VERSO IL VOTO

Tra Fassino e Appendino il non voto

L'esito della competizione di Torino sarà decisa al secondo turno. I sondaggi concordano nel pronosticare il ballottaggio tra il sindaco e la candidata del M5s. Ma il forte aumento dell'astensionismo potrebbe essere decisivo: chi penalizzerà?

Tutta questione di forbice. Per una volta, non centra con i tagli ma finisce con l’avere lo stesso effetto terrificante su chi dovrà fare i conti su quanto si apre o quanto si stringe e a favore di chi. Un risultato sul quale avrà non poco peso la consistenza di quanti si recheranno ai seggi. Prima ancora di persuadere i cittadini della bontà delle proprie proposte i vari candidati, soprattutto quelli con maggiori chance di successo, dovranno convincerli ad andare a votare. A circa tre mesi dal voto per le Comunali e quando ancora c’è chi, come il centrodestra, non ha sciolto le riserve su alleanze e candidature, sui tavoli delle segreterie dei partiti e nei cerchi più o meno magici o tragici iniziano ad arrivare i sondaggi. Rilevazioni che per Torino, pur con tutte le cautele di rito, concordano nell’assegnare l’esito finale al secondo turno e nel registrare l’alto tasso di astensionismo.

 

Che il duello sotto la Mole sarà tra Piero Fassino e Chiara Appendino non è certo una novità, tenuto conto del marasma in cui annaspano gli altri competitor. Che il Lungo debba rinunciare al sogno di vincere al primo turno è, dati alla mano, un elemento che il Pd e i suoi alleati dovranno tenere in debito conto come si fa con una evenienza a lungo scongiurata che di giorno in giorno diventa sempre più concreta. La partenza, ma lo si sapeva, non è di quelle tranquille. L’approdo si annuncia complicato. Dando per assodato il ballottaggio tra Fassino e la pentastellata, scenario in cui anche in virtù dei sondaggi sono costretti a muoversi fin d’ora di due schieramenti, resta da vedere innanzitutto come arriveranno alla contesa finale. E come quell’esercito di non votanti – dato in crescita rispetto a quel 33,5% di cinque anni fa – influenzerà la contesa, penalizzando di meno uno dei due sfidanti. Per questa ragione si attende con una certa ansia la rilevazione di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, solitamente attendibile nel delineare con largo anticipo gli orientamenti elettorali.

 

Sul fronte del centrodestra la confusione continua a imperare: di Osvaldo Napoli quale candidato, i piani alti negli ultimi giorni parlano sempre meno come a voler lasciare intendere (all’alleato leghista in sede nazionale) che la partita di Torino non è ancora conclusa e può essere riaperta sullo scacchiere generale. Il Carroccio dal canto suo tiene il punto e mirando, in Piemonte, a Novara è comunque pronto a giocare anche la carta del candidato civico (il notaio Alberto Morano) in riva al Po riducendo ancora il già esiguo potenziale elettorale dei berluscones. E la rottura su Roma che si sarebbe consumata in queste ore all’interno della coalizione potrebbe accelerare la scomposizione in chiave locale.

 

Sul fronte sinistro, che preoccupa più Fassino che non la Appendino, la partita referendaria può esercitare un ruolo aggregante di una parte di elettori a favore di Giorgio Airaudo. A poco o nulla potranno servire a Fassino gli endorsement di Enzo Ghigo e Michele Vietti, la parte che potrebbe rivelarsi addirittura destruens per il sindaco ricandidato se egli dovesse, come si sussurra, aderire ad alcune richieste che da quelle parti sarebbero in arrivo nell’imminenza di rinnovi di peso nell’ambito del sottogoverno e delle partecipate. Solido e nient’affatto secondario l’aiuto da parte dei Moderati di Mimmo Portas, anche se la concorrenza di liste civiche e l’aggressiva campagna di Roberto Rosso potrebbe rosicchiare consensi preziosi proprio nel catino centrista.

 

Questi elementi saranno decisivi per Fassino al fine di allargare a suo favore la forbice tra il risultato al primo turno e quelli dei pentastellati. Da lì si partirà per il duello finale, dove non contano più i candidati in lista (e la loro attività di attrazione) e altri fattori “identitari” determinanti invece fino al primo turno. Conterà soprattutto la mobilitazione degli elettori, cosa che da tempo non è più dote riconosciuta al Pd. Il ballottaggio, infine, sposterà il duello - per la visibilità e l’importanza che ha Torino (e Piero Fassino) a livello nazionale – su un piano diverso. Arrivando a connotare le elezioni sotto la Mole di un forte significato politico.

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10 Commenti

  1. avatar-4
    10:06 Domenica 13 Marzo 2016 Dedo capellano Roberto Rosso?

    Ma Roberto Rosso e quello che era fedelissimo di Berlusconi poi è' diventato fedelissimo di Fini e Bocchino ?.... mi sorprende che non abbia aderito alla azienda di Portas..... I Moderati

  2. avatar-4
    23:15 Sabato 12 Marzo 2016 patty E infatti Rosso è l'unico candidato credibile come Sindaco

    A parte Fassino che danno tutti per scontato, Roberto Rosso è l'unico candidato credibile come Sindaco di Torino, se dovesse arrivare al ballottaggio sarebbe un duello vero. Tutti gli altri duelli mi sembrano finti e basati su questioni nazionali, dimenticando che chi vince deve amministrare una grande città.

