VERSO IL VOTO

Con i Moderati risorge il Nazareno

Ghigo e Vietti spiegano la genesi della repentina conversione. Secondo l'ex governatore Fassino sta perseguendo "una politica centrista", in continuità con le sue politiche, per Portas è semplicemente "il migliore d'Italia". La truppa seguirà i colonnelli?

Il Centro è mobile qual piuma al vento. Muta d'accento e di pensiero. Tira un'aria da Rigoletto verdiano, nel centrosinistra torinese, che pare una salmodia verdiniana, nel senso di Denis, da patto del Nazareno in versione sabauda. E chi meglio di Enzo Ghigo e Michele Vietti, ex apostoli berlusconiani oggi supporter di Piero Fassino potrebbe illustrare meglio la transumanza dei due vecchi leoni un tempo fieri pilastri del centrodestra piemontese? Tutti concordi: “Non c’è alternativa a Fassino”, e se lo dicono i Moderati, che con il centrosinistra orgogliosamente ci stanno da dieci anni, nulla di strano; ma se si uniscono l’ex governatore azzurro e l’ex proconsole subalpino di Casini, allora è evidente che qualcosa, nella geografia politica torinese, sia cambiato.

L’occasione per ribadire il sostegno all’ultimo segretario dei Ds è l’incontro organizzato da Mimmo Portas al Golden Palace di Torino. “Credo che Fassino sia il sindaco più capace d’Italia - spiega l'ex forzista oggi parlamentare indipendente piddino - dobbiamo tenercelo stretto. Ora che il Pd ha messo alla porta la parte più strana della sinistra, quella che pensa che la ricchezza sia un reato, potremmo finalmente agire senza il freno tirato. Alternative a Fassino? Avete visto i disastri combinati dai 5 stelle a Parma, Ragusa e Livorno? Torino ha un milione di abitanti non si può scherzare”. E non usa mezze parole per spiegare i termini della sua conversione neanche Ghigo, che intravvede un fil rouge tra la sua esperienza amministrativa e quella di Fassino, il compimento di quella concordia istituzionale che in quasi un ventennio si è trasformata in un sistema consociativo: “Sel è stata messa fuori, Fassino porta avanti posizioni centriste. In lui riconosco un elemento di continuità con quanto fatto da me durante la mia esperienza amministrativa in Regione. Ripeto: sostengo la persona, non il partito. I temi dirimenti? In primis lo sviluppo urbanistico della città: a partire dalla variante 200 e dalla metro 2”. È toccato, invece, a Vietti il compito di spiegare la filosofia dei centristi provando a scartare le facili insinuazioni su quella politica dei due forni a lungo perseguita proprio dal suo ex partito: “Chi sta al centro è per sua definizione mobile, i centristi rappresentano l’ago della bilancia. È vero, può capitare di fare alleanze a destra o a sinistra ma non è opportunismo, si tratta di semplice logica politica”. Una folgorazione che ha colpito le vecchie come le nuove generazioni, come dimostra la presenza in platea di un altro folgorato sulla strada di Palazzo Civico, quel Silvio Magliano eletto in Sala Rossa con il Pdl, divenuto vicepresidente del Consiglio come espressione dell’opposizione e passato armi e bagagli ai Moderati (e quindi con Fassino) pochi mesi prima delle urne. Ancora una volta Portas si conferma refugium peccatorum, pronto a traghettare su lidi democratici le anime perse della destra berlusconiana, colpite spesso da una repentina quanto interessata conversione. Se non è il partito della nazione, lo è di certo della regione. A Dio piacendo.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    14:34 Martedì 17 Maggio 2016 capkirk I moderati

    I soliti poltronari sotto falso nome. Francia o Spagna purchè se magna!

  2. avatar-4
    23:38 Lunedì 16 Maggio 2016 Giovanni trasformisti

    Sono trasformisti. Ma con Macario Napoli candidato non potevano fare diversamente

  3. avatar-4
    22:29 Lunedì 16 Maggio 2016 LucaDalessio come Verdini...

    Portas come Verdini fa il taxista?

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