BUCHMESSE

Salone del libro agli editori

Comune di Torino e Regione Piemonte raccolgono il guanto di sfida dell’Aie e rilanciano: “A voi la gestione, noi lavoreremo per dare continuità”. Al vaglio la disdetta del contratto di locazione del Lingotto con Gl Events. La presidente della Fondazione Milella verso le dimissioni

È una fiera, un evento commerciale che, seppur dal marcato tratto culturale, deve rispondere a logiche nuove. E così, a fronte dei più recenti sviluppi – dal minacciato “scippo” milanese all’inchiesta giudiziaria – si apre una fase nuova per il Salone del Libro di Torino. Una svolta sancita questa mattina nell’incontro tra le istituzioni pubbliche e il presidente dell’associazione degli editori Federico Motta. “Abbiamo avviato un dialogo positivo e costruttivo con l’Aie. Nei prossimi giorni il Comune di Torino e la Regione Piemonte presenteranno una proposta congiunta per affidare ad Aie la gestione delle prossime edizioni del Salone del Libro, non escludendo che si possano individuare anche ulteriori nuovi spazi espositivi”: così hanno messo nero su bianco la sindaca di Torino, Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, al termine del summit. “Abbiamo dato agli uffici legali del Comune e della Regione il mandato di verificare, anche a fronte dei recenti eventi e della vendita del padiglione 5 del Lingotto, la possibilità di disdire il contratto pluriennale di locazione. Domani - concludono - durante l’assemblea dei soci della Fondazione, le istituzioni proporranno il nome di un presidente che possa avviare questa nuova fase ipotizzata con l’Aie, finalizzata a conservare e rafforzare il Salone del Libro quale patrimonio della Città di Torino e della Regione”. Si va dunque verso le dimissioni dell'attuale vertice della Fondazione Giovanna Milella, che potrebbero arrivare già domani, mentre il governatore immagina già anche una sede alternativa per la buchmesse torinese, ovvero a Torino Esposizioni, laddove è nato. “Stiamo definendo i temi concreti - ha precisato - di una proposta che prenda l'affidamento della gestione fuori dalla Fondazione, che rimarrebbe operativa per eventi di carattere pubblico legati al territorio”.

Netta la posizione degli editori: “Non siamo venuti qui con alcuna pregiudiziale sul dove, né andiamo via con alcuna decisione. Abbiamo un’idea di Salone, il problema non è dove si fa, ma che tipo di Salone si fa. Noi abbiamo un progetto e vogliamo capire dove ci siano le condizioni e le risposte migliori per realizzarlo”, ha affermato il presidente Motta, al termine della riunione. “A noi interessa il Salone - ha aggiunto - e gestirlo, non la Fondazione che è un problema territoriale”, finita nel tritacarne di logiche di potere locale. “Noi non siamo abituati a porre condizioni o diktat - ha proseguito - siamo disponibili a valutare e approfondire in un contesto in cui abbiamo in mente un concetto preciso che abbia al centro la promozione della lettura e del libro”.

Quanto alle risorse il presidente dell’Aie ha rilevato che “manifestazioni di questo tipo sono sempre sostenute da finanziamenti pubblici, dipende da quante risorse il territorio vuole investire in una manifestazione che abbia ricadute sul territorio”, disponibilità a quanto apre riconfermata da Chiamparino e Appendino. Infine, a proposito delle recenti vicende giudiziarie Motta ha affermato: “è un problema delicato che forse porrà una questione di location ma non sta a me dirlo e credo che l’amministrazione di Torino lo abbia ben presente”.

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