TORINO

Sindaca delle buone intenzioni

Nel discorso d'insediamento, Appendino evita ogni argomento divisivo e, anzi, ringrazia Fassino. Così, tra citazioni più o meno azzeccate, lancia segnali tranquilizzanti all'establishment. Leon (Cultura) e Lapietra (Trasporti) gli ultimi due assessori. Montanari vicesindaco

Chiara Appendino è ufficialmente il nuovo sindaco di Torino. Dopo la vittoria al ballottaggio del 19 giugno, oggi si è svolta la cerimonia di insediamento. “Mi preme ricordare le vittime dell’attentato di Istanbul. La violenza non è mai giustificabile e non può essere tollerata in nessuna forma”, ha esordito, ricordando poi anche “quell’Unione Europea, che avrebbe dovuto essere un ponte tra differenti anime e ora si interroga, a pochi giorni dal referendum del Regno Unito, su quale sia il proprio destino”.

Poco più di 8 minuti per delineare la Torino a Cinque stelle, un riconoscimento “non di rito” a Piero Fassino e agli altri che l’hanno preceduta. Parole volte a stemperare gli animi della campagna elettorale, a tranquillizzare gli stakeholder cittadini, a garantire solidità a un progetto che prenderà forma a attraverso il coinvolgimento di “tutte le istituzioni, quelle locali come le Circoscrizioni, la Città Metropolitana e la Regione, e quelle nazionali ed Europee, l’Università e il Politecnico, ma anche tutti i soggetti della società torinese, come le realtà religiose, in primo luogo l’Arcidiocesi, ma anche le comunità Islamiche, le Chiese Ortodosse e i credenti di ogni fede”.  Un’apertura apprezzata da Fassino, che ha definito “la correttezza istituzionale un patrimonio di questa città” così come dal governatore Sergio Chiamparino, secondo il quale “ci sono le basi per un confronto istituzionale. Noi siamo disponibili, vedremo le evoluzioni”.

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Appendino ha poi citato “Nessun uomo è un’isola” del poeta John Donne, proseguendo col ripetere alcuni dei punti della sua campagna elettorale, dall’attenzione per le periferie ad un nuovo modello di welfare, dal dialogo con istituzioni e associazioni sul territorio al sostegno alle imprese e agli artigiani.

“Torino - ha sottolineato - dovrà rafforzare e proseguire la propria tradizione produttiva e manifatturiera che qui in più di un secolo ha messo solide radici. La città si offre come partner istituzionale per tutti coloro che favoriranno l’insediamento di imprese provenienti da paesi europei o extra europei”. Infine la promessa di tagliare il 30% dei costi del personale e un’altra citazione, questa volta di Adriano Olivetti: “Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”.

Intanto si completa la squadra che affiancherà la Appendino nei suoi cinque anni a Palazzo Civico. Alla Cultura è stata designata Francesca Leon, responsabile dell'Abbonamento Torino Musei, per conto dell'Associazione Torino Capitale Europea, mentre ai Trasporti c’è Maria Lapietra, ingegnere, laureata al Politecnico di Torino e allieva di quella Cristina Pronello che a lungo è stata in predicato di entrare nella giunta pentastellata. Il primo cittadino terrà per sé le deleghe a Sicurezza e Polizia municipale. Dopo l’inserimento di questi due tasselli l’esecutivo cittadino è al completo: 7 donne e 4 uomini. Guido Montanari, 59 anni, docente di Storia dell'Architettura contemporanea e neo assessore all'Urbanistica sarà il vicesindaco. Montanari, che insegna come associato al Politecnico di Torino, in campagna elettorale era stato accusato di essere un fautore della decrescita felice.

L'insediamento di Chiara Appendino

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