SANITA'

“Sul Parco della Salute ci giochiamo la faccia”

Il Pd rilancia il progetto del grande polo torinese. Per il segretario Gariglio "sarà il progetto qualificante della giunta Chiamparino". Profumo: "Compagnia pronta a investire, il quanto dipenderà dal ruolo che avremo"

“Sulla città della salute ci giochiamo la faccia”. Chiude così Davide Gariglio, segretario e capogruppo del Pd in Regione Piemonte, l’incontro, sul tema, di scena alla festa dell’Unità di Torino. Le promesse del numero uno democratico, però, non si fermano qui: “Questo sarà il progetto qualificante della giunta Chiamparino, il lascito per le future amministrazioni. L’obiettivo? Porre la prima pietra prima della fine della legislatura”. Un progetto ambizioso, pensato sull’area dell’ex Fiat Avio, e che dovrà essere in grado di tenere insieme ospedale, ricerca, farmaceutica, didattica: insomma, un grande e innovativo Parco della Salute.

Un progetto per il quale sono chiamati a intervenire tutti i principali attori pubblici, para pubblici e privati, del territorio e non solo. E tra questi un coinvolgimento fondamentale è costituito dalla Compagnia di San Paolo pronta a intervenire aprendo i cordoni della borsa. Il presidente Francesco Profumo immagina un ospedale completamente diverso da quello odierno: “Pensare alla medicina come a un sistema formato da prevenzione – diagnosi – cura non ha più senso. Oggi c’è bisogno di un metodo interdisciplinare che metta insieme più competenze: ricerca, formazione e didattica. Il fulcro della medicina non può più essere il semplice posto letto ma le funzionalità della struttura”. Sul versante degli investimenti Profumo si dice pronto a partecipare, le cifre verranno messe nero su bianco nei prossimi mesi: “All’inizio del 2017 avremo dettagliato le risorse che metteremo in campo per il progetto, risorse, queste, che saranno subordinate al ruolo che avremo”. Un concetto, questo, ribadito anche da Niccolò Persiani, docente di economia sanitaria all’Università di Firenze: “Chiunque finanzi un intervento di questo tipo vorrà avere un ruolo importante” e per questo il problema, paradossalmente, potrebbero non essere i soldi – che tra fondi internazionali e istituzioni pubbliche si trovano – quanto piuttosto la capacità di far recitare a tutti gli attori la propria parte, superando il tabù dell’intervento privato in ambito sanitario, soprattutto se si parla di edilizia.

Stando alle dichiarazioni dell’assessore Antonio Saitta sarà proprio l’ospedale, la locomotiva principale del progetto: “Abbiamo deciso che questo grande progetto deve avere un traino, aspettare tutti non ha senso, partiremo dalla parte ospedaliera; gli altri pezzi si aggiungeranno strada facendo. Come Regione non siamo disposti a continuare a buttare 20 milioni l’anno per la manutenzione delle Molinette (per via di una struttura vecchia e sempre più fatiscente NdA), soldi che potrebbero tutti essere investiti in sanità”. Su questo tema le posizioni non sono ancora coincidenti: mentre Pd e Chiamparino, da una parte, credono sia necessario che il nascituro polo tenga insieme tutte le proprie vocazioni, da corso Regina si frena secondo la teoria dell’uovo oggi che è meglio della gallina domani. Per quanto riguarda, invece, la differenza di vedute sul progetto tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, palesatasi in campagna elettorale, Gariglio sprizza ottimismo: “Nel primo incontro con Chiamparino i grillini hanno mostrato un pragmatismo che non si era visto prima delle urne. Credo che con il tempo, il progetto possa proseguire, anche con la partecipazione dei privati che tanto era stata contestata, dai Cinque stelle, prima dell’insediamento della Appendino”.