UNION SACRÉE

No bipartisan alle riforme di Renzi

Si mette in moto, anche in Piemonte, la macchina della propaganda per contrastare i piani del governo. Destra e sinistra "a difesa della Costituzione" e contro l'Italicum. Porchietto: "Democrazia a rischio". Presidio davanti alle Prefetture

S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo. Non è ancora un fronte comune, ma l’opposizione alla riforma costituzionale targata Matteo Renzi valica i confini dei tradizionali schieramenti e assume un tratto bipartisan. In vista del referendum del prossimo autunno, scadenza cui lo stesso premier-segretario Pd assegna carattere dirimente per le sorti personali e del suo governo, si infittiscono le iniziative. Al lancio del primo comitato regionale del No, a inizio mese, promosso da alcuni esponenti del centrodestra, proprio nei giorni dell’ultima lettura in Parlamento, segue la mobilitazione del Comitato Piemontese e Valdostano “Salviamo la Costituzione”. Il primo appuntamento di quella che si preannuncia una battaglia a tutto campo, è per domani, 13 aprile, alle 17 sotto i balconi della Prefettura di Torino. Un presidio per spiegare la posizione contraria alla riforma e occasione di raccolta delle firme a sostegno dell’indizione di un referendum abrogativo delle norme della Legge elettorale 52/2015, il cosiddetto Italicum.

 

«Il combinato disposto delle pretese riforme della Costituzione e della legge elettorale ultrapremiale – spiegano gli organizzatori - cambiano la sostanza della nostra Repubblica parlamentare, fondata sulla centralità del Parlamento e avviano un processo che punta all’instaurazione di una sorta di premierato assoluto o di “principato” senza più contro-poteri esterni (il Senato non più elettivo) né effettivi contro-poteri interni alla Camera di deputati in gran prevalenza  nominati, e quindi capace di imporre – senza mediazioni  – qualunque  scelta politica ai cittadini, privati della  possibilità di far sentire efficacemente la propria voce , sottraendo mezzi e risorse  agli enti territoriali, regioni, comuni e occupando, con ristrette oligarchie, lo Stato». 

 

Tesi condivise dal centrodestra. «Il nostro comitato é apartitico, aperto ai cittadini che vogliono capire con noi cosa sta accadendo, quanto sia a rischio la democrazia di questo Paese, quante bugie racconta il governo, come la cancellazione del Senato e la diminuzione delle tasse», spiega battagliera Claudia Porchietto, consigliera regionale a capo del Comitato. Questo referendum, a differenza di quello sulle trivelle, non ha bisogno del quorum - aggiunge Alberto Cirio, europarlamentare Ppe - «è molto politico. Riguarda la Costituzione, tanto che il premier Renzi ha detto che se non passerà se ne andrà. Ecco perché è importante coinvolgere la popolazione e in modo trasversale».

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento