Il dominio di Chiampa

La politica è brutale. Se hai un ruolo, ti vengono a cercare. Se non ce l’hai, cadi nel dimenticatoio.
 
Il 2011 dell’ex sindaco più amato dagli italiani Sergio Chiamparino è stato un anno nero. L’ultimo (e il minore) degli sgarbi per il Chiampa è stato il mancato invito ad un convegno sul Nord organizzato dal Pd torinese con la presenza di Rosi Bindi. Previsto invece, manco a dirlo, l’intervento di Piero Fassino.
 
Il rapporto con “Filura” non si è certo interrotto, ma Fassino è politico saggio e capace e certo non ha bisogno dei consigli di Chiamparino per governare la città. Una volta eletto Pierino ha proseguito per la sua strada. Chissà, ad esempio, come ha preso Chiamparino la paterna rampogna di Fassino a Michele Curto, segretario di Sel, rispetto alla partecipazione alla marcia No Tav. Il Chiampa, ultras della Tav, sarebbe andato su tutte le furie.
 
Ma forse quello che più l’ha infastidito è stata la nomina a ministro di Francesco Profumo che, dopo aver preso a schiaffi i dirigenti del Pd e la politica locale al momento della rinuncia alla candidatura a sindaco, si è accasato a Roma. Proprio al momento dell’insediamento del nuovo governo è uscito un editoriale di Chiamparino su Lettera 43, non proprio il Financial Times.
 
Se aggiungiamo che Cota non ha perso il ricorso e continuerà a governare il Piemonte fino al 2015, che a Roma dopo la fallimentare esperienza dei ministeri ombra di veltroniana memoria non lo vogliono e che la strada per la presidenza della Compagnia di San Paolo è irta e difficile, a Chiamparino rimangono le bocciofile, passione che ha dichiarato di voler coltivare al termine del suo mandato.
 
Nell'attesa di capire che cosa fare da grande, Chiamparino potrebbe rimettere mano e aggiornare il suo sito internet, aperto nel lontano 2000. Magari gestendoselo in autonomia.


E’ infatti curiosa la scelta del nome del registrante e intestatario del sito web www.chiamparino.it: l'onorevole Stefano Esposito e il fantomatico indirizzo fornito all'autorità italiana per il web ovvero via del Milite Ignoto a Torino che non sembra esistere neanche nelle carte ufficiali del Comune (http://www.nic.it/web-whois/index.jsf?set_language=it).

Speriamo che gli indirizzi politici del Chiampa siano più chiari di quelli web.    

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