Gli errori di Forza Italia

Forza Italia a Torino, insieme alle altre forze di Centrodestra, ha fatto l’errore grave di non puntare  per prima e soprattutto all’unità del Centrodestra e ha pagato con il peggiore risultato della sua presenza a Torino. Siccome la sconfitta di Forza Italia e del Centrodestra ha privato la Città dell’unica alternativa credibile per il rilancio dell’economia e del lavoro a Torino, i responsabili della sconfitta dovrebbero perlomeno chieder scusa.

I valori programmatici liberali e solidali di Forza Italia sono però troppo importanti perché si corra il rischio del frazionismo. Occorre un forte rinnovamento nella unità, condizione essenziale per recuperare la credibilità nei confronti dei moderati veri, non quelli fasulli che hanno appoggiato senza incidere una virgola nella azione insufficiente delle Giunte di sinistra.

Torino paga i tanti errori del sistema Torino che avvinghiato alle Amministrazioni del Ps ha portato Torino a perdere peso economico e ad avere la più alta disoccupazione giovanile, ora rischia di perdere il salone del libro, proprio a causa dei condizionamenti del sistema Torino, dopo aver perso centinaia di aziende grandi e piccole.

A causa degli errori del Centrodestra l’alternativa a Fassino, punito dal suo elettorato oltre che dalla Torino che in questi anni ha perso lavoro e giro d’affari, l'alternativa che si è presentata al ballottaggio è stata la Lista dei 5 Stelle, una lista che non ha sicuramente un programma di rilancio economico e occupazionale della Città.

L’unità di Forza Italia è essenziale per proporre ogni giorno alla Giunta Comunale e alla Città proposte serie e forti nell’interesse di Torino e della sua gente. Occorre ritrovare lo spirito di amicizia e di collaborazione che Forza Italia aveva alle sue origini per convincere la metà della Città che non è andata a votare che ora a Torino rischia di andare più indietro.

Nel ’75 con la prima vittoria delle sinistre Torino perse la Metropolitana e altre grandi opere infrastrutturali che abbiamo recuperato dopo decenni con costi dieci volte più alti. Oggi rischiamo di perdere il Salone del Libro, la Tav e la Linea 2 della Metropolitana.

*Mino Giachino, già sottosegretario ai Trasporti

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