VERSO IL VOTO

Forza Italia resuscita il Nazareno

Non solo Roma con Marchini anche in Piemonte la strategia dei berluscones è palese: candidati di "desistenza" per dare una mano ai sindaci Pd uscenti. E così Fassino e Ballarè mettono fieno in cascina in vista del ballottaggio. Il caos a Novara

Il Nazareno è tra noi. Resuscitato o, forse, mai veramente sepolto, il patto che lega(va) Renzi e Berlusconi in Piemonte ha il profilo segaligno di Piero Fassino e la falcata arrembante di Andrea Ballarè. Sono loro, infatti, i due sindaci uscenti del Pd, i principali beneficiari di una entente di non belligeranza che con la svolta romana del Cavaliere sembra aver portato in auge, come araba fenice, il Partito della Nazione. Ma se nella Capitale si agitano veleni e sospetti, alimentati dagli (ex) alleati, sulla volontà dell’ex premier di puntellare il suo giovane successore a Palazzo Chigi, all’ombra della Mole e sotto la cupola di San Gaudenzio il comportamento di Forza Italia fuga ogni residuo dubbio. Come leggere altrimenti l’apatica gestione delle trattative condotte da un sornione Gilberto Pichetto che a Torino ha puntato tutto su una candidatura di desistenza – quella di Osvaldo Napoli – e a Novara ha concesso ampia facoltà di manovra al ras locale Diego Sozzani? È in atto un Nazareno in chiave tutta piemontese, tra l’ala governativa del centrodestra e l’establishment piddino. Qualcuno ha esplicitamente varcato il Rubicone (l’ex governatore Enzo Ghigo, il ciellino Giampiero Leo, il “dragone” Michele Vietti) altri trattano più o meno sottobanco.

 

“Forza Italia è diventata come un pullman senza porte, su cui chiunque può salire e scendere” e da ieri Gerardo Murante, ultimo capogruppo azzurro a palazzo Cabrino, ne è ufficialmente sceso. Una conferenza stampa alla presenza del candidato sindaco del Carroccio Alessandro Canelli e del leader di Fratelli d'Italia Gaetano Nastri certifica la scissione tra un simbolo, quello di Forza Italia, e la maggioranza del suo gruppo dirigente che da oggi fa campagna elettorale per Forza Novara, la zattera con cui i fuoriusciti dell'ex partitone berlusconiano sono approdati sui lidi leghisti. Se questo porterà a un’espulsione formalizzata dal coordinatore regionale Pichetto si vedrà, ma è evidente che dal punto di vista politico, ormai, aggiungerebbe poco a una separazione che è nei fatti.

 

Uno scisma nell’aria da tempo, preceduto da una raffica di accuse reciproche quando il capataz azzurro Sozzani ha steso un velo nero sul centrodestra, sposando la causa del civico Daniele Andretta, civico si fa per dire, candidato a sindaco dalla lista “Io Novara”, ma con un passato tra Pdl, FdI e Ncd, sostenuto a sua volta da altre tre improbabili formazioni: la Dc di Luigi Torriani, la Federazione Popolare di Roberto Gili, ex FI, e infine la Rivoluzione Cristiana di Rotondi, coordinata da Carmine Chirico di Borgo Ticino. Un bel guazzabuglio centrista, che è ben altra cosa rispetto a quel progetto di area moderata che sta prendendo forma a Roma attorno alla figura di Alfio Marchini. Una squadra, quella costruita attorno ad Andretta, che pare nata per drenare voti a Canelli, una sorta di stato cuscinetto tra destra e sinistra pronto a orientare verso la rive gauche le proprie truppe al secondo turno, magari in cambio di qualche strapuntino all’interno della nuova squadra del sindaco. Non è un caso che, da qualche tempo, chi abbia avuto modo di scambiare qualche opinione con Andretta gli abbia sentito dire che al prossimo giro potrebbe addirittura ricoprire la carica di vicesindaco, dando così forma e sostanza a un Nazareno al gorgonzola di cui si parla con sempre maggiore insistenza dalle parti di Palazzo Cabrino.

