TRAVAGLI DEMOCRATICI

Rondolino, Fornaro e la “vacca” di Bersani

L'ex braccio destro di D'Alema (oggi schierato con Renzi) attacca alzo zero il senatore alessandrino per la sua impietosa analisi del voto. Ma in soccorso arrivano il leader della minoranza dem e le sue metafore

“Non vedono nemmeno una vacca in corridoio”. Il bovino passato inosservato sono le avvisaglie del non edificante risultato elettorale del Pd, che Pier Luigi Bersani evidenzia nella sua ennesima metafora. L’ex segretario dem è, per restare in tema, imbufalito per l’attacco frontale che Fabrizio Rondolino ha sferrato nei confronti di uno dei suoi fedelissimi: il senatore piemontese Federico Fornaro perché “una persona perbene, non può essere trattata così sul giornale di Gramsci, dopotutto i voti sono quelli”. Già i voti: ieri il senatore era stato accusato sulle colonne dell’Unità da Rondolino di aver tracciato un quadro del risultato del Pd alle amministrative giocando al ribasso: «Fornaro, da buon bersaniano, decide di analizzare i risultati del primo turno in modo tale da rallegrare Bersani; comunica a Bersani la lieta novella; Bersani “in privato”, cioè davanti a Fornaro – scrive l’editorialista, in passato strettissimo collaboratore di Massimo D’Alema e oggi pasdar social di Renzi -  “si vanta” tutto contento con l’amico e sodale per il sorpasso postumo su Renzi,  Fornaro, a sua volta soddisfatto, non riesce a trattenere l’entusiasmo e informa la redazione del Fatto, che è ben lieta di riempire la prime due pagine del giornale di numeri che non significano nulla». Per Rondolino «la brillante analisi del senatore bersaniano “analista esperto” si fonda tutta sui voti assoluti, che naturalmente sono calati perché i votanti sono diminuiti del 5% circa, e non dice invece nulla né sulle percentuali né sui risultati dei candidati sindaci, tre dei quali sono già stati eletti al primo turno, mentre gli altri sono tutti al ballottaggio (tranne che a Napoli). C’è davvero di che vantarsi».

Passano poche ore e arriva la replica: «Spiace leggere dalle colonne del giornale fondato da Antonio Gramsci, un articolo a firma di Fabrizio Rondolino che contiene giudizi sommari nei miei confronti e in cui egli si inventa di sana pianta una ricostruzione che mi vedrebbe protagonista, per di più con l’aggravante dell’accusa di propagandare dati falsi» scrive Fornaro. Il quale affida proprio ai numeri la sconfessione di quanto sostenuto da Rondolino: “Nei 25 comuni capoluogo di provincia, ad esempio, i votanti sono passati da 4.152.399 a 3.852.616, con una diminuzione in termini percentuali del 4,3%. I candidati sindaci del centro-sinistra hanno ottenuto il 32,8% dei voti validi contro il 43,3% delle precedenti elezioni (-10,5%). Le liste con il simbolo del Pd ottengono nel 2016 il 21,1% (-5,1% rispetto alle precedenti elezioni), a cui è corretto aggiungere il contributo della maggiore lista civica di ogni coalizione di centro-sinistra nei singoli comuni pari al 4,8% (+0,7%): si arriva così al 25,9% (-4,4%). In valore assoluto, le liste con il simbolo del Pd sono passate da 928.136 voti agli attuali 723.169, mentre i consensi al primo turno ai candidati sindaci del centro-sinistra sono scesi da 1.736.341 a 1.212.532». Poi aggiunge: «Potrei continuare con i dati, ma mi fermo qui perché credo che adesso la priorità siano i ballottaggi e ogni energia dovrebbe essere indirizzata al sostegno dei nostri candidati. Non posso non osservare, però, con stupore e amarezza che il giornale che dovrebbe essere di riferimento del mio partito (di tutto il partito), preferisce invece dedicare spazio per lanciare accuse volgari e senza fondamento a un senatore del Pd».

Uno stato d’animo che il parlamentare - noto  fin da quando era un dirigente del Pd in Piemonte per le sue scrupolose analisi del voto e autore di un recentissimo saggio sull’astensione, “Fuga dalle urne” – conferma allo Spiffero: «Sono molto amareggiato, non avrei immaginato attacchi di questo genere. Per spirito di partito non vado oltre, ci sono i ballottaggi e non c’è bisogno di ulteriori polemiche, adesso». Questione chiusa laddove si era aperta, ovvero sull’Unità? No. Bersani pubblica su twitter l’analisi e i numeri di Fornaro, «L’ho fatto per difendere una persona perbene» dice. Poi ammette: «Sapete quanto avrei voglia di parlare, ma è anche tempo di fare le persone serie. Poi parlo dopo i ballottaggi, ora sono a disposizione», perché «io l’analisi del voto ce l’ho qui» dice toccandosi la testa. Poi tocca alla vacca in corridoio: «Significa che si son viste a questo voto alcune cose che sono emerse da tempo e che io da tempo vado dicendo. Se si gira un po’, se ne accorge chiunque».

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