REGIONE

Piemonte a dieta per i prossimi tre anni

Chiamparino tira ancora la cinghia. Il debito scenderà da 10 a 8,9 miliardi nel 2018. "Coperture per fondi europei e politiche sociali". Investimenti su edilizia scolastica e ospedali. Diminuisce la spesa per il personale. Il Pd: "Rimediamo agli errori del passato"

Taglio alla spesa, riduzione del debito e finanziamento dei bandi europei. Su questi tre assi si sviluppa la legge di Bilancio della Regione Piemonte, illustrata ieri in aula dal vicepresidente Aldo Reschigna. Una manovra che impone ancora molti sacrifici all’ente di piazza Castello, impegnato in una complicata opera di risanamento dei conti, nonostante il peso di un debito di 10 miliardi di euro, che “alla fine di questa legislatura scenderà a 8,9 miliardi” annuncia l’uomo dei conti di Sergio Chiamparino.

 

“Nei prossimi tre anni garantiremo la copertura per i tre fondi strutturali europei e così potremo partire già con i bandi sul 2017 e 2018, evitando quella prassi consolidata nelle passate legislature di scaricare sugli ultimi anni le quote di cofinanziamento regionale” spiega Reschigna allo Spiffero. Confermati i contributi per le borse universitarie e per la cultura, “dimostrazione che continuiamo a investire sul nostro capitale umano”.

 

Il bilancio pareggia a 19,7 miliardi in termini di competenza e 14,3 in termini di cassa, mentre nell’esercizio finanziario 2017 la competenza raggiungerà i 18,5 miliardi. “Affrontiamo il 2016 – dice Reschigna - con una somma di disavanzi di oltre 3 miliardi. Abbiamo il livello di indebitamento più alto della storia della Regione”. “Non siamo ancora in condizione di equilibrio di bilancio – prosegue - la nostra capacità di spesa per il 2016 è ancora legata a entrate straordinarie, ma manteniamo comunque il livello di capacità di spesa”. Mentre il Pd sottolinea gli “errori imbarazzanti della gestione del passato”. Reschigna rivendica di “non aver alzato la pressione fiscale, mantenendo una sufficiente e costante capacità di spesa nei capitoli più importanti”. L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra crescita e uguaglianza, come testimoniano i 2 milioni in più messi per il fondo sulla morosità incolpevole e il mantenimento - “di fatto” – delle risorse sul fondo per le politiche sociali con una sforbiciata di 2 milioni (su 150), “che comunque spero di recuperare in sede di assestamento” dice Reschigna.

 

Sul piano della razionalizzazione della spesa, continua a diminuire il costo del personale, che dopo aver subito una sforbiciata del 9,2% lo scorso anno, calerà di un ulteriore 4%, passando dai 137,5 milioni del 2015 ai 132 previsti per il 2016. “Questo bilancio è uno degli strumenti per uscire dagli errori del passato”, dice il consigliere Domenico Ravetti (Pd), relatore di maggioranza. Prosegue anche il piano di alienazioni di immobili e razionalizzazione degli spazi, anche se l’ennesimo rinvio del trasferimento nel grattacielo giocoforza imporrà un rallentamento anche nelle cessioni di stabili attualmente occupati.

 

Sul fronte degli investimenti sono previsti interventi sull’edilizia sanitaria, con risorse già stanziate sugli ospedali di Moncalieri, Carmagnola, Vco e sulle Città della Salute di Novara e Torino. Previsti accordi di programma sullo sviluppo turistico e sull’edilizia scolastica. Infine “ci sarà un’accelerazione sul processo di fusione delle due finanziarie della Regione, Finpiemonte e Finpiemonte Partecipazioni, che porterà anche alla dismissione di alcune aziende nei settori strategici dell’energia”.

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