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Pd renziano a reti unificate, Fornaro cambia canale

In segno di protesta contro le nomine dei direttori dei Tg il senatore piemontese dà le dimissioni dalla Vigilanza Rai. "Logiche di occupazione politica". E sulla rimozione della Berlinguer evoca addirittura la "questione morale" del babbo Enrico

Federico Fornaro cambia canale contro il Pd renziano a reti unificate e lo fa rassegnando le dimissioni, insieme al collega della sinistra dem Miguel Gotor, dalla commissione di Vigilanza Rai. Un distinguo che segna un ulteriore strappo della minoranza interna al partito quello cui il senatore piemontese è giunto dopo la tumultuosa riunione della commissione di ieri sera. Motivo della dura presa di posizione del parlamentare alessandrino e del collega bersaniano è la decisione dei vertici Rai di procedere alla nuove nomine dei direttori del Tg. L’accusa mossa alla segreteria del Pd e al Governo è altrettanto netta:  “Il Partito democratico non è nato per riprodurre i vizi del passato, ma per cambiare l'Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene e coerentemente rassegniamo le nostre dimissioni dalla Commissione di vigilanza Rai" hanno scritto in una nota Fornaro e Gotor.

“Il consiglio di amministrazione della Rai di oggi, su proposta del direttore generale ­- spiegano i due senatori - come era stato ampiamente anticipato nei giorni scorsi, ha ufficializzato le nuove nomine dei direttori dei telegiornali. Una decisione assunta in assenza di un nuovo progetto sull’informazione dell’azienda come chiaramente emerso nella riunione della commissione di Vigilanza Rai di ieri sera e che risponde unicamente a logiche di occupazione governativa del servizio pubblico, in forme per molti versi inedite e in contrasto con il principio costituzionale del pluralismo culturale e politico”.

Il giudizio politico è pesantissimo: “Siamo di fronte a pratiche e a logiche di una gravità tale da evocare il tema della questione morale di Enrico Berlinguer, quando, nel 1981, denunciava l’occupazione da parte dei partiti di governo delle principali istituzioni dello Stato, Rai compresa”. Ed è singolare che proprio sulla rimozione della figlia dell’ex segretario comunista, Bianca Berlinguer, dalla direzione del Tg3, avvenute quando ormai la campagna referendaria sta per raggiungere i livelli più alti, Fornaro e Gotor facciano fuoco e fiamme. Nomine che “sono state fatte in modo non trasparente penalizzando competenze e professionalità interne, come ad esempio nel caso di una giornalista autorevole quale Bianca Berlinguer, senza che emergano un profilo e una visione di un moderno servizio pubblico”.

Una girandola di incarichi avvenuta, a loro dire, seguendo “una logica di normalizzazione dell’informazione pubblica, alla vigilia di importanti scadenze politiche e istituzionali e nulla hanno a che vedere con il progetto di una nuova Rai promesso dal Pd e dall’attuale governo e oggi platealmente disatteso”. Ce n’è anche per il presidente della stesso commissione di Vigilanza, il pentastellato Roberto Fico: “​La nostra richiesta di ieri di rinviare le nomine dei nuovi direttori dei Tg, fermo restando le prerogative del direttore generale, a dopo la discussione e l’approvazione di un nuovo piano sull’informazione della Rai, non è stata messa ai voti, in modo pilatesco e burocratico, dal presidente Fico”. Mentre ancora non si hanno reazioni ufficiali da parte di esponenti della maggioranza del partito alla decisione dei due senatori, su facebook è un accavallarsi di commenti, la gran parte dei quali positivi. “Onore al merito. Finalmente poche lacrimazioni e gesti concreti” scrive l’ex sindacalista ed ex parlamentare, Savino Pezzotta.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:31 Giovedì 04 Agosto 2016 tandem Andiamo in fretta alle urne....

    Così esprimiamo il nostro affetto a Benito Renzi.....

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