Porcino incontrò anche i boss milanesi
18:01 Lunedì 05 Dicembre 2011Secondo le intercettazioni, il deputato dell'Idv si è visto nel 2010 con Lampada e Cotroneo. L'anno scorso il suo nome emerse dalle indagini sull'operazione Minotauro. Il fatto piomba in Sala Rossa
Relazioni pericolose sull’asse Milano-Torino. Da giorni nei palazzi del potere non si parlava d’altro che degli incontri tra i boss e un onorevole dell'Italia dei valori. A denunciare il fatto un articolo pubblicato sull’Unità della scorsa settimana in cui venivano riportati gli incontri tra Gaetano Porcino, deputato torinese – ma di origini calabresi (residente a Chieri) - e alcuni boss della ‘ndrangheta milanese. Nulla di penalmente rilevante, meglio precisarlo subito. Solo visite decisamente inopportune e imbarazzanti. E non solo sul piano politico.
La notizia è diventata di dominio pubblico oggi pomeriggio, dopo che un ex consigliere comunale del Pdci, Vincenzo Cugusi, è piombato in Sala Rossa per distribuire copie di un articolo ripreso dalla versione on line del Fatto Quotidiano. Tra gli occhi stupefatti dei consiglieri anche quelli del figlio, Giovanni Porcino, eletto anche lui nell’Idv prima di passare al gruppo Misto per i dissidi con il capogruppo Giuseppe Sbriglio e oggi in procinto di rientrare nei ranghi.
Due diverse inchieste, ma alla fine “sono sempre i soliti a incontrare i mafiosi” afferma il gip. Secondo quanto emerso, tra gennaio e febbraio 2011, Salvatore Demasi, detto “Giorgio”, a capo della locale di Rivoli, si è incontrato con alcuni esponenti politici, tra cui proprio Porcino. Il 28 gennaio è Domenico Cairoli, costruttore ed ex consigliere e assessore socialista ad Alpignano che, secondo le intercettazioni, avrebbe organizzato l’incontro tra Demasi e Porcino in un bar di piazza Massaua. Si legge dall’annotazione trascritta nell’ordinanza: “Alle ore 11.20 circa, nei pressi del Bar Massaua di Torino, è avvenuto l’incontro tra Demasi, Vreazzo, Cairoli e una persona, individuata nell’onorevole Gaetano Porcino, sopraggiunto sull’autovettura Audi Q5 di colore grigio scuro tg.EA654CH a lui intestata. L’incontro si è protratto sino alle successive ore 12.20″.
Allora Porcino negò ogni tipo di coinvolgimento e incassò anche la solidarietà e il sostegno di Antonio Di Pietro. Ma la settimana scorsa una nuova inchiesta ha posto la lente d’ingrandimento sulla malavita al Nord: questa volta l’epicentro delle attenzioni dei giudici e Milano e in dieci finiscono in manette. L’inchiesta fa riferimento all’aprile del 2010. Il 18 aprile. Le forze dell’ordine stavano monitorando gli spostamenti di Francesco Lampada (arrestato pochi mesi dopo). Sono le 10 del mattino quando preleva Antonino Cotroneo, definito dal gip “appartenente alla cosca Condello”. Insieme si immettono sulla Milano-Torino e giunti all’incrocio tra corso Regina Margherita e via Consolata vengono raggiunti ancora una volta dalla stessa Audi, guidata dallo stesso onorevole: Gaetano Porcino, assieme a una “donna di circa 40-45 anni” secondo il resoconto degli agenti.
Lo Spiffero ha tentato invano di mettersi in contatto con i maggiorenti locali, per un commento, ma per ora, il telefono del segretario regionale Luigi Cursio e di quello provinciale Mariacristina Spinosa suonano a vuoto.



