SPOIL SYSTEM/2

“Appendino marameo” 
Profumo non si schioda 

Il presidente della Compagnia di San Paolo risponde con una nota alle pressioni del nuovo sindaco. Nessuna intenzione di dimettersi e poi "mai pensato di aumentarmi lo stipendio". Il braccio di ferro continua

A poche ore dalla richiesta di dimissioni del sindaco Chiara Appendino, il presidente della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo affida a una nota della fondazione una replica fredda e irremovibile. Vengono respinte le accuse di aver accantonato 400mila euro per aumentare gli emolumenti dei vertici che “è stata formulata per promuovere l’attivazione di organi tecnici quali comitati Scientifici formati da esperti (e previsti dallo Statuto) per contribuire alla definizione delle linee programmatiche del prossimo quadriennio: adempimento, questo, legislativo e statutario”.

Il braccio di ferro è solo all’inizio, Profumo, nominato al crepuscolo della passata amministrazione da Piero Fassino, non schioda e probabilmente sa che l’incarico appena ottenuto è blindato, nonostante lo scivolone su cui ora prova a mettere una pezza. Sa di essere lui il vero obiettivo di questa prima campagna della neo sindaca, la quale ha precisato che le nomine della Compagnia e di Iren (dove siede Paolo Peveraro) sono di natura diversa, essendo la multiservizi dell'energia una società quotata in borsa, e che quindi le sue "attenzioni" si concentreranno tutte sulla fondazione bancaria.

La Compagnia, inoltre, precisa che “nel proprio Statuto, solo 4 dei 17 componenti del Consiglio Generale vengono indicati da istituzioni politiche elettive”, in particolare “il Comune di Torino indica due consiglieri” e il presidente “solo per consuetudine” viene scelto tra questi due dal Consiglio generale. Infine, si legge ancora nella nota: “Ridurre il processo di nomina dei vertici a una mera questione di indicazioni politiche e di applicazione dello spoil system rappresenta un punto di vista non rispondente alla realtà delle regole e dei comportamenti: la Compagnia ha potuto essere partner leale e affidabile di tutte le istituzioni, di volta in volta governate da diversi colori politici, proprio perché è un ente autonomo, filantropico e di natura privata interessata a lavorare per e con i territori di riferimento”.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    14:35 Mercoledì 22 Giugno 2016 dedocapellano mettere a disposizione l'incarico? bel gesto ma ..... tengo famiglia!

    certo che l'ex rettore del Politecnico avrebbe fatto bene a mettere a disposizione la sua presidenza senza farselo nemmeno chiedere. Poi ha tutto il diritto di non dimettersi ma la citta' di Torino ha il diritto sacrosanto di imporre al presidente della Compagnia di Sanpaolo di rendere esecutivo lo statuto della Banca che stabilisce la ripartizione delle direzioni tra Milano e Torino che ovviamente sono nella realta' pesantemente sbilanciate a favore di Milano grazia alla inettitudine di tutti i presidenti della Compagnia dalla fusione in poi!

  2. avatar-4
    09:14 Mercoledì 22 Giugno 2016 capkirk EnricoB

    Vorresti sostenere che il neosindaco deve avvallare ad occhi chiusi tutti i provvedimenti della giunta precedente? Stai scherzando vero?

  3. avatar-4
    21:19 Lunedì 20 Giugno 2016 EnricoB a tempo di reord

    Non è ancora passato un giorno dal ballottaggio e l'Appendino ha già dato una bella prova di arroganza e di incompetenza

  4. avatar-4
    19:37 Lunedì 20 Giugno 2016 pericle I soliti

    PERSONAGGETTI...

  5. avatar-4
    19:21 Lunedì 20 Giugno 2016 capkirk E' vero

    Siamo solo all'inizio. Ci vorrà tempo e costanza per abbattere le roccaforti piddine pilastri del "sistema Torino":

  6. avatar-4
    18:17 Lunedì 20 Giugno 2016 la voce del suddito Fondazioni for profit?

    Nel resto del mondo coloro che siedono nel consiglio di amministrazione delle fondazioni (che sono per definizione soggetti non profit) come presidenti e come consiglieri non ricevono alcun compenso o gettone o simile emolumento, ma soltanto il rimborso delle eventuali spese per lo svolgimento dei loro incarico. Diverso il caso dei dipendenti, che sono retribuiti. In Italia, invece, percepiscono retribuzioni elevatissime che essi stessi si attribuiscono.

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