URNE VIRTUALI

Regione in bilico, Pd in calo

Maggioranza di centrosinistra risicata, con i democratici che scendono dal 36% di due anni fa al 31,8. Centrodestra competitivo (se unito), cresce il M5s (25,1%). Buona performance della Sinistra Italiana (6,6%). Sondaggio di Scenaripolitici

Sono passati quasi due anni, eppure l’exploit del Centrosinistra e in particolare del Pd alle scorse regionali, pare solo un ricordo perso tra gli inciampi politici a Roma e le vicissitudini giudiziarie sulle firme false a Torino. Se si andasse a votare oggi la coalizione oggi al governo di piazza Castello non andrebbe oltre il 33,3% (Pd fermo al 31,8%), quasi 14 punti percentuali in meno rispetto al 57,09 ottenuto nel 2014. In compenso tiene il Centrodestra che si attesta al 30,3% (soprattutto grazie all’effetto traino della Lega Nord data al 16,6%, doppiando Forza Italia al 7,6% e triplicando i voti di FdI al 5,3%). In rialzo anche il Movimento 5 stelle che passa dal 21,45% al 25,1%. Tutt’altro che irrilevante la quota di Sinistra Italia al 6,1, che in coalizione con Rifondazione arriverebbe a sfiorare il 7%. È quanto emerge dal sondaggio di Scenaripolitici.com, condotto disaggregando i dati ottenuti sulle simulazioni per la Camera, ottenute da interviste con metodo Cawi interpellando un campione di 1.800 cittadini rappresentativo della popolazione.

 

Dati da prendere con le pinze, che tuttavia fanno emergere una tendenza, come un anemometro misurano la forza e la direzione in cui spira il vento. E se nell’anno delle Europee (e delle regionali piemontesi) la corrente soffiava forte alle spalle dei candidati dem, oggi si è affievolita e il Partito dei due campioni - Chiamparino e Fassino - arranca.

 

Va detto che due anni orsono Sergio Chiamparino poté contare su una serie di elementi a favore, a partire da un centrodestra diviso in ben tre tronconi (FI e Lega – Ncd - FdI), poteva contare – a differenza del suo dirimpettaio di Palazzo Civico Piero Fassino – sul sostegno di Sel, mettendoci di suo un effetto trascinamento che lo portò a prendere oltre 126mila voti in più rispetto alla sua coalizione. Quel che emerge è che – soprattutto nel Piemonte 2 – un centrodestra unito può ancora competere con il partito renziano e i suoi alleati, ma soprattutto che i grillini non perdono consenso nonostante le polemiche legate al caso Quarto e alle unioni civili, anzi lo incrementano. Particolarmente interessante il dato sulla Sinistra Italiana, un partito che se in tutto il Piemonte vale il 6%, nella rossa Torino oggi otterrebbe un consenso più alto, secondo alcuni addirittura a due cifre, come emerso da un altro sondaggio, pubblicato da La7, che dava la Torino in Comune di Giorgio Airaudo addirittura all’11%.

 

Numeri di cui Fassino dovrà tener conto e non a caso, per arginare Airaudo ha messo in campo una lista civica di sinistra, coordinata dal suo assessore al Bilancio Gianguido Passoni.

print_icon