Lite a lume di Lanterna in Compagnia
14:34 Venerdì 06 Maggio 2016 0Braccio di ferro tra le varie componenti sui nuovi assetti della fondazione San Paolo. Genova fa la voce grossa per mantenere lo scranno nel Comitato di gestione. Si aprono le danze sui cooptati nel Consiglio: tra chi sale Fagioli, Del Boca e Piacentini
Alla fine, molto probabilmente nessun esterno siederà nel prossimo Comitato di gestione della Compagnia di San Paolo. Al massimo, qualora le tessere del complicato puzzle di pesi e contrappesi dovessero trovare una composizione, potrebbe essercene uno solo scelto direttamente dal nuovo presidente. A consigliare Francesco Profumo di mitigare le pretese è stato il crescente malcontento delle varie rappresentanze – di interessi e geografiche - che compongono la platea dei “soci” della fondazione. In particolare le insofferenze provenienti da Genova, in specie dalla locale Camera di
Commercio, di fronte alla prospettiva di dover rinunciare al proprio posto nel board di corso Vittorio Emanuele, fino a ieri occupato dal costruttore Stefano Delle Piane. Sostenuto nella propria rivendicazione dal sistema camerale, l’ente genovese, a quanto sembra, manterrà lo scranno a cui è destinato Roberto Timossi, 63 anni, filosofo e teologo, ex segretario provinciale della Cna, il quale avrebbe vinto il braccio di ferro tutto ligure con l’ex direttore dello Stabile Carlo Repetti, nominato dal Comune (e fortemente sponsorizzato dal sindaco arancione Marco Doria).
Comunque vada, riferiscono autorevoli fonti che stanno partecipando alle “audizioni” di queste ore, un genovese farà parte dell’esecutivo, ridotto dal nuovo statuto a cinque componenti, capitanato da Profumo e nel quale entrerà quasi certamente Licia Mattioli, presidente uscente dell’Unione industriale di Torino. Per l’utimo posto sarebbe in corso un duello, tutto in rosa, tra e la professoressa Annamaria Poggi, espressione di Comunione e Liberazione, designata dalla Regione Piemonte, e Daniela Del Boca, economista "di sistema" (fa parte dell'entourage del Collegio Carlo Alberto, dove ancora domina Elsa Fornero, ed è molto sponsorizzata dal segretario generale Piero Gastaldo), come surroga alle Pari Opportunità, posto soffiato a Maria Caramelli (che in un colpo avrebbe perso il sostegno di Michele Vietti, suo antico pigmalione, e del governatore Sergio Chiamparino).
A questo punto, sembrerebbe fuori gioco dal Comitato Alessandro Commito, ingegnere sfornato dal Politecnico di Torino, individuato proprio da Profumo come professionalità esterna per supportare le strategie di investimento delle ingenti risorse attese dalla casse della fondazione provenienti dalla cessione del 4% delle quote della Banca: una cifra tra il miliardo e mezzo e i tre miliardi, cui si aggiungono i 200 milioni di dividendo, staccato ai propri azionisti da Ca’ de Sass. Insomma, un tesoretto mica da ridere, che per essere sfruttato al meglio ha bisogno di personalità di alto livello dal punto di vista manageriale, secondo la tesi di Profumo, peraltro condivisa dal sindaco Piero Fassino. Al momento, in questa fase di concitate trattative Commito è tra i cinque cooptati nel Consiglio e nulla più. Ma le cose possono ancora cambiare, non solo da qui al 9 maggio, data in cui è convocata la prima riunione del nuovo consiglio, ma anche in sede di votazioni, essendo queste segrete (e i mal di pancia dei due accademici, il filosofo Pietro Rossi e il matematico Alberto Conte, sono ben noti e pronti a esplodere in atti di belligeranza).
Nella rosa dei cinque da cooptare i rumors danno per sicura la presenza di Franca Fagioli, che godrebbe del sostegno del Pd grazie ai buoni uffici del segretario piemontese Davide Gariglio, mentre la terza donna, indicata dall’influente mondo del volontariato, corrisponderebbe a Francesca Vallarino Gancia, erede della celebre famiglia di vitivinicoltori, fondatrice con suor Giuliana Galli (ex vicepresidente della Compagnia) di Mamre, onlus che si dedica all'integrazione di donne immigrate. Tra gli uomini sarebbero in calo le chance di Roberto Testore, ex ad di Fiat Auto e di Ferrovie sotto il governo Berlusconi (e pupillo di Paolo Cantarella) a vantaggio dell'avvocato amministrativista Claudio Piacentini, noto legale dello studio Weigmann, molto apprezzato (e consultato) sia da Fassino e sia da Chiamparino.In lizza, pare con scarse possibilità, anche il chimico Adriano Zecchina e il professore di scienze sociali Alessandro Cavalli.
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