VERSO IL VOTO

“Più sicurezza e meno tasse” Renzi tira la volata ai sindaci Pd

Il premier-segretario si getta a capofitto nella campagna elettorale. Un pacchetto di nuove norme per l'ordine pubblico nelle città e una festa in cento piazze per festeggiare il funerale dell'Imu. Con un occhio di riguardo a Torino e Fassino

Più sicurezza e meno tasse. Firmato Matteo Renzi. Usato (e abusato) nella propaganda politica, lo slogan tanto caro al centrodestra contrassegna il doppio impegno del premier-segretario nella competizione elettorale. E tornando a indossare la fascia tricolore scende in campo al fianco dei sindaci chiamati al voto, ovviamente con un occhio di riguardo verso quelli del suo partito. Il peso politico delle amministrative che si svolgeranno il prossimo 5 giugno (con ballottaggio il 19) in città dove, come nel caso di Torino con la sua tradizione di sinistra, una sconfitta non sarebbe confinabile entro le mura daziarie. Questo è chiaro a Renzi, il quale – al di là del refrain cui siamo abituati da decenni ad ascoltare da ogni parte sulla distinzione tra voto amministrativo e voto politico – è preoccupato. Certo, il segretario non manca di cogliere ogni occasione per ribadire che a giugno si eleggeranno alcuni sindaci e non il premier, tantomeno si tratterà di un voto di fiducia per il governo. Ma questo è, appunto, il vecchio schema di salvaguardia cui non si è mai sottratto nessuno. La realtà è diversa.

 

Non si può sottovalutare l’effetto dirompente e deflagrante per la maggioranza che potrebbe avere una sconfitta del Pd a Milano per mano del centrodestra o, peggio ancora in un fortino della sinistra, quasi un’icona, qual è Torino per sovrappiù se fosse il M5s a lasciare a terra il cadavere democratico. E non sarebbe “solo” un azzoppamento dal quale risulterebbe difficile rialzarsi, ma significherebbe – la disfatta nella roccaforte del Nord – un rischiosissimo prologo dell’altro appuntamento ancor più cruciale per Renzi: il referendum sulle riforme di ottobre. Certamente Piero Fassino è una garanzia in più rispetto ad altre situazioni – incominciando da Roma, ma non fermandosi alla Capitale – dove la vittoria del centrosinistra appare ad oggi molto più incerta rispetto al margine di rischio che pur sussiste sotto la Mole, sia pure con sondaggi che danno l’ultimo segretario dei Ds vincente al secondo turno sulla pentastellata Chiara Appendino.

 

Una débâcle in riva al Po – ammettono ambienti vicini a Palazzo Chigi – sarebbe un colpo durissimo per Renzi e per il Pd. Per questa ragione le stesse fonti qualificate confermano l’impegno del premier per un sostegno deciso a favore del presidente dell’Anci, carica anche questa fortemente rappresentativa che peserebbe come un macigno nel caso di una mancata rielezione di Fassino. L’esporsi da parte del premier-segretario nel capoluogo piemontese più che altrove avrebbe per lui un vantaggio rispetto a mettere la faccia in maniera pesante su situazioni come quella romana o, per altri motivi, quella di Napoli. Probabile che le voci di un suo secondo passaggio a Torino, oltre a quello previsto in concomitanza con il Salone del libro, possano trovare conferma. Se la visita ufficiale alla fiera sarà l’occasione per un primo forte appoggio a Fassino, così come a Novara ad Andrea Ballarè, un ulteriore appuntamento potrebbe essere concomitante con una delle due mosse in serbo per il ballottaggio: l’addio all’Imu.

