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M5s vince con i voti della destra

A Torino gli elettori di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia hanno scelto la grillina Appendino. Non è bastato a Fassino riportare alle urne "i suoi". Nel capoluogo piemontese lo stesso fenomeno già osservato a Livorno, Parma e Venaria. Le analisi dell'Istituto Cattaneo e del Cise

Mentre in casa del Partito democratico non è ancora cominciata la classica “analisi della sconfitta”, alcuni politologi hanno già fatto un’analisi della vittoria di Chiara Appendino e del Movimento 5 Stelle, un’analisi che sarà molto utile anche ai dem per capire che lo spostamento al centro del Pd è stata una strategia “fallimentare”.

Già ieri notte Piero Fassino aveva notato subito che “il centrodestra ha votato in blocco per il candidato dei Cinque stelle”, conseguenza del “passaggio da un sistema bipolare a un sistema tripolare”. Il dato è assodato. Però con le analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo, sorto intorno alla rivista Il Mulino nata all’Università di Bologna, e del Centro italiano studi elettorali della Luiss (l’università di Confindustria) è possibile capire qualcosa di più sui flussi, cioè gli interscambi di voto tra le due tornate elettorali.

“Attraverso l’analisi dei flussi elettorali fra primo e secondo turno possiamo comprendere con esattezza come si sia determinato questo sorprendente risultato”, spiegano i ricercatori Aldo Paparoe Matteo Cataldi dell’ateneo romano. Sia Fassino, sia Appendino sono riusciti a riportare “pressoché tutti i propri elettori del primo turno”, ma a fare la differenza è la mobilitazione in massa degli elettori del centrodestra. Il 98 per cento dei sostenitori di Rosso ha seguito l’invito dell’ex sottosegretario del governo Berlusconi e ha crocettato il nome della candidata del M5s, mentre il restante due per cento si è astenuto e nessuno ha votato Fassino. Pochissimi elettori del candidato di Forza Italia Osvaldo Napoli, che aveva rivelato la sua preferenza per il sindaco uscente, gli hanno dato ascolto: l’85 per cento di loro ha votato Chiara Appendino, il 3 per cento Fassino e il restante dodici per cento non ha votato. Sorpresa, invece, tra chi al primo turno ha votato Alberto Morano, sostenuto da Lega Nord e Fratelli d’Italia: il 71 per cento ha votato la candidata grillina, mentre il 16 per cento ha scelto Fassino. L’ex sindaco ha ottenuto molte preferenze dal “ridotto bacino” di Airaudo: ogni quattro persone tre hanno optato per l’ex segretario dei Ds.

Un abbraccio mai rifiutato dalla Appendino, come quello riservatole da un ex compagno di banco in Sala Rossa, Enzo Liardo, campione di preferenze nell'Udc ma non eletto perché lo scudo crociato non è riuscito a raggiungere il quorum. "Nessun salto sul carro del vincitore - tiene a precisare Liardo - continuerò a lavorare per ricostruire il centrodestra". Intanto, però, in occasione del ballottaggio la saldatura con le forze conservatrici della città c'è stata ed è risultata fondamentale per il successo finale della Appendino.

Secondo il think tank bolognese, a Torino “si è ripetuto lo stesso meccanismo osservato in altre elezioni passate, dove la sfida era tra un candidato del centrosinistra e un candidato del Movimento 5 stelle (come Parma, 2012, o Livorno, 2014) e dove quasi tutti gli elettori di centrodestra si sono riversati sul candidato del partito fondato da Beppe Grillo”. Stesso meccanismo che, aggiungiamo noi, ha funzionato a Venaria nel ballottaggio del 2015 con la vittoria del candidato pentastellato Roberto Falcone contro il democratico Salvino Ippolito che era in testa al primo turno. “Tutti quelli che avevano scelto Rosso, Napoli o Morano al ballottaggio hanno in larga maggioranza optato per la Appendino”, si ribadisce nell’analisi. Lei conferma “interamente” il suo “bottino”, a cui devono aggiungere il 2,7 per cento dei votanti totali composto da quelli che al primo turno aveva sostenuto Rosso, un 2,4 per cento del totale con elettori di Napoli e un 3,2 per cento proveniente da Morano. “Dai bacini di questi candidati qualcosa si disperde nell’astensione e quasi nulla finisce a Fassino”, scrivono gli studiosi di Bologna. L’ex sindaco uscente risulta il preferito tra gli elettori di Airaudo “ricavandone un flusso pari allo 0,9 pe cento dell’elettorato”. I flussi elettorali analizzati ci permettono di sapere anche che pochi elettori di “Torino in Comune” hanno optato per la grillina mentre lo 0,8 per cento dei votanti del primo turno ha scelto l’astensione al ballottaggio. Fassino perde nello stesso modo lo 0,6 per cento.

Non è tutto. C’è un dettaglio che i ricercatori del “Cise” aggiungono e non bisogna sottovalutare affatto. Sarebbe “fallimentare, secondo loro, “la strategia di penetrazione al centro perseguita dal Pd di Renzi”. Infatti “almeno nel caso torinese – si legge nella relazione - gli elettori di centrodestra hanno massicciamente scelto la Appendino, costringendo Fassino alla sconfitta”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    17:14 Martedì 21 Giugno 2016 pericle Politologi

    patetici

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