VERSO IL VOTO

Salvini sceglie il “civico” Morano

Il leader della Lega lancia il notaio nella sfida alle amministrative di Torino. Sarà a capo di un raggruppamento di liste con Carroccio e Fratelli d'Italia. "Napoli non era il candidato giusto". Forza Italia isolata correrà da sola? Diplomazie al lavoro

Sono bastati pochi minuti a margine della visita in Piemonte di Matteo Salvini per siglare l’accordo. Il notaio Alberto Morano sarà il candidato sindaco di una coalizione retta da Lega Nord e Fratelli d’Italia, ma che sarà sostenuta anche da alcune liste civiche. All’incontro con il leader leader leghista, in uno degli uffici del professionista torinese, a Venaria Reale, ha partecipato anche il segretario piemontese del Carroccio Riccardo Molinari. All’inizio della prossima settimana, la presentazione in una conferenza stampa, ma intanto le dichiarazioni ufficiali non lasciano spazio a interpretazioni: “Osvaldo Napoli non è un candidato valido, si è perso troppo tempo - dice Salvini -. Se Berlusconi non vuole politici, ma imprenditori e professionisti, per me la persona giusta è Morano. Noi della Lega non imponiamo nulla a nessuno, ma per adesso non vedo alternative”. “È un’ottima persona, concreta – prosegue Salvini -. Conosce molto bene i problemi di bilancio e le beghe di questa città. Morano mi è piaciuto: non vedo l’ora che inizi una campagna elettorale che possa riportare il centrodestra a Torino”.  Cinquantotto anni, torinese di nascita, Morano ha svolto la pratica notarile presso lo studio del notaio Marocco. Dal 1987 al 1990 ha lavorato presso Citibank MA, Filiale di Milano, quale consulente legale nell'area del corporate finance.  “I torinesi mi dicono che il notaio, che peraltro dovrebbe piacere a Berlusconi, è un uomo del fare e della società civile e quindi lo offriamo”, ha aggiunto il leader leghista in serata a margine di un convegno con Marion Maréchal Le Pen.

 

Rimane così isolata Forza Italia, che accusa il colpo ma, al momento, resta su Napoli, nonostante al suo interno non manchino le spinte per una convergenza unitaria sull'esponente civico: un pressing sempre più forte a ritirare la candidatura dell'ex numero due del Pdl a Montecitorio per convergere su Morano, evitando ulteriori sfilacciamenti interni al partito e una conta dei voti che potrebbe essere impietosa per i berlusconiani subalpini, dati dai sondaggi al 3%. Il profilo del "notaio della gente", peraltro, come ribadito dallo stesso Salvini si staglia perfettamente sull'identikit concordato a suo tempo dai tre leader per Torino: un uomo d'area di Forza Italia ma non direttamente identificabile con il partito del Cavaliere. 

 

La decisione di Salvini era nell’aria da alcuni giorni e lui stesso l'aveva anticipato in mattinata, quando, interrogato dai cronisti sul nome di Napoli, l’aveva definito “un’ottima persona”, prima di aggiungere “non so se è lui il candidato migliore”.  Lo strappo è la logica conseguenza di dinamiche nazionali che hanno visto crollare il tavolo con i tre leader del centrodestra, al momento della candidatura a Roma di Giorgia Meloni, preceduta dal tiro al bersaglio di Salvini contro Guido Bertolaso, indicato direttamente da Silvio Berlusconi. A margine dell’assemblea nazionale “Goia Ugl” degli ambulanti, al teatro Concordia di Venaria Reale, il leader si è poi soffermato sulla situazione nazionale: “I giochi ormai sono fatti anche a Roma: abbiamo in campo i migliori candidati che potevamo trovare, come Parisi a Milano e Meloni a Roma” sono le sue parole. “Adesso si incomincia a lavorare pancia a terra - aggiunge il segretario federale del Carroccio - ma siamo ancora disponibili ad accogliere chi ci vuole seguire. Forza Italia, se cambia idea, ben venga. I nostri candidati devono avere come priorità la sicurezza, perché una cosa è certa: gli italiani vogliono vivere in città sicure”.

 

A questo punto la partita si sposta in Piemonte e coinvolge direttamente anche Novara dove il numero uno di via Bellerio si dice certo di vincere "al primo turno". Sotto la cupola di San Gaudenzio la Lega punta tutto su Alessandro Canelli, ma deve fare i conti con l'ostracismo di alleati e movimenti civici, particolarmente restii a sostenere il candidato imposto.

 

La prima reazione di Forza Italia, affidata a nota firmata dal coordinatore regionale Gilberto Pichetto, tradisce non poco imbarazzo. Il numero uno degli azzurri piemontesi, dopo aver assicurato di lavorare “coerentemente con quanto sempre affermato” “per una coalizione unita e la più ampia possibile”, tenta di rimpallare la responsabilità della rottura della coalizione a questioni nazionali: “Gli elettori di centrodestra certamente non condividono e non capiscono quanto accaduto a Roma – spiega Pichetto – replicare anche nella nostra regione una corsa separata, considerati gli ottimi rapporti a livello locale con gli amici della Lega e di Fratelli d’Italia, sarebbe quantomeno incomprensibile”. Infine, una difesa d’ufficio del candidato di bandiera: “I giudizi espressi, qualora confermati, nei confronti della disponibilità di un ottimo candidato come Osvaldo Napoli – conclude– dimostrano che evidentemente non tutti gli amici della Lega sono a conoscenza del valore aggiunto che il nostro candidato porterebbe alla città di Torino, diversamente penserei solo ad un gesto inelegante, capita…”.

 

Parecchio stizzita, all’opposto, la replica di Napoli: “Se Matteo Salvini preferisce candidare il notaio Morano, ce ne faremo una ragione: Salvini conosce Morano, i torinesi conoscono Osvaldo Napoli”, afferma sprezzante del ridicolo il candidato berlusconiano, prima di caricare l’obice e sparare a palle incatenate sul leader del Carroccio. “Le parole di Salvini non mi offendono, mi offende invece la sua incallita vocazione alla bugia - aggiunge Napoli -. Il sottoscritto ha lavorato per 37 anni guadagnandosi da vivere lontano dalla politica, diversamente da Salvini che di politica vive. Se esiste il professionismo in politica, Salvini ne è il prototipo. Si accorgerà, il segretario leghista, che gli elettori torinesi, e non solo, sapranno nella loro saggezza riunire nelle urne quello che si vuole dividere a causa di ambizioni sbagliate e velleità mal riposte - conclude Napoli -. Salvini semina vento ma raccoglierà tempesta. A lui dico soltanto arrivederci al 7 giugno, quando avremo contato i voti di Morano e i miei”.