Renzi rottama Grillo e Airaudo: “Fassino è l’usato sicuro”
20:49 Lunedì 30 Maggio 2016 1Il premier esalta la "continuità" e promuove il modello Torino, "capitale del cambiamento". Nel mirino i grillini e soprattutto l'ex sindacalista Fiom: "Se avessimo dato ragione a lui la Fiat non sarebbe più a Torino". Reazione immediata: "Non siamo a Detroit"
“Piero Fassino, il prossimo sindaco di Torino”. Inizia tra gli scongiuri il comizio di Matteo Renzi al teatro Alfieri, nella serata scelta dal premier per sostenere il primo cittadino uscente e ricandidato per un secondo mandato. Un discorso tutto incentrato su quella che, parafrasando l’amico Piero, definisce la “capitale del cambiamento”. Un cambiamento avvenuto “perché tre sindaci, uno dopo l’altro, insieme a tante persone, hanno lavorato a uno stesso progetto” rivendica il numero uno di Palazzo Civico. Il riferimento è ai suoi predecessori: Valentino Castellani e Sergio Chiamparino. Il governatore lo aveva preceduto sul palco ricordando il legame anche personale che lo lega con l’ultimo segretario dei Ds: “Senza Fassino – ha detto - la città sarebbe crollata e caduta su se stessa e io sono convinto che per Fassino domenica sarà come il Colle della Lombarda e Sant'Anna di Vinadio per Nibali, negli ultimi tre chilometri farà lo scatto decisivo e Torino potrà avere già domenica notte il suo sindaco”.
Il campione siciliano che proprio a Torino, ieri, ha conquistato il Giro d’Italia va per la maggiore, al punto di meritare la citazione anche del segretario del Pd piemontese Davide Gariglio. Piero e Sergio si abbracciano a lungo sul palco e per una sera Renzi è disposto ad archiviare la rottamazione “di cui sono un esperto”; perché “la rottamazione e il cambiamento non si fanno quando le cose vanno bene, si fanno quando quelli di prima riducono il Paese alla palude. Piero a Torino si è rimesso in gioco, ha vinto le primarie contro Davide (Gariglio ndr) ha cercato il consenso strada per strada, casa per casa”. Alterna battute ad accuse il segretario-premier, scherza sulle telefonate di Fassino “alle 6,42 per farmi i cazziatoni quando commetto degli errori, ma io ho bisogno di persone più esperte che mi diano consigli”. E punta il dito contro “i compagni della sinistra, che hanno abbandonato Fassino perché sono contro di me”. Fa nome e
cognome del "compagno" Giorgio Airaudo (e del leader della Fiom Maurizio Landini) che “se avesse avuto ragione lui oggi Fca non sarebbe più a Torino. Abbiamo avuto ragione noi e non voi”. E con quel noi intende condividere la gloria con questi due ex ragazzi di via Chiesa della Salute che, con toni diverse e a fasi alterne, hanno scommesso su di lui. “La Fiat sembrava destina alla chiusura, ma c'è chi ha rifiutato la cultura del no, senza aver paura di sporcarsi le mani, mentre c’è una sinistra che gode nel perdere e nel lamentarsi”. Parole come fendenti nel corpo della coalizione che si coagula attorno all’ex numero uno della Fiom, proprio nel giorno in cui Mirafiori apre a 700 nuovi addetti, che tornano in fabbrica per la produzione del Suv Levante. La sala strapiena applaude. Ce n’è anche per il
Movimento 5 stelle, “più che pentastellati sembrano un pentapartito, il Pd è l’unico in Italia che non butta fuori chi non la pensa come noi. I seguaci del comico spediscono mail anonime, ve lo vedete Fassino a rispondere a una mail dello staff di Lorenzo Guerini?”. Solo un accenno al referendum di cui – “avremo tempo per parlarne” – poi torna su Torino, sull’importanza di una classe dirigente capace di imprimere la propria “impronta nella storia”, citando lo slogan con cui i bambini della scuola elementare Duca D’Aosta hanno salutato Fassino in visita.



