DECADENCE

Centrodestra spiaggiato, “meglio andare al mare”

Lo scoramento di Crosetto: "È finita una stagione, tutto è stato distrutto". L'ex parlamentare berlusconiano non rinnega il passato e continua a sostenere la Meloni, ma se votasse a Torino diserterebbe le urne. "Fassino è uno dei migliori sindaci"

Nostalgia per la politica? “Nemmeno un po’”, risponde in un nanosecondo Guido Crosetto. A cercare di smentirlo sbirciando su facebook si casca male: la sua pagina ufficiale si apre sì con una foto gigante di Giorgia Meloni – che resta la sua cocca – ma è ferma a un anno fa, mentre su quella privata e aggiornatissima campeggia l’immagine di una confezione di pannolini per bimbi. I fine settimana dedicati al collegio elettorale sono storia, quelli casalinghi tra un viaggio all’estero e l’altro a curare gli interessi del comparto industriale dell’aerospazio e della sicurezza l’ex parlamentare (di Forza Italia prima e Fratelli d’Italia, poi) ora li passa nei panni di padre di due bimbi senza alcun rimpianto di quando, da sottosegretario alla Difesa, indossava la mimetica extralarge. “E mi basterebbe davvero poco per rientrare” aggiunge a sottolineare che l’abbandono della politica attiva è stata una sua scelta e solo sua, che nulla impedirebbe un ripensamento. “Il fatto è che non ci penso proprio”, ripete come a scacciare l’immagine di un Crosetto che, come Irene Pivetti per la Lega, torna sui suoi passi.

Le vicende attuali, quel che sta capitando nell’area politica in cui è sempre rimasto e – pur con distacco critico e qualche amara delusione – conferma di riconoscersi ancora, di sicuro non invogliano. Fuori dai giochi, ma con un posto in tribuna dal quale poco o nulla sfugge al Gigante di Marene. Twitta sui grillini e l’inciampo alla livornese del M5s, lancia frecciate al curaro tipo “toh, Soru condannato per evasione come un Berlusconi qualunque....”, interviene spesso sulle questioni di economia, quelle banche che sono state sempre un suo pallino e spesso pure un bersaglio quando stava in parlamento e sui palchi, lui enorme metà di quelle coppia che non c’è più senza essere scoppiata. Alla Meloni, l’ormai ex politico Crosetto non ha fatto mancare il suo appoggio, stagliando la sua mole davanti al Pantheon, tra la chioma di Donna Assunta Almirante e il pizzetto mefistofelico di Ignazio La Russa, in occasione della presentazione della candidatura. “Lei è brava e prenderà tanti voti, anche se non ha alle spalle quello che hanno gli altri: la Raggi ha il Movimento cinquestelle, Giachetti ha il Pd, Marchini… Marchini ha tutto quel che si sa e pure Berlusconi”.

Ecco, il Cavaliere. Per Crosetto la scelta di virare da Guido Bertolaso, puntando sull’erede di Calce& Martello “non ha niente di politico. Semplicemente Berlusconi vuole tutelare il suo patrimonio di famiglia e non potendo andare direttamente con Renzi, va con Marchini”. Alzo zero, grosso calibro, l’uomo che fatti i bagagli dalla politica è passato alle armi, centra il bersaglio grosso. Non è una novità, del resto. La sua uscita da Forza Italia e la creazione dei Fratelli avevano già segnato, allora, la frattura con il sultano di Arcore e il suo mondo. Adesso lo dice da “ex politico”, che però non ha preso la via dei giardinetti. E non solo per il fatto di essere a capo della potente associazione, l’Aiad, in pancia di Finmeccanica. Si schermisce e minimizza – “twitter è un intermezzo, una distrazione nelle attese in aeroporto, nei viaggi in treno” – ma Crosetto è, come si diceva una volta nel linguaggio grigioverde, pronto sul pezzo.

Così se a Roma la questione resta complessa, pur “con la Meloni in grado di fare un buon risultato”, più su, nel suo Piemonte, a Torino, l’ex politico che venne indicato e poi abbattuto dal fuoco amico come possibile avversario di Sergio Chiamparino nelle Regionali anticipate dalla fine dell’amministrazione di Roberto Cota, vede “un centrodestra che ormai non esiste più. E non da oggi”.

L’inizio della fine, sotto la Mole, per l’ex parlamentare “incomincia quando Valerio Zanone cede l’anima liberale a quel centrosinistra che ancora non si chiamava Partito Democratico, ma che oggi di quella scelta gode i frutti”. Ogni tentativo da parte delle forze, soi-disant moderate, fallirà nei decenni successivi. “Arriveranno vicini all’obiettivo solo Raffaele Costa e Roberto Rosso, ma anche grazie al traino che in quegli anni arrivava da Berlusconi. Oggi non c’è neppure più quello”. Per Piero Fassino, al quale tributa il riconoscimento di “uno dei migliori sindaci, quanto a capacità amministrative”, Crosetto intravvede qualche possibile ostacolo al ballottaggio. “O vince al primo turno, oppure tutto è possibile. I grillini possono incanalare voti di protesta, di malcontento, insomma può succedere qualsiasi cosa. Le variabili sono molte”.

Quando lasciò la politica, nei momenti in cui si racconta disse “preferisco fare il lobbista”, il Gigante di Marene sentenziò: “Il centrodestra è stato distrutto e Matteo Renzi è inamovibile”. È passato più di un anno e su entrambe le cose – la scelta di occuparsi di aziende e il giudizio sulla politica – non pare aver cambiato idea. Tantomeno lo indurrebbe a farlo quanto sta accadendo a Torino, per le amministrative. Basta chiedergli per chi voterebbe se fosse residente nel capoluogo: “Sono e resto un uomo del centrodestra. Però penso proprio che il 5 giugno andrei al mare”. 

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4 Commenti

  1. avatar-4
    15:07 Lunedì 09 Maggio 2016 brizo crosetto flop

    Crosetto ha fatto flop con le europee e si

  2. avatar-4
    13:59 Lunedì 09 Maggio 2016 usque tandem Vale il detto piemontese

    Grand e gross: c.... e b..... E a riguardo dell' apprezzamento a Fassino, non si sa mai, se avanza una cadrega...

  3. avatar-4
    12:11 Lunedì 09 Maggio 2016 moschettiere Dubbio

    Crosetto ora dice cose sensate. Le stesse che vado ripetendo da mesi e mi fa piacere. Un po' pessimista sul ballottaggio, ma non guasta. La sola cosa che non mi torna è una domanda rimasta senza risposta: ora che è sceso dalla giostra si è accorto che Berlusconi cerca solo l'interesse delle sue aziende, e prima non lo vedeva o faceva comodo non vederlo?

  4. avatar-4
    08:59 Lunedì 09 Maggio 2016 Sex C'entro più che destra

    Diciamo chiaramente che il centro DX non esiste a livello nazionale per protagonismi propi. E invece localmente è un problema di incapacità personale, Crosetto non ha il polso per gestire quella banda di squali che ha in forza Italia, fratelli d'Italia è rimasto Marrone sono spariti tutti ..la dispensa è rimasta vuota allora tutti in cerca di altra collocazione. Lega è una storia a se è un mix tra incapacità squallore e maionese qui esiste il niente solo piccoli agricoltori che coltivano il loro giarginetto e non vedono più in là del loro naso, ma qui d'altronde basta vedere negli ultimi 10/15 anni chi ha comandato come se il partito fosse casa loro e sono ancora li !

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