 

Il percorso è tracciato, ma lo spazio è strettissimo. Il flop elettorale è dietro l’angolo se è vero che dopo la rottura con Murante (che si è portato dietro Valter Mattiuz, Luca Bordini, Guido Guidotti, Daniela Falcone, Roberto Omarini e i giovani capitanati da Francesca Riga) al povero Sozzani è rimasta solo Anna Maria Mellone, al punto che si vocifera di una telefonata dei giorni scorsi a un alleato per avere cinque nomi da inserire in una lista per la quale a oggi non sono ancora state raccolte le firme. “Forza Italia a Novara non esiste più – ha detto Canelli – Sozzani puntava alla distruzione del centrodestra, ma l’operazione non gli è riuscita. Il vero centrodestra siamo noi”.

 

Ma se Andretta (con Sozzani) mira a fare il pieno al primo turno per giocarsi le proprie carte al ballottaggio in una trattativa con Ballarè, c’è chi da destra ha compiuto una capriola tanto repentina quanto incredibile: si tratta dell’avvocato Antonio Pedrazzoli, che in meno di un mese è riuscito a correre per le primarie casalinghe del centrodestra (proprio con Andretta) e subito dopo a mettere in piedi una lista, “Blu Nuara”, alleata con il centrosinistra che verrà presentata nelle prossime ore. Roba per stomaci forti, un’operazione ardita preceduta dal voto (fondamentale) dello stesso Pedrazzoli al bilancio, con cui ha salvato un Ballarè in disarmo dopo la rottura con la sinistra del partito e che si presenta alle urne con una coalizione alternativa. Anche Pedrazzoli è certo di un assessorato, testimonianza evidente di come il baricentro della coalizione di Ballarè sia sempre più spostato verso il centro e scoperto a sinistra, nonostante la presenza nel Pd di candidati come il vicesindaco Nicola Fonzo, approdato su lidi democratici, da Sel, nella transumanza capitanata a livello nazionale da Gennaro Migliore.

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7 Commenti

  1. avatar-4
    11:01 Lunedì 02 Maggio 2016 Il giusto Secondo Voi?

    Chi sarebbe stato il miglior candidato di FI secondo voi?

  2. avatar-4
    17:11 Domenica 01 Maggio 2016 probabilmente conviene così?

    PD e FI sono troppo navigati per lasciarsi scippare dai grillini una città come Torino!

  3. avatar-4
    22:42 Sabato 30 Aprile 2016 usque tandem Menagramo professionali

    Calcolando che più o meno in politica Ghigo ha sempre sbagliato tutto sfasciando coalizioni e partiti, e che attualmente ha un seguito politico di due o tre amici, Fassino ha buone probabilità di perdere. Per essere sicuri ci vorrebbe anche Ghiglia. ....

  4. avatar-4
    18:41 Sabato 30 Aprile 2016 moschettiere Di necessità virtù

    È vero. Mai desistenza fu più congeniale! Con le truppe linfatiche che ha a disposizione, sarebbe stato un bel problema il dover sostenere una battaglia vera!

  5. avatar-4
    14:05 Sabato 30 Aprile 2016 silvioviale DESISTENZA?

    In ogni caso, mai desistenza fu più facile per mancanza di materia prima.

  6. avatar-4
    11:03 Sabato 30 Aprile 2016 moschettiere Palese

    Lo si sapeva da tempo: ha tentato di trascinare nel suo gioco perverso Lega e Fratelli (vedi manifestazione di Roma) senza successo, poi ha dovuto palesarsi. E chi lo segue si immola (bella furbizia!) per gli interessi (presunti) delle sue aziende. Rosso Doc scalpita per un'improbabile alleanza solo per mettersi al tavolo delle briciole che il PD concederà. Ora le cose sono cbiare anche ai "superesperti" che non avevano capito niente. Quello che il Berlusca non ha però compreso (non per nulla si chiama BerlusKaiser!) è che si è venduto per un piatto di lenticchie. Il PD vincerebbe anche senza le truppe cianotiche che offre, dunque a lui daranno solo gli scarti della cucina...

  7. avatar-4
    10:48 Sabato 30 Aprile 2016 daniele galli E' Civico e non proveniente da Marte

    Andretta può solidamente rappresentare chi deluso da politiche inconcludenti cerca nel Civismo e non nel qualunquismo quei valori ascrivibili al buon senso che sono stati tipici del " Centro". Con lui si riconoscono anche i molti che costituirono tanto consenso per l' ex FI Nastri che a sua volta patrocinò Sozzani, di fatto è FI che si aggrega a "Io Novara" e non viceversa.

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