RIFORME

La scuola non è ancora “buona”

In Piemonte proseguono i disagi. I docenti di ruolo avranno finalmente la cattedra entro fine settimana, mente per i supplenti occorre altro tempo. In tilt il sistema informatico, ma l’Ufficio regionale lavora a pieno ritmo

A una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico, anche il Piemonte, peraltro penalizzato da un’assegnazione di docenti inferiori al necessario, la copertura delle cattedre ancora vacanti nella scuola secondaria ma anche nel sostegno, è lontana dall’essere completata, nonostante gli sforzi dell’Ufficio scolastico regionale che da giorni è al lavoro per districare la matassa resa quest’anno più complicata dai tempi del concorso che si sommano a quelli imposti dalla legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola”. Una situazione che, fanno sapere dagli uffici, dovrebbe risolversi entro la prossima settimana per i docenti di ruolo mentre per i supplenti, che dipendono dai provveditorati provinciali, potrebbero essere necessari alcuni giorni in più.

“A causa del ritardo con cui tutto il meccanismo delle nomine quest’anno si è messo in moto, quella appena trascorsa - osserva Nunzia Del Vento vicepresidente Asapi, Associazione scuole autonome Piemonte interpellata dall’Adnkronos - è stata una settimana di panico collettivo. Da un lato, anche per difficoltà del sistema informatico, presidi e dirigenti scolastici non riuscivano a fare le chiamate, dall’altro i docenti non riuscivano a caricare i loro curricula per la chiamata diretta. Al momento, dunque, la situazione risulta ancora piuttosto confusa perché se da un lato le assegnazioni in ruolo e quelle all’interno delle graduatorie ad esaurimento sono pressoché completate ancora si deve conoscere l’esito delle assegnazioni provvisorie”.

Alla vice presidente di Asapi fa eco Maria Grazia Penna, responsabile scuola della Cisl Piemonte, che spiega: “All’origine della questione ci sono almeno tre problemi, la velocità imposta per le nomine che dovevano essere completate entro il 15 settembre, alcune graduatorie per le quali sono risultati sbagliati i calcoli dei titoli e alcuni problemi informatici che hanno creato confusione nell’assegnazione delle scuole a docenti che non le avevano scelte”. Inoltre, aggiunge, “sono state fatte alcune assegnazioni di sede d’ufficio secondo criteri a nostro giudizio incomprensibili, che non hanno tenuto conto dei diritti di graduatoria. Per ovviare a questo, l’Ufficio scolastico regionale, con una procedura concordata con il sindacato, ci ha confermato che tutte le situazione sospese o non corrette verranno riprese in esame e sistemate. Vigileremo affinché i diritti dei lavoratori siano rispettati”. E, speriamo, pure quello degli studenti.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:59 Domenica 18 Settembre 2016 patty diritti e doveri degli insegnanti

    non so cosa ci sia di vero, ma ho sentito un'insegnante che se la rideva allegramente dicendo che tanto lei col ricorso per almeno un altro anno se ne stava 'giù' (suppongo qualche regione meridionale e non sarebbe male che imparassero anche un buon italiano prima di poter insegnare). Il che causerà inevitabilmente altri problemi didattici ai ragazzi. Alcuni docenti si lamentano continuamente di mille cose e di essere obbligati a trasferirsi, ma hanno un lavoro garantito, adesso pare molti anche a tempo indeterminato. Nessuno li obbliga ad accettare, se preferiscono restare a casa possono farlo rinunciando al posto fisso o rischiando nel privato, ma se accettano non si inventino mille trucchetti per svicolare e pensino solo a far bene il proprio lavoro.

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