Nessun piemontese tra i sottosegretari

Deluse tutte le aspettative. Restano a casa Poggi, Virano e Calabrese. Pizzetti chiude la sua parabola prodiana all’Autority. Calderini va in Barca. In alto mare il centrodestra

Smentendo le aspettative della vigilia, nessun piemontese compare nella lista di sottosegretari e viceministri partorita dalla riunione del Consiglio di ministri di questa sera.  Il Piemonte e Torino sono già ampiamente rappresentati nella compagine di governo, ai massimi livelli. Restano a bocca asciutta i tanti aspiranti allo strapuntino romano, dalla ciellina Anna Maria Poggi, data per sicura al ministero all’Istruzione, a Franco Pizzetti, il garante della Privacy che sperava prima della scadenza del suo mandato di strappare un incarico governativo.

 

Nessun posto in prima o seconda fila neppure per Mario Calderini, l’ex presidente di Finpiemonte in quota centrosinistra, recentemente passato a rendere i propri servigi all’assessore leghista Massimo Giordano. Per lui si parla però di un incarico “tecnico” al ministero della Coesione Sociale di Fabrizio Barca con uno specifico ruolo ai finanziamenti europei. Mario Virano continuerà a occuparsi di Tav all’Osservatorio e Giorgio Calabrese proseguirà a dispensare consigli dietetici (a Porta a Porta). Si gode i suoi numerosi e lautamente retribuiti incarichi (Alitalia, Asa, Compagnia di San Paolo), a cui avrebbe dovuto rinunciare per incompatibilità, anche il giurista Stefano Ambrosini. Che fosse in pista pure l’ex assessore Andrea Bairati ci credeva solo lui e un paio di giornalisti amici (e compiacenti). Ultima annotazione: il centrodestra piemontese mostra ancora una volta la propria assoluta irrilevanza. Nonostante le strombazzanti dichiarazioni del coordinatore regionale del Pdl Enzo Ghigo, da anni sottosegretario mancato (e “fregato” di volta in volta da Guido Crosetto, Roberto Rosso, Teresio Delfino, e persino dal Carneade Mino Giachino), i berluscones casalinghi stanno al palo.

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