PIAZZA CASTELLO

Agricoltura in Piemonte, nuove opportunità

La Regione annuncia la pubblicazione di un bando per l'ingresso di giovani nel settore. Ma intanto le associazioni di categoria manifestano per la difesa del sistema lattiero-caseario. "Un'azienda su tre rischia la chiusura"

Un bando per favorire l’insediamento dei giovani agricoltori nel sistema piemontese. Lo ha varato la giunta regionale utilizzando i fondi europei del Psr -Programma di sviluppo rurale - e sarà pubblicato nei prossimi giorni. La gara pubblica concede un premio di insediamento (35mila euro) ai giovani agricoltori per l’avviamento di imprese, l’insediamento iniziale e l’adeguamento strutturale delle aziende, allo scopo di migliorare la competitività delle aziende agricole favorendo il ricambio generazionale. Le risorse complessive per questo bando ammontano a 30 milioni.

 

“Il ricambio generazionale in agricoltura è uno degli obiettivi proposti dalla Commissione Europea e perseguito dal nostro Psr - spiega Giorgio Ferrero - ed è mirato a un miglioramento economico delle aziende agricole piemontesi. Si presume infatti che i giovani imprenditori agricoli, utilizzando anche strumenti informatici e telematici. Un altro fine che si propone il premio, con quote di finanziamenti più elevate per le zone considerate svantaggiate -collina e montagna -, è aiutare le comunità locali a restare attive sui territori di residenza con interventi di protezione”. 

 

Al bando si è arrivati anche dopo un confronto con le organizzazioni di categoria, in modo da accogliere molte proposte venute dal mondo agricolo. Verranno premiati i progetti di insediamenti in aree ad alto valore naturalistico, quelli che propongono un piano aziendale orientato al miglioramento dell’impatto ambientale dell’azienda agricola e allo sviluppo aziendale indirizzato a produzioni rientranti in regimi di qualità o inserite in sistemi di tracciabilità volontaria sovra-aziendale. Progetti che abbiano la prospettiva di un aumento dell’occupazione, in linea con l’obiettivo di introdurre innovazione e competitività nel settore agricolo regionale.

 

Si è puntato alla semplificazione della modalità di presentazione della domanda. Il beneficiario, grazie a un sistema telematico che propone varie tipologie di investimento, sia di acquisto macchinari ed attrezzature che di realizzazione o miglioramento delle strutture, può presentare la richiesta di sostegno relativa al solo premio o abbinata alla realizzazione di investimenti con la misura 4.1.2.

 

Tutto questo mentre dai campi si alza la protesta degli operatori del settore zootecnico con la prima “Marcia delle vacche”. A rischiare è tutto il comparto del latte secondo la Confederazione italiana agricoltori, che ha organizzato la manifestazione, partita da Carmagnola. Una mobilitazione nazionale per chiedere “misure urgenti per affrontare l'impasse del settore lattiero-caseario e tutelare le imprese agricole”. All'iniziativa sono presenti il presidente nazionale Cia Secondo Scanavino e il vice ministro Andrea Olivero, secondo i quali, senza misure adeguate, c’è il rischio che chiuda un'azienda su tre. “Parliamo di un comparto - spiegano i rappresentanti della Confederazione agricoltori - che nell’ultimo decennio ha registrato la chiusura, al netto dei nuovi ingressi, di quasi 25mila stalle. Solo dal 2013 al 2014 siamo passati da 34.231 stalle a 30.528. Un trend che ci preoccupa molto per il 2015 dove i dati non sono ancora disponibili". La Cia chiede, quindi, al ministero dell'agroalimentare di "rendere immediatamente disponibili le risorse del “Fondo latte”; erogare al più presto i 25 milioni di euro, aiuti eccezionali erogati dalla Ue; sospendere il pagamento degli oneri previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti nel settore”. Ed ancora “rafforzare le norme sull’etichettatura dei prodotti lattiero caseari con l’indicazione del Paese d’origine e promuovere efficacemente il latte italiano in Italia ed all’estero”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:57 Giovedì 10 Marzo 2016 DimitriDeVita k

    k

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