FACCIA A FACCIA

“Chiudere campi rom e più vigili”
Appendino sul Carroccio a 5 stelle

La candidata M5s strizza l'occhio alla Lega e nel confronto televisivo con Fassino batte il tasto della sicurezza, promettendo di mandare i civic sulle strade. Scintille sul debito del Comune e sul futuro delle Partecipate. Le vocazioni della città

Legalità e sicurezza, il cavallo di battaglia della destra a trazione leghista diventa il primo terreno di confronto dei candidati sindaco di Torino. “I campi rom vanno chiusi, alcune persone vanno inserite nel mondo del lavoro, altre nel mondo scolastico. Dobbiamo tutelare i cittadini”, ha affermato la penta stellata Chiara Appendino durante il faccia a faccia su SkyTg24 con Piero Fassino in vista del ballottaggio. Replica il sindaco uscente Pd: “Abbiamo chiuso il campo rom di Lungo Stura Lazio e adesso stiamo approntando le misure nel campo rom di corso Tazzoli”.

Questione ulteriormente sviluppata dall’esponente M5s: “Torino è una città in cui molte donne si sentono insicure. Cosa può fare un sindaco? Intanto può liberare dall’attività amministrativa i vigili e farli andare in strada. Così si potrebbe ricreare la figura del vigile di quartiere, formato ad hoc e vicino ai cittadini”. Inoltre, ha aggiunto, in caso di vittoria sarà creato “un fondo che rimborsi gli over 65 in caso di furto o scippo, come ha fatto il Comune di Venezia” (amministrato dall’esponente del centrodestra Luigi Brugnaro), affinché l’amministrazione “sia accanto ai cittadini in caso di bisogno”.

QUALE CITTA’ – “Torino è cambiata moltissimo, ma non abbiamo rinunciato ad essere una città industriale, siamo diventati più competitivi. Ci siamo aperti ad altre vocazioni come cultura e innovazione, abbiamo affrontato così la crisi”, ha detto il sindaco uscente Fassino. “La crisi non ha piegato Torino e oggi è pronta a riprendere un processo di crescita, pronta per essere motore di sviluppo”, ha aggiunto. “Centomila poveri è una cifra falsa – ha attaccato Fassino -, dopodiché i poveri ci sono, mai nessuno l’ha negato, l’amministrazione impiega 267 milioni all’anno per il contrasto alla povertà introducendo il sostegno prima della proposta del reddito di cittadinanza”, tanto caro ai grillini.

“Torino è una città con un incredibile patrimonio storico e culturale che ci invidiano dappertutto. Sono orgogliosa della vocazione culturale della città. La vocazione culturale però è sì importante, ma non sufficiente. Bisogna tornare anche a una vocazione produttiva e quindi valorizzare il patrimonio di piccole e medie imprese”, ha ribattuto Appendino. “Il sindaco non ha la bacchetta magica e non può creare posti di lavoro da un giorno all’altro ma il nostro obiettivo - ha concluso l'esponente M5s - è creare una città attrattiva per le imprese che devono essere create ma anche per quelle che già ci sono”.

DEBITO – “Ereditiamo una situazione molto complicata, un debito che è appena sotto i tre miliardi, che è solo il debito per investimenti, strutturale, a questo bisogna aggiungere i debiti che riguardano le partecipate”, ha spiegato Appendino. “Il debito - ha aggiunto - noi lo affronteremo innanzitutto con una ricognizione, cercheremo di capire il debito della città e delle partecipate e andremo a verificare la situazione dei contratti derivati perché vogliamo capire se si può intervenire in maniera conveniente per i cittadini”. Opposta la tesi del primo cittadino: “Il debito comunale? Il debito della città ammontava nel 2011 a oltre 3 miliardi e 300 milioni, oggi è sotto i 2,8 miliardi – ha affermato Fassino -. Abbiamo tagliato con operazioni di finanza straordinaria, non abbiamo toccato i servizi dei cittadini, tutto è stato mantenuto. Le partecipate sono tutte attive e di grande qualità”.

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