Bufera su Catizone: “va rottamato”

La morte del clandestino nel rogo di una mansarda di sua proprietà mette nei guai il sindaco di Nichelino. E mentre sui muri compare un grottesco manifesto, rischia di dover lasciare anzitempo la poltrona

Sui muri erano stati appena affissi i manifesti della nuova campagna che, almeno nelle sue intenzioni, avrebbero dovuto promuoverlo tra i candidati per uno scranno nel futuro parlamento. Sabato mattina un rogo divampato all’improvviso ha ucciso Jalil Osmane, tunisino di 39 anni, che viveva in un sottotetto di sua proprietà (con il resto drella famiglia Raffaele, Rosalia e Nina). Una tragedia che rischia non solo di mettere una seria ipoteca alle smodate ambizioni di Giuseppe Catizone, sindaco di Nichelino, ma che addirittura potrebbe costringerlo ad una anticipata conclusione del suo mandato alla guida della cittadina alle porte di Torino.

 

Secondo le prime indagini sarebbe emerso che l’immigrato era senza permesso di soggiorno, che l’appartamento non era a norma e senza assicurazione. E’ chiaro che, se questi rilievi dovessero essere confermati, la carriera politica del giovane “rottamatore” subalpino potrebbe subire una repentina frenata. Anzi, da Nichelino a Torino c’è già chi si appresta a scrivere il suo “coccodrillo” politico. Anche perché la navigazione da primo cittadino si è rivelata in questi anni tutt'altro che pacifica: una coalizione perennemente in fermento, tre assessori  licenziati in tronco (Franco Fattori, Enrica Robioglio e Ettorina Merlo), uno che si era già dimesso in precedenza (Renato Marando). E ancora: accuse da destra e da sinistra di trascurare la propria città per curare gli affari privati (tre palestre tra Torino e Nichelino, un Polo Club a Stupinigi, un Caf e un ristorante in collina).

 

Il suo sfrenato attivismo, rivelato attraverso l’affissione di manifesti politici di forte impatto (l'ultimo, appena affisso sui muri torinesi, sembra quasi un presagio di sventura) lo hanno esposto oltremodo nei confronti dei tanti detrattori, soprattutto dopo la presa di posizione contro la segretaria provinciale Paola Bragantini - rea di essersi schierata contro le primarie per l’elezione dei parlamentari - e la scelta, nella scorsa estate, di silurare in blocco alcuni assessori vicini all’area del consigliere regionale Davide Gariglio. Pochi giorni fa uno dei suoi principali nemici in città, l’ex vicesindaco Fattori, ha annunciato di essere pronto a candidarsi a sindaco nelle prossime elezioni e oggi, dopo quanto accaduto, la resa dei conti pare vicinissima. Già nel pomeriggio i garigliani potrebbero chiedere le sue dimissioni, mentre in Consiglio ci sarebbe chi prepara future imboscate.

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