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Sul Csi la scelta non è Chiara

Sul futuro del consorzio informatico pesa la decisione che prenderà il Comune di Torino. Il "dialogo competitivo" per arrivare alla privatizzazione di alcuni asset aziendali prosegue, ma qualcuno teme la "soluzione" Eurofidi

Ancora incerto il futuro del Csi, il consorzio pubblico per l’informatica che dà lavoro a più di mille persone e da anni naviga in acque torbide. Le procedure per la “valorizzazione”, cioè la cessione ai privati di alcuni asset aziendali, sono ancora in corso e arriveranno a un esito tra alcuni mesi, ma il risultato non sarà certo: molto dipenderà anche dalle scelte di Chiara Appendino e della sua giunta. In campagna elettorale il M5s si è schierato contro l’ingresso dei privati nel consorzio e questo fa temere sul futuro dell’azienda, col rischio che si arrivi a un nuovo caso Eurofidi.

Dopo le 14 manifestazioni di interesse arrivate un anno fa, a maggio sono rimaste in ballo tre soggetti, una società (Engineering, colosso italiano Ict) e due cordate (una guidata dalla multinazionale Dedalus con attori piemontesi, l’altra da Ericsson e Csp) con cui è stata avviato un “dialogo competitivo”, una serie di confronti per sviluppare delle soluzioni per i piani industriali tenendo conto di alcuni aspetti: garanzie sui livelli occupazionali; anni di affidamenti garantiti; tasso di innovazione e, infine, investimenti sulla tecnologia. Sulla base della migliore soluzione elaborata, poi, si dovrà fare una gara e vedere se tra le concorrenti alla procedura qualcuna fa l’offerta migliore. Ma la conclusione è ancora lunga. Negli ultimi giorni di settembre dovