POTERI FORTI

Profumo alla Appendino:
“Sarò leale, ma non mi dimetto”

Il presidente della Compagnia di San Paolo respinge l'invito della neo sindaca a fare un passo indietro e resta incollato alla poltrona. "Rispondo agli organi della Fondazione non al Comune" e (stra)parla di "autonomia" dalla politica

Professa lealtà alla nuova sindaca, ma non intende accogliere il suo invito a mollare la poltrona. "Non penso di rimettere il mandato perchè non esiste un mandato, sono stato indicato dal Comune di Torino e, in base allo Statuto della Compagnia, sono stato nominato dal Consiglio Generale. Quindi rispondo al Consiglio Generale". Non arretra di un centimetro il presidente della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo, impegnato dal giorno dopo l'elezione di Chiara Appendino a Palazzo Civico in un braccio di ferro con la sindaca pentastellata che aveva ravvisato in lui e nella fondazione di corso Vittorio Emanuele uno dei perni di quel "Sistema Torino" da scardinare. Il numero uno della fondazione sanpaolina fu il primo a essere messo nel mirino, con l'auspicio di un imminente passo indietro. "Neanche per sogno" ha sempre ribattuto l'ex ministro, nominato da Piero Fassino al crepuscolo del suo mandato e ora per nulla intenzionato a lasciare il passo. 

Profumo e il segretario generale Piero Gastaldo hanno ricordato, in una conferenza stampa convocata questa mattina, quanto prevede lo Statuto della Fondazione torinese, che all’articolo 1 evidenzia che “la Compagnia è dotata di autonomia statutaria e gestionale”. In particolare per quanto riguarda l’introduzione di un semestre bianco per le nomine di cui ha parlato il sindaco Appendino, Profumo ha osservato che “gli enti nella loro autonomia possono decidere di applicare la regola” ma al momento “il Consiglio Generale della Compagnia ha il dovere di fare le nomine sostitutive se gli enti nonostante le sollecitazioni non provvedono a farle”. Di qui la conferma di quanto dichiarato nei giorni scorsi anche da Fassino: “A regole vigenti - ha proseguito Profumo - se il Comune di Torino non avesse proceduto alle designazioni, il Consiglio generale si sarebbe dovuto sostituire all’ente. Come è accaduto nel caso del Consiglio regionale del volontariato e della Commissione per le pari opportunità, avrebbe quindi cooptato i due consiglieri la cui designazione spetta a Palazzo Civico. La Compagnia è un’istituzione privata con il suo statuto e la sua autonomia è un valore per il territorio, sono elementi prioritari”. Non sfugge che al di là della questione sul nome, oggetto del contendere è l'ingente massa di risorse finanziarie che la fondazione ha da sempre a sua disposizione per le erogazioni sul territorio: un vero e proprio forziere che verrà ulteriormente incrementato con la cessione del 4% circa delle quote della banca Intesa.

Infine la promessa di una leale collaborazione. “La Compagnia nel corso degli anni - ha sottolineato Profumo - è sempre stato un attore importante per il territorio e la sua autonomia è un valore. E questo deve essere un elemento prioritario rispetto a qualsiasi altro tipo di azione”. “La Compagnia - ha sottolineato ancora Profumo - è un attore fondamentale per lo sviluppo dei territori di riferimento e io sono fortemente volenteroso che questo rapporto venga rafforzato. La leale collaborazione con le istituzioni è un dato che prescinde da qualsiasi maggioranza”. Profumo, in conclusione, ha detto di non avere sentito il neosindaco, “non ancora, non è stata bene”. 

Presidente e segretario hanno voluto anche fornire la versione “corretta” dell’accantonamento di 400mila euro per gli emolumenti dei vertici è corretta: “La questione è più ampia. Siamo notoriamente la fondazione italiana i cui organi costano meno”, ha rivendicato Gastaldo, che cifre alla mano ha illustrato il fatto che la Compagnia di San Paolo spende circa un milione per  “i costi di funzionamento degli organi”, mentre Cariplo, Fondazione Crt e CariVerona spendono oltre 2 milioni e CariParo circa 1,5 milioni. L’accantonamento, ha spiegato Gastaldo, è stato proposto in vista di un “più intenso lavoro degli organi ordinari in vista del piano strategico pluriennale della Fondazione”, il che parrebbe voler dire proprio dire incrementare gli emolumenti, oltre a qualche consulenza già prospettata (si fa il nome di Mario Calderini, storico sodale di Profumo).

“Se abbiamo colpe forse si può parlare di un eccesso di trasparenza”, ha attaccato il segretario generale. Quanto al piano strategico il “cantiere” sarà avviato con il prossimo consiglio generale della Fondazione, previsto il 4 luglio, ha spiegato Profumo, presidente della Fondazione Sanpaolo. “Il 31 ottobre va approvato il bilancio preventivo del 2017. Vogliamo arrivare a quella data con le linee guida del piano strategico. Sarà un lavoro intenso e fondamentale”, ha continuato l’ex ministro, sostenendo la necessità di accantonare i 400mila euro. “Pensate al nostro comitato investimenti in un periodo come questo di turbolenze sui mercati, è ovvio che abbia bisogno di professionalità di alto livello. Stiamo portando una serie di competenze sul nostro territorio anche dall’estero. La Compagnia è un’istituzione seria che guarda lontano, che ha una storia solida alle spalle”, ha rivendicato Profumo.  

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10 Commenti

  1. avatar-4
    20:24 Lunedì 27 Giugno 2016 dedocapellano La Banca

    Chiunque anche Chiara Appendino può' chiedere un caffè' gratis al bar.... Il barista puo' oppure non può' acconsentire.... Tutto e' lecito in punta di diritto..... Ma purtroppo in Italia l'arte delle dimissioni spontanee non e' perseguito. Politici e burocrati si dimettono solo se li dimette la magistratura....... Ma questo non e' il caso di Francesco Profumo e quindi che faccia bene e nell'interesse del Piemonte e della città' di Torino il Presidente della Compagnia di Sanpaolo ricordandosi che la Banca "buona" all'epoca della fusione non era certamente Banca Intesa!

  2. avatar-4
    16:46 Lunedì 27 Giugno 2016 EnricoB Profumo

    1) è ex-rettore del Politecnico e ex-ministro, uno con un passato tale da non aver alcun problema pre ricollocarsi qualora decidesse di lasciare la Compagnia di San Paolo 2) Fassino ha nominato Profumo perché era il regolamento della Compagnia a imporgli di fare la nomina 3) la Appendino ha dato prova di incompetenza e/o arroganza, dal momento che ha preteso di mettere in discussione una nomina senza avere alcun titolo di fare questa richiesta

  3. avatar-4
    16:22 Lunedì 27 Giugno 2016 Bambù al Suddito:

    ma vedi di andare a quel paese civile; a incivilandia non ti vuole NESSUNO. forse un giorno qualcuno capirà che siamo in Italia e non nel resto del mondo e forse qualcuno capirà che copiare gli altri non ci porta da nessuna parte.

  4. avatar-4
    15:17 Lunedì 27 Giugno 2016 ideatore @dedocapellano

    e fare ciò che è in suo potere? ad esempio unire la città e dare una speranza a chi va in coda tutti i giorni per un piatto di pasta? oppure il cappellano no si glia non vuole intromissioni?

  5. avatar-4
    14:52 Lunedì 27 Giugno 2016 la voce del suddito Spirito di servizio e spirito di casta

    Nel resto del mondo, coloro che sono designati o nominati negli organi delle fondazioni svolgono il loro ruolo con spirito di servizio, senza emolumenti al di fuori del rimborso di eventuali spese. Solo i dipendenti, fino al direttore o segretario generale sono retribuiti. Il Italia, invece, con il pretesto che sono di origine bancaria, mantengono emolumenti molto elevati, che essi stessi si attribuiscono e magari incrementano costituendo commissioni di studio composte da loro stessi Al di là delle disquisizioni in punta di diritto, nel resto del mondo (civile) una persona designata a presiedere una fondazione rassegna le dimissioni quando viene meno il rapporto di fiducia con l'ente destinatario. E' una questione tra spirito di servizio e spirito di casta.

  6. avatar-4
    14:50 Lunedì 27 Giugno 2016 dedocapellano Consiglio per Francesco Profumo

    Sostituisca l'ormai "sclerotizzato" Gastaldo( uomo per tutte le stagioni) e tenga fuori dal recinto il mediocre Calderini.....

  7. avatar-4
    14:46 Lunedì 27 Giugno 2016 dedocapellano La Appendino per il momento non poteva fare di piu'

    Bene ha fatto Chiara Appendino ha chiedere le dimissioni di Profumo perché questo e' l'unico gesto politico simbolico che poteva fare in quanto non e' nei suoi poteri dimettere Profumo. Ma e' proprio con il legittimo rifiuto alla dimissioni di Profumo che viene palesato a tutti i cittadini di Torino che Piero Fassino pensando gia' di perdere le elezioni amministrative ha forzato ,in zona Cesarini, l'elezione di Profumo a Presidente della Compagnia di Sanpaolo. Certo che per un ex Rettore del prestigioso Politecnico di Torino , ex Ministro della Repubblica ed ex Presidente dell'Iren questo attaccamento ad una, tutto sommato, non cosi importante presidenza ( fu dell'avvocato Benessia e poi addirittura di Sergio Chiamparino che si dimise per la Presidenza della Regione Piemonte!!) e' quantomeno sospetta. Il nuovo sindaco incalzi il Presidente Profumo e tutta la Compagnia di Sanpaolo nel riportare a Torino il centro nevralgico della Banca di cui la Compagnia di Sanpaolo ha quasi tre volte le azioni della Fondazione Cariplo e dove sorprendentemente conta nella banca meno di un terzo

  8. avatar-4
    14:42 Lunedì 27 Giugno 2016 LuigiPiccolo Vorrei vedere voi

    Tutti bravi a fare i finocchi col culo degli altri ! Casomai la domanda che deve sorgere .......chi vuole uno mettere al posto suo ???

  9. avatar-4
    11:54 Lunedì 27 Giugno 2016 già... Il cadreghin

    Non sembra che il vero talento dell'élite sia li per avvelenare i pozzi; è che ,fuori dal circuito dei tromboni autoreferenziali, nessuno lo cerca e nessuno lo vuole...amen...diversamente un altro con un minimo di dignità se ne sarebbe già andato... ps. Sarebbe interessante sapere chi, della Bruno Kessler di Trento, è atterrato qui e dobbiamo pagarlo noi....perché questo è il giochetto di “rimbalzo” che fanno i tromboni autoreferenziali e i “rimbalzi” a volte possono essere multipli quindi difficili da individuare...già...

  10. avatar-4
    11:38 Lunedì 27 Giugno 2016 tandem Ah Ah Ah

    Autonomia dalla politica!! culi di pietra con facce di bronzo.....

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