  3. avatar-4
    20:23 Sabato 12 Marzo 2016 Dedo capellano Cesare Augusto Vs Cesare Previti....

    Non è corretto paragonare la Torino degli anni 80 con la Torino di oggi sostenendo che si stava peggio allora di oggi. Anche la Roma dell'impero Romano aveva un tasso di mortalità più elevato della Roma di oggi ma qualcuno può negare che era infinitamente più importante ed autorevole la Roma di Cesare Augusto rispetto alla Roma di Cesare Previti!!

  4. avatar-4
    16:51 Venerdì 11 Marzo 2016 Bandito Libero ecco perchè a Portas dà molto fastidio l'iniziativa di Roberto Rosso....

    Ora mi sono assai più chiare certe dinamiche. Ecco perché Portas minimizza al limite dell'inverosimile il risultato (che sarà indubbiamente notevole) di Roberto Rosso. Rosso, riprendi la campagna mediatica "CONTRO LE MAFIE ROSSE" e non dar retta ai consigli interessati degli 'amici' (di un tempo).

  5. avatar-4
    14:52 Venerdì 11 Marzo 2016 Proctolino E se si semplificasse …

    Capisco che anche Lo Spiffero non possa sfuggire alle alchimie politico-elettoralistiche, ma sogno di semplificare … e allora: 1) meglio un aggregato (PD e cespugli) frutto di alleanze artificiose e basate sulla mera spartizione del potere tra le solite lobby che improntano il “sistema Torino” o un movimento che fa dell'onestà - politica, non solo “del portafoglio” (sempre che l'amministrazione Torino possa vantarla) - e della meritocrazia la sua bandiera ? Non potremmo metterli alla prova ?2) Meglio un Sindaco ultrasessantenne, esponente della politica-politicante dalla mentalità comunista, che si è acconciato controvoglia alla candidatura a sindaco della sua città dopo un mandato in cui è stato latitante sui problemi concreti di Torino, o una brillante e motivata candidata che vuole amministrate misurandosi su fatti concretissimi, non premiare i soliti noti ma (finalmente, vivaddio) coloro che meritano e che, cosa non da poco, è donna e giovane ?La risposta sta già nelle domande; votiamo il Movimento 5 stelle. Dimostriamo che una grande città come Torino non ha paura delle sfide e non è conservatrice, gelosa custode dei privilegi di (non pochi, ma pur sempre una minoranza) alcuni solo dei suoi cittadini; accettiamo la sfida di misurarsi con i nostri concittadini per i nostri meriti, e non per le nostre tessere ed affiliazioni varie.Appendino sindaca, allora. Non sarà una rivoluzione; sarà, finalmente, l'alternanza. Dopo praticamente 70 anni, Torino ne h

  6. avatar-4
    12:28 Venerdì 11 Marzo 2016 lancillotto Il teatrino della politica

    Ormai da anni in tempo di elezioni va in scena una rappresentazione che tutti conosciamo. Con slogan spesso in contrasto con l'esperienza, la logica, l'economia , i politici cercano il consenso degli elettori, dopodiché vincono, incassano i voti e, a fine mandato si danno la pagella.In queste condizioni come fa a non aumentare l'astensionismo! Eppure l'unico modo che hanno i cittadini per interrompere questa catena è andare a votare senza ripetere gli errori del passato.

  7. avatar-4
    12:28 Venerdì 11 Marzo 2016 clandestino lento e progressivo

    tramonto... ma allora la torino caserma degli anni '80 cos'era... morta?

  8. avatar-4
    09:26 Venerdì 11 Marzo 2016 Dedo capellano Il meglio e' nemico del bene.......

    La Questione Morale che e' sempre stata la cifra del PC,PDS,PD oggi e' stata seriamente danneggiata da Matteo Renzi ed suo giglio magico. E' sotto gli occhi di tutti il pasticcio delle primarie a Roma e soprattutto a Napoli. A Torino abbiamo la grande opportunita' di liberare la citta' dalla palude di un sistema oligarchico e radical chic che ha condotto questa citta' su una innegabile situazione di lento e progressivo tramonto. Puo' darsi che il M5S non abbia tutti i numeri per governare in modo ottimo... ma il meglio e' nemico del bene , il peggio lo abbiamo sotto gli occhi......

  9. avatar-4
    09:11 Venerdì 11 Marzo 2016 clandestino la ghisleri

    affidabile... possiamo anche chiudere l'internet

  10. avatar-4
    08:45 Venerdì 11 Marzo 2016 Sex Grazie Salvini

    La tua politica gestionale del partito è diventato un vaso di Pandora senza coperchio, non siamo presi neanche in considerazione. Grandi pregi e onore in TV un disastro nel partito come diceva qualche tuo amico del sud ( il nulla mischiato col niente ) continua così ricorda la vita è un grafico si va su finché i giornalisti hanno voglia di farti salire e te sei in cima a una scatola vuota che prima o poi implode!

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