VERSO IL VOTO

Assunzioni e scatti di anzianità “Marchette elettorali di Fassino”

Il sindaco e l'assessore Passoni aprono i cordoni della borsa e fanno felici i dipendenti di Palazzo Civico. Aumenti in busta paga per quasi tutti i lavoratori e 150 nuovi ingressi. Marrone (FdI): "Riferiscano in aula". Pronto un esposto alla Corte dei Conti

Nuove assunzioni, promozioni, scatti di anzianità. A dispetto di quel che potrebbe apparire dai conti del Comune di Torino, per i dipendenti di via Milano sembra tornato il tempo delle vacche grasse. Almeno tre importanti provvedimenti adottati dalla giunta, sul personale, hanno inciso in modo sostanziale su migliaia di lavoratori pubblici di quella che è considerata la principale azienda cittadina per numero di impiegati, funzionari e dirigenti. E mentre a Palazzo Civico molti (non tutti) festeggiano, in Sala Rossa c’è chi denuncia la “marchetta elettorale” in vista delle urne.

 

Le delibere sono state approvate alla fine del 2015, ma gli effetti iniziano a manifestarsi proprio in questi giorni. A finire al centro della polemica politica sono le cosiddette “progressioni orizzontali”, disposte in un provvedimento del 21 dicembre 2015, giusto in tempo per evitare di incorrere nel blocco della contrattazione integrativa imposto dalla Legge di Stabilità sul 2016. Sono sostanzialmente quelli che un tempo venivano definiti scatti di anzianità, particolarmente graditi perché producono dei sensibili aumenti in busta paga. A beneficiare dell’agognato aumento, voluto dall’assessore al Personale e Bilancio Gianguido Passoni, l’85% dei 10mila dipendenti comunali. Un esercito che dovrà essere selezionato sulla base di tre criteri: l’anzianità all’interno del Comune, il livello di istruzione e la valutazione del proprio dirigente. La procedura si è chiusa ufficialmente ieri e chi è rimasto fuori è già sul piede di guerra, come dimostrano le mail giunte nella casella di posta elettronica di alcuni consiglieri di opposizione. Per capire la dimensione di questa operazione basti pensare che – secondo fonti sindacali - la Regione Piemonte ha approvato un dispositivo analogo per il 48% dei propri dipendenti, la città di Bologna si è tenuta intorno al 20%, Firenze al 30%, Genova al 45%, mentre Milano non ne avrebbe addirittura usufruito. I dipendenti si ritroveranno in busta paga tra i 30 e i 200 euro in più al mese, in base al proprio stipendio di partenza, Palazzo Civico sborserà 4,8 milioni aggiuntivi. Tanto basta per far chiedere al capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone le comunicazioni in aula, preannunciando un “esposto alla Corte dei Conti per danno erariale a fini elettorali”. Una cosa è certa, dopo gli anni delle baruffe ai tavoli delle trattative, per la prima volta i sindacati sono stati tutti accontentati e parlano all’unisono di un “grande successo per i lavoratori”. E c'è già chi sente puzza di bruciato. Non è tutto: altri 200mila euro, sempre secondo la delibera in questione, sono destinati all’individuazione di 30 nuove Po, ovvero posizioni organizzative, una via di mezzo tra il funzionario e il dirigente, qualifica che – lo dice il nome – dovrebbe essere assegnata a chi “organizza”, o meglio sovrintende a un gruppo di lavoro; ma che spesso viene concessa a chi per anzianità a chi come premio, “basti pensare che anche i segretari delle commissioni consiliari sono delle Po” fa notare un assessore. E intanto arriviamo a 5 milioni di spese aggiuntive.   

 

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Ci sono poi i nuovi ingressi. Dopo i tempi del turn over più o meno bloccato, il 2016 sembra essere l’anno del gogamigoga. Il piano assunzioni di Passoni, approvato in giunta l’11 dicembre scorso, prevede ben 168 innesti, in gran parte (114 tra insegnanti di scuola materna, nidi e assistenti) destinati ai servizi educativi, quelli sottoposti alla giurisdizione della collega Mariagrazia Pellerino, assessore all’Istruzione in procinto di candidarsi – guarda un po’ – nella lista Progetto Torino, coordinata proprio da Passoni. Sembra incredibile che si parli della stessa amministrazione che nel 2012 non solo attuava ma rivendicava l’esternalizzazione di 9 asili nido. Intanto c’è chi, nella squadra di Piero Fassino e tra i direttori del Palazzo, storce il naso: “Come mai più di cento educativi, protetti dalla Cgil, e poche unità per le politiche sociali?” si chiede un altro assessore. Certo, mediamente educatori e maestre sono più anziane e c’era bisogno di un ricambio, e poi – fanno notare i sindacati – il welfare ha esternalizzato un numero maggiore di servizi quindi ha bisogno di meno personale. Ma basta per spiegare una tale sproporzione? E soprattutto, non era intenzione di questa amministrazione proseguire con gli affidamenti esterni anche nei servizi educativi? Evidentemente no. In questo capitolo è previsto un altro impegno di spesa tra i 5 e i 6 milioni. Complessivamente, calcolando gli scatti e le nuove Po si parla di maggiori spese per almeno 10 milioni di euro: “Un favore ai sindacati” conclude Marrone. E forse non è un caso se una come la cigiellina Claudia Piola, andata in pensione da pochi mesi dopo una vita passata a Palazzo di Città e ai tavoli di trattativa ora si candida proprio nella lista di Passoni, a sostegno di Fassino.  

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