 

Da settimane il premier lo ha annunciato: “Faremo la festa all’Imu”, e per celebrare la cancellazione totale dell’imposta ha fissato una data non casuale, il 16 giugno, quattro giorni prima del ballottaggio. In mille piazze d’Italia il Pd celebrerà il funerale dell’imposta “impopolare”, trasformandolo in festa e giocando una carta – quella delle tasse – che potrebbe rivelarsi determinante per spostare quei voti, magari al primo turno finiti a formazioni di centro e moderate, in grado di fare la differenza. Non ha ancora detto se e, nel caso, dove sarà presente alla festa. Ad oggi, l’ipotesi di un passaggio nella città meno a rischio per il Pd, Torino insomma, non è affatto da escludere. L’Imu è questione che ha investito da sempre i sindaci e festeggiarne la fine con il presidente dei sindaci d’Italia, nella città più tartassata del Paese, potrebbe essere una più che logica motivazione.

 

Sempre con Fassino, dal quale è già arrivato un primo deciso apprezzamento, il premier cala la seconda carta: quella del pacchetto di norme sulla sicurezza che affidano più poteri ai primi cittadini, così come richiesto dall’Anci. A palazzo Chigi hanno impresso un’accelerata al testo e l’incontro in calendario con il ministro dell’Interno Angelino Alfano sarà un primo, importante, passo per il varo del provvedimento. “La sicurezza non è né di destra né di sinistra, ma è un diritto irrinunciabile per ogni persona. E proprio perché vogliamo una città attrattiva, aperta e inclusiva intendiamo proporre al governo la sottoscrizione di un nuovo patto per la sicurezza della città”, ha spiegato sabato scorso lo stesso Fassino nel corso dell’apertura della sua campagna elettorale. “Si tratta di un patto che impegna anche il governo a contribuire alla sicurezza di questa città, dislocando qui le forze e le energie necessarie per un adeguato presidio del territorio, utilizzando anche le tecnologie più moderne”.

 

Una mossa che sfila almeno in parte dalle mani del centrodestra una delle sue armi per far breccia nell’elettorato e che taglia sul nascere il tentativo – già abbozzato proprio dalla Appendino nel suo esordio nel talk nazionali – dei grillini di attaccare il Pd (anche) su questo fronte. E non è un caso che proprio con la sicurezza l’aspirante sindaca pentastellata abbia chiuso il tour cittadino di presentazione del programma, allargando però i confini: “Non casualmente – ha spiegato – abbiamo esposto le proposte per una Torino più sicura, dove la prevenzione, l’educazione civica e la programmazione dovranno diventare il modus operandi dell’amministrazione invece che inseguire le emergenze. La sicurezza in una comunità metropolitana deve necessariamente passare dalla solidarietà, dalla cultura, dalla valorizzazione delle periferie, dalla lotta alla disoccupazione e alla povertà, da forti interventi verso le marginalità. Non si può infatti pensare che solo la repressione o il controllo del territorio, elementi essenziali, ma non sufficienti, siano in grado di garantire tanto la sicurezza quanto il senso di sicurezza”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    11:47 Mercoledì 04 Maggio 2016 versionedibarney Usque tandem e moschettiere

    fa piacere scoprire che avete le idee chiare sulla politica degli antichi romani e di noi poveri contemporanei. E potreste dirci, di grazia, chi è, invece, il vostro grande Cesare di oggi( ammesso che non sia stato un furfante pure l'originale)?

  2. avatar-4
    18:25 Martedì 03 Maggio 2016 usque tandem Eh, moschettiere..

    Hai ragione, la politica di oggi produce solo questa roba, a volte anche in certi furfanti c'è grandezza, questi sono solo furfanti e basta...

  3. avatar-4
    14:37 Martedì 03 Maggio 2016 moschettiere Re Nzi, ma chi è?

    Si, però non paragoniamo Re Nzi a Nerone! Nerone fu un vero grande disgraziato, ma di lui si parla dopo duemila anni, del fiorentino non se ne saprà più nulla entro 2-3 anni!

  4. avatar-4
    15:06 Lunedì 02 Maggio 2016 usque tandem Il novello Nerone....

    E vai con il panem et circenses....

  5. avatar-4
    14:20 Lunedì 02 Maggio 2016 capkirk Il cazzaro

    a Torino verrà blindato perchè sa che sarà accolto come negli altri luoghi d'Italia.

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