VERSO IL VOTO

Centrodestra (quasi) unito a Novara

Con una mossa a sorpresa, Cirio e Toti tolgono la città di San Gaudenzio dai confini piemontesi e la legano ai destini di Savona. Accordo pressoché definito: candidata di Forza Italia nel Ponente ligure in cambio del via libera al leghista Canelli

La via del mare. È quella che potrebbe condurre alla riunificazione del centrodestra almeno a Novara, città dove, a differenza di altre (a incominciare da Torino) in cui sono annunciate certezze di sconfitta, c'è spazio per una delle rare speranze di vittoria alle prossime comunali. Il tassello del puzzle in grado di sbloccare dall’impasse la coalizione è Savona. La novità uscita dal tavolo nazionale sulle candidature presieduto dall’azzurro Altero Matteoli non è irrilevante: la seconda città del Piemonte esce dal risiko dei capoluoghi di regione e quindi non è più oggetto delle trattative "nazionali" (con Roma, Napoli e Bologna), ma viene spostata su un altro terreno che valica i confini regionali e approda nel Ponente ligure. Duplice via libera al candidato espressione di Forza Italia a Savona – l’avvocato e scrittrice Ilaria Caprioglio – e a quello leghista sotto la cupola di San Gaudenzio, Alessandro Canelli.

 

Per comprendere la ragione di questa scelta, maturata tra gli sherpa di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni mercoledì scorso in una sala di Palazzo Madama, bisogna tracciare in sintesi il quadro attuale della situazione nel centrodestra savonese. Il Carroccio ha come candidato l’attuale consigliere di minoranza Massimo Arecco. Presentato nei giorni scorsi dall’assessore regionale e uomo assai vicino a Salvini, Edoardo Rixi, può contare anche sull’appoggio di Sonia Viale, vicepresidente della giunta regionale di Giovanni Toti. Per scalzare l’attuale maggioranza di centrosinistra guidata da Federico Berruti e contrastare il Pd che, dopo non poche beghe interne, ha visto le primarie incoronare la ricercatrice Cristina Battaglia, vincitrice sull’attuale vicesindaco Livio Di Tullio, le altre anime del centrodestra schierano i loro candidati. Per Fratelli d’Italia Alessandro Parino, mentre per Forza Italia è addirittura sceso in campo lo stesso Toti per presentare nella città della Torretta l’avvocato Caprioglio. Una risposta rosa a quella del Pd, ma anche un nome su cui i berluscones e lo stesso governatore ligure non paiono voler aprire discussioni con gli alleati.

 

Meglio discutere a quello che si annuncia come un tavolo ligure-piemontese con al centro le due città: Savona e, appunto, Novara. Nella prima gli azzurri non sono disponibili a fare un passo indietro sulla candidata, nella seconda il Carroccio è irremovibile su Canelli. Sul fronte del porto c’è un politico azzurro di grande peso a sostenere la linea tracciata da Toti: è il capogruppo regionale, già sindaco di Loano e presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza. Oltre ad essere una macchina da voti, Vaccarezza è anche un amico di lunga data, nonché ascoltato consigliere e suo supporter nella scorsa campagna elettorale, dell’europarlamentare piemontese Alberto Cirio. A sua volta legatissimo a Toti e a quella parte di Forza Italia che si sta attrezzando per un partito sempre più distante da Arcore e che dopo le elezioni amministrative potrebbe dare vita a un accordo con quell’universo centrista che va da Angelino Alfano a Denis Verdini. E proprio Cirio, con Vaccarezza e Toti, è uno dei registi del probabile accordo con la Lega che prevede la convergenza del Carroccio e (quasi certamente) di FdI sulla Caprioglio a Savona e l’appoggio di Forza Italia a Canelli in quel di Novara.

 

Mentre Torino - con gli azzurri sempre fermi su Osvaldo Napoli e la Lega sul notaio Alberto Morano - resta nel complicato intrico delle grandi città, per Novara la via per uscire da una divisione suicida sembra più vicina. Quella che porta al mare, appunto. Ma che diventa un vicolo cieco per le trame del capataz azzurro novarese Diego Sozzani, l’autore e fautore delle lacerazioni con il partito di Salvini e da settimane alla vana ricerca di una candidato da targare Forza Italia e opporre a Canelli. Dev’essere stato un ritorno amaro, il suo, l’altro giorno da Roma. Il coordinatore dei berluscones novaresi aveva atteso passeggiando per vie e corridoi in attesa di una benedizione del tavolo nazionale sulla sua linea autonomista. Invece l’esito è stato l’opposto: a Savona il candidato del centrodestra sarà l’avvocatessa voluta da Toti e, nella sua Novara, il leghista benedetto da Salvini. Il messaggio inviato allo sconfitto Sozzani dai piani alti di Forza Italia, quelli che si preparano alla svolta post-berlusconiana anche in Piemonte (con prima vittima predestinata il coordinatore regionale Gilberto Pichetto) è chiaro: l’accordo è vicino e non è proprio il caso di continuare a imboccare vie traverse. Quella segnata porta al mare. Che, nel linguaggio della politica equivaleva a stare lontano dalle urne. In questo caso, per Sozzani, dai giochi.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    11:37 Sabato 09 Aprile 2016 moschettiere Meglio tardi che mai

    Qulcuno di buon senso esiste ancora... Ed ora fuori Napule e Berto l'asu!

  2. avatar-4
    20:17 Venerdì 08 Aprile 2016 daniele galli troppi generali senza esercito

    ora spiegatelo agli elettori che a Novara stavate scherzando .....

Inserisci un commento