A Rivalta il Pd è allo sfascio

Spaccato al suo interno, viene scaricato da tutti i partiti della coalizione. La segretaria Bragantini: "Dopo le feste un tavolo con gli alleati, senza accettare diktat", ma l'isolamento pare irreversibile

A Rivalta il Pd rischia di non arrivare nemmeno al ballottaggio. Il principale (sulla carta) partito del centrosinistra è ormai allo sbando. Un candidato sindaco, Sergio Muro (foto sotto) che non convince più nessuno, tranne il segretario cittadino Nicola Lentini e il sindaco Amalia Neirotti. Dopo cinque anni di amministrazione, la coalizione è tripartita e gli unici a essere rimasti isolati pare siano proprio i democrats. Se n’è accorto il responsabile provinciale Enti Locali Pasquale Centin, che nell’ultima riunione si è visto la porta sbattuta in faccia anche dai vertici torinesi dell’Idv.

 

Anche i dipietristi appoggeranno, se così resta il quadro, il candidato dei Moderati Michele Colaci (foto sotto), che negli anni ha visto il suo gruppo accrescersi fino a tre elementi, di cui uno - Giovanni Falsone - approdato dai socialisti dello Sdi, e un altro Ferdinando Lamagna eletto in una delle due liste civiche legate alla Neirotti. Non accetterà elezioni primarie: lui si è posto a capo di una coalizione di centrosinistra che andrà da sola al primo turno. Le defezioni del Pd, però, non si fermano qui: durante i cinque anni “Made in Neirotti”, hanno fatto le valigie anche Massimo Stramazzo e il presidente del Consiglio Giuseppe Trabucco, entrambi approdati al Misto. Fanno riferimento all’assessore Claudio Sussolano, a sua volta vicino al consigliere regionale Stefano Lepri. I tre hanno fondato l’area dei Popolari, anch’essa ormai leale sostenitrice della candidatura di Colaci.

 

Non è finita: nella seno della sindachessa e presidente dell’Anci Piemonte c’è un’altra “serpe”: Nicoletta Cerrato (foto sotto), a capo della piccola transumanza che dal Pd ha condotto a Sel. I vendoliani la candideranno addirittura a sindaco e se riuscisse l’alleanza con la civica Rivalta Sostenibile (accordo per ora smentito con nettezza da Mauro Marinari, che di quella lista fu candidato sindaco nel 2007, raccogliendo il 19% dei voti) allora nascerebbe un polo targato No Tav in grado potenzialmente di raggiungere il ballottaggio. Anche il centrodestra vale intorno al 30%, sempre secondo le stime della scorsa legislatura. Quel che resta va ripartito tra il Pd e il rassemblement messo insieme da Colaci.

 

Di qui la richiesta al trio Lentini, Neirotti, Muro di un passo indietro. Per questo già quest’estate qualcuno sondò il terreno con il parlamentare Mimmo Lucà, che cordialmente declinò l’invito di una candidatura a Palazzo Civico. Solo così si spiega la tensione nell’ultima segreteria provinciale, in cui Lentini si è dovuto difendere dalle bordate del deputato Stefano Esposito, che gli ha rinfacciato una cattiva amministrazione della cosa pubblica e una pessima gestione politica di questa prima fase pre elettorale. Accuse che non hanno scalfito il giovane segretario cittadino, tanto che Muro sta proseguendo la propria campagna elettorale e già lavora (seppur a quanto pare senza riscuotere successi degni di nota) alla stesura della lista del Pd. «Ovunque il nostro partito ha accettato le primarie, prendo atto con rammarico che a Rivalta ciò non sia possibile – spiega la segretaria provinciale del Pd Paola Bragantini -. Dopo le ferie riapriremo un tavolo per uscire da questa impasse e lavorare alla nascita di una coalizione il più possibile ampia, ma senza sottostare ai diktat di nessuno».

print_icon