sedute.

 

A quanto pare i “magnifici 45” sono allergici al digitale: hanno rifiutato i quotidiani on line, preferendo quelli - più costosi - su supporto cartaceo, spesso gettati senza neppure essere aperti, adesso rifiutano anche il bilancio su cd. E continuano nel ruolo di tradizionali “gettonisti”: un gettone per ciascuna seduta di consiglio (anche quando l’ordine del giorno è impalpabile, liquidabile in 15 minuti), un gettone per il “quarto d'ora in commissione”, sine cura politico noto anche come “una botta e via”.

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