Penne vip

Dicono che… si sono appena sfiorati con lo sguardo in un rapito e pudico cenno di saluto. Lei è arrivata in ritardo e si è accomodata in prima fila, lui è andato via prima e sedeva dietro. Non c’è stato tempo, insomma, neppure per una chiacchierata di circostanza tra Chiara Appendino ed Enrico Salza, entrambi guest star l’altra sera all’inaugurazione del museo dell’Aurora, storica fabbrica di penne e accessori per la scrittura. La giunta comunale di Torino è accorsa quasi al completo a rendere gli omaggi al patron Cesare Verona: oltre la sindaca, scortata dal capo di gabinetto Paolo Giordana e dall’addetto stampa Luca Pasquaretta, c’erano il vicesindaco Guido Montanari e gli assessori alla Cultura (Francesca Leon), all’Innovazione (Paola Pisano), al Commercio (Alberto Sacco), all’Ambiente (Stefania Giannuzzi). Più contenuta la delegazione della Regione, che pure ha contribuito alla realizzazione dell’esposizione, ridotta alla sola titolare della Cultura Antonella Parigi e al collega Giovanni Maria Ferraris che di qualcosa si occupa ma a nessuno viene mai in mente precisamente di cosa. Tra vip o aspiranti tali che hanno dato l’assalto al ricco buffet preparato dalla Locanda del Melograno si sono notati: il costruttore Sebastiano Provvisiero, l’ex Fiat Lodovico Passerin d’Entreves e il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto, l’ex parlamentare e vicepresidente del Csm Michele Vietti in compagnia della notaio Caterina Bima, consigliera della Fondazione Crt, l’immarcescibile Giampiero Leo con stangona d’ordinanza (pare un’attrice romana), il presidente uscente e quello entrante dell’Unione Industriale (Licia Mattioli e Dario Gallina), il commercialista Mario Montalcini, il segretario generale della Camera di Commercio Guido Bolatto e signora, l’ex numero uno di via Fanti Beppe Pichetto, il capogruppo Pd in Sala Rossa Stefano Lo Russo.

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