GRANA PADANA

Cota: “Salvini è un idiota”

Imbarazzanti rivelazioni dalle intercettazioni della Dia, che squarciano il velo sui rapporti tra i capi della Lega. L'ex governatore non stimava l'attuale leader del Carroccio e alla fine della legislatura annunciava dossier su Renzi di cui nessuno ha avuto traccia

Un dossier scottante su Matteo Renzi fatto di ritagli di giornale, una previsione sul futuro di Matteo Salvini che approderà alla guida della Lega, un intervento sul vertice del Csm per far perorare la presidenza di Tribunale a un magistrato che non ne rimedierà neppure una di Sezione. Diciamolo: dalle intercettazioni della Dia contenute nel libro di Marco Lillo Il potere dei segreti nelle quali viene tirato in ballo, l’ex governatore del Piemonte non ne esce bene. E non tanto per le presunte trame, architettate al suo tramonto anticipato alla guida della Regione, quanto per il modo con cui avrebbe cercato di ordirle. Per non dire del pronostico riservato a Salvini, quando a guidare la segreteria del Carroccio era ancora Roberto Maroni. Ed è proprio l’allora avvocato del futuro presidente della Lombardia a rivelare, inconsapevolmente, un lato ancora sconosciuto di Cota.

 

Lui è Domenico Aiello, legale che assumerà anche la difesa del governatore piemontese in Rimborsopoli, a dire al telefono che “il presidente Cota che è ormai agli sgoccioli (la questione delle firme sta conducendo alla fine anticipata la legislatura regionale,ndr) mi dice che ha radunato tutto un dossier su alcune cose molto interessanti su Renzi”. Cosa sa di così interessante sul segretario del Pd? Quali altarini è in grado di tirare fuori da Torino per terremotare la politica e far esplodere una bomba nella sinistra che sotto la Mole governa in Comune e s’appresta a dare lo sfratto al centrodestra in Piazza Castello? Su quali gole profonde e manine può contare l’uomo caduto inciampando in un paio di mutande verdi? Quel dossier, sempre secondo le intercettazioni, l’avvocato Aiello era pronto a consegnarlo a un settimanale della famiglia Berlusconi. Non si sa se ciò sia mai avvenuto, ma ci sono ragioni per dubitarne fortemente. Che cosa se ne sarebbero fatti di una cartellina con ritagli di giornale e qualche appunto? Già, perché è lo stesso ex governatore, interpellato dallo Spiffero, ad escludere che “nel, chiamiamolo dossier, ci fossero cose che non si fossero lette sui giornali. Tutto qui, niente di segreto. Ma di cose interessanti – aggiunge Cota – ce ne erano tante sui giornali”. Insomma quella roba scottante alla fine, a detta dell’ex governatore, sarebbe nulla più di una rassegna stampa, accurata finché si vuole, magari con qualche nota a margine, ma lontana anni luce da notizie tanto riservate quanto in grado di inguaiare l’uomo nuovo del Pd e lo stesso partito. Se Cota immaginava di fare questo, il dossier di ritagli finisce con l’essere il lavoro di intelligence di quella Lega che anni prima era salita sul Campanile di San Marco e costruito un “carro armato” camuffando una ruspa.

 

A proposito di ruspe, a Cota è andata male pure come analista politico. Sentite qui cosa dice, parlando al telefono con il solito avvocato Aiello (sotto ascolto dalla Dia per un’indagine che non vede assolutamente coinvolto l’ex numero uno della Lega in Piemonte): “Ma dai, Salvini lo sanno anche i sassi che non può fare il segretario della Lega… anche i sassi… che a Milano non prende un voto fuori dai suoi… fargliela fare a lui la lista civica con gli imprenditori…. così vediamo cosa porta a casa”. Com’è finita è noto: Salvini è il leader del Carroccio e Cota non lo è neppure più nella sua regione. Tre anni fa, il 1° giugno del 2013 l’allora presidente del Piemonte confessa una certa gelosia nei confronti delle attenzioni che Maroni ha nei confronti di Salvini e pure del sindaco di Verona Flavio Tosi. Parlando con Aiello dice: “Perché la verità è questa, dai. Parliamoci chiaro. Salvini è un idiota che Tosi è un idiota e allora io non è che voglio fare io al loro posto… (alla guida del Carroccio, dopo Maroni che sta per lasciare, ndr)… però almeno tienimi in considerazione no, cazzo. Dì… c’è Cota, c’è Zaia, e la chiudi lì… no?!  C’è il Piemonte, una volta dai coso al Veneto, e una volta dai coso al Piemonte, anche perché il suo interesse… su questo (Maroni, ndr) sbaglia… lui ha interesse a non far crescere troppo una persona, un leader.  Maroni dice io non voglio più fare il leader (…) vabbè però non scegli Salvini, allora scegli Giorgetti se Cota non lo vuoi scegliere”. Anche in questo caso si sa com’è andata.

 

Com’è finito, invece, l’interessamento dell’ex governatore per un magistrato che ambiva a un incarico, lo rivelano sempre le intercettazioni nel libro di Lillo, che “mi risulta sia vietato pubblicarle” osserva Cota ammettendo di non aver ancora letto il volume. La storia del magistrato: maggio 2013, Cota usando il telefonino di Aiello (quindi intercettato) parla con l’avvocato Gerhard Brandstatter e gli dice che è intervenuto sul vicepresidente del Csm Michele Vietti per perorare nomina di una magistrato al vertice di un Tribunale. “Vietti è assolutamente sul pezzo. È di Torino quindi siamo tutti e due, diciamo, tra virgolette, della stessa città e poi siamo stati in Parlamento insieme”. Evidentemente il legame non era del più solidi, visto che il giudice che ambiva la guida di un tribunale non rimedierà nemmeno la presidenza di una Sezione. E così, tra scottanti e segreti ritagli di giornali, pronostici da Sibilla Cumana con la febbre e raccomandazioni alla Totò, l’ex governatore dalle intercettazioni non fa certo una gran figura. La stessa di uno che uscisse di casa in mutande. Anche se non sono verdi.

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10 Commenti

  1. avatar-4
    12:53 Sabato 23 Aprile 2016 Veritas2015 Caro Moschettiere

    Come tua analisi corretta gli idioti si fanno rimborsare anche viaggi e soggiorni all'estero,gelati,profumi,televisori,cene ecc... Perché se è così allora siamo a cavallo abbiamo tanti idioti incapaci di delinquere seriamente ( come dici te ) che culo. Un partito organizzato.

  2. avatar-4
    11:38 Sabato 23 Aprile 2016 daniele galli abuso di intercettazioni continue

    il problema non sta tanto nell'effetto delle intercettazioni, la considerazione su Cota salvo leggittime eccezioni non muta ne in meglio ne in peggio, rimarrà sempre legato alle "mutande verdi" e ricordato per la sua inconsistenza quale amministratore. Preoccupa viceversa, stante le ultime dichiarazioni giacobine di Davigo, la contrapposizione dichiarata e in atto da decenni tra i componenti di un importante organo indipendente dello Stato che pratica un uso ormai universale delle intercettazioni e lo Stato stesso che è costituito anche da tutti gli onesti cittadini che hanno fatto, stanno facendo e vorranno impegnarsi in ambito politico.

  3. avatar-4
    11:07 Sabato 23 Aprile 2016 Perdincibacco Arrampicarsi sugli specchi non è una buona idea.

    Al massimo si può dire che Cota non abbia "detto nulla di compromettente parlando al telefono con Aiello". Il che non escludo per nulla che abbia fatto cose disoneste senza raccontarle al telefono con Aiello (magari le raccontava a qualcun altro oppure è abbastanza furbo da non parlarne al telefono). Non c'è nessun rovescio della medaglia: c'è solo la faccia e non è certo una bella faccia.

  4. avatar-4
    11:02 Sabato 23 Aprile 2016 moschettiere Idioti

    Analisi più che corretta. I veri idioti (e disonesti) sono incapaci di delinquere in modo grave. Rubacchiano nei supermercati, aprono gli armadietti in palestra o comprano mutande per farsele poi rimborsare come spesa istituzionale. Seguono - a pari idiozia - quelli che li difendono a spada tratta.

  5. avatar-4
    08:21 Sabato 23 Aprile 2016 usque tandem L'autentico nulla......

    Gli idioti autentici e certificati in genere sono incapaci di delinquere seriamente,al massimo si dedicano a caramelle e indumenti intimi.....

  6. avatar-4
    21:50 Venerdì 22 Aprile 2016 Sex Mai notizie fresche

    La DIA ha risposto "l'elenco degli idioti lo conosciamo già "

  7. avatar-4
    20:58 Venerdì 22 Aprile 2016 Bandito Libero Il rovescio della medaglia: era pure intercettato e non è emerso nulla di nulla.

    Le valutazioni su conversazioni che uno fa convinto di farle tutelato dalla privacy, quindi private ed informali nonchè colloquiali, valgono zero per giudicare una persona, soprattutto se lette e non ascoltate da nastro. Decontestualizzate poi dal resto del discorso sono pure mendaci (ed il Tribunale di Bergamo sul caso Bossetti oggi ce l'ha rammentato) e fuorvianti. Ma il ragionamento che più mi ha colpito è il seguente: se Cota era pure intercettato, seppur indirettamente, e dalle intercettazioni non è emerso nulla di nulla di illegale o di penalmente rilevante, altrimenti la DIA, che non è un ente di beneficenza, avrebbe proceduto o dirottato altrove per competenza, beh, allora costui era veramente una persona ed un politico onesto e perbene. Questo è il rovescio della medaglia di questa 'impropria discovery' delle telefonate di Cota. Un rovescio della medaglia positivo che, al netto dell'incazzatura che sicuramente avrà in questo momento, gli fa onore.

  8. avatar-4
    19:02 Venerdì 22 Aprile 2016 Wlalega2015 Speriamo che chi vota capisca

    Comunque sia una cosa bisogna prendere atto che di IDIOTI in lega siamo pieni dalla A in giù.

  9. avatar-4
    18:52 Venerdì 22 Aprile 2016 usque tandem Tutto sommato è divertente

    Cota che definisce idiota Salvini, un bel confronto di "cervelli"....

  10. avatar-4
    18:02 Venerdì 22 Aprile 2016 moschettiere Mutatis mutanda (...ma il Mutanda è sempre lui!)

    Cota è Cota. Chi lo conosce, ne può raccontare anche tante altre di belle storie riguardo questo cervello della politica! Per non parlare di rimborsopoli, mutande comprese. Il bello è che c'è una schiera (ora un po' meno folta) di autentici idioti che lo difendono, ancora lo stimano e ammirano. Di sicuro questi non lo conoscono, ma non basta tutto quello che è emerso pubblicamente?

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