Basta con il “Sistema Torino” Il centrodestra ci mette la firma
17:41 Venerdì 05 Febbraio 2016 4Decolla la petizione promossa da Vignale per chiedere le primarie: ci stanno anche Marrone (FdI) e l'ex forzista Rosso. Si profila un fronte comune anti-Napoli e contro gli inciuci. Crescono le azioni di Morano che si appresta a incontrare Berlusconi
“Più di cento firme in meno di due ore”. Esulta il consigliere regionale Gian Luca Vignale, al suo esordio in strada per chiedere primarie del centrodestra. Al mercato di corso Svizzera, dove l’esponente azzurro ha piazzato il proprio gazebo, non solo cittadini comuni ma anche esponenti
politici: tra i primi a firmare il leader piemontese di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone e il Roberto Rosso, già nella mischia, a capo di un rassemblement di liste centriste. “Il grande successo di oggi – dice Vignale – è la dimostrazione che il popolo di centrodestra a Torino è presente e chiede di essere coinvolto ed ascoltato. Siamo ancora in tempo per ricompattare in una grande coalizione tutte le anime del centrodestra torinese”. Per questo, conclude, “ci auguriamo che i vertici di partito regionali e nazionali non siano sordi di fronte a tanto entusiasmo e siano pronti a cambiare strada indicendo le primarie. Solo così avremo possibilità di vincere o comunque arrivare al ballottaggio alle prossime elezioni torinesi”. Una petizione nata per dare voce ai cittadini e che si sta trasformando in un manifesto di dissenso verso la candidatura di Osvaldo Napoli. Voci che hanno raggiunto ieri lo stesso
Silvio Berlusconi, impegnato a Palazzo Grazioli in una cena con gli europarlamentari. Su sollecitazione di Alberto Cirio, l'ex premier ha deciso di incontrare nei prossimi giorni (forse già martedì o mercoledì) il notaio Alberto Morano. Un rendez-vous accettato con senso della realpolitik anche dai due principali esponenti azzurri che finora si sono maggiormente opposti alla soluzione civica: la senatrice Maria Rizzotto (principale sponsor di Napoli) e il coordinatore regionale Gilberto Pichetto. E che la coalizione difficilmente chiuderà nel vertice, al momento ancora in agenda per lunedì prossimo, tra il Cavaliere, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è testimoniato anche dalla battuta del leader leghista sul volo Francoforte-Roma con gli eurodeputati forzisti: “Allora me lo date un nome per Torino?”. Nel solco di un percorso civico lo stato maggiore di Palazzo Grazioli avrebbe anche previsto un contestuale incontro con Luca Olivetti, l'avvocato che per primo nel centrodestra ha dato avvio alla sarabanda elettorae.

In quello che ormai appare come un fuoco di fila anche Rosso fa la sua parte, inviando una lettera a tutti i contendenti – potenziali e non – di Piero Fassino per chiedere “un fronte ideale contro il consociativismo, le clientele e i compromessi del Sistema Torino” contro “i trasversalismi occulti e taciti che inquinano la vita cittadina assimilando maggioranza e opposizione in un’unica indigeribile melassa”. La lettera, illusrtrata nel corso di una conferenza stampa al Caffé Dezutto, è inoltrata a Chiara Appendino (M5s), Giorgio Airaudo (Torino in Comune), Fabrizio Ricca (Lega Nord), Maurizio Marrone (FdI), Gian Luca Vignale (FI) e
Morano. Tutti meno Napoli, “uno che, di fatto, deve al suo possibile rivale una parte del suo reddito” dice Rosso con riferimento all’incarico di presidente che il sindaco di Valgioie ricopre in Ancitel, controllata di Anci, grazie agli ottimi uffici di Piero Fassino. “Osvaldo fa bene a candidarsi – conclude Rosso – basta che si dimetta da Ancitel, ma senza moralismo di sorta, per chiarezza nei confronti dei cittadini”. Per Rosso “Torino deve tornare a essere una città normale, in cui l'opposizione e la maggioranza fanno ciascuno il proprio mestiere. Non propongo un'alleanza politica - puntualizza - ma un'alleanza sulle regole per dire stop a inciuci”. Alla fine della missiva la proposta di un incontro pubblico con tutti i destinatari “volto ad affermare, pur nella differenza delle nostre posizioni politiche e dei nostri ideali di riferimento, la nostra indisponibilità a far preservare questi metodi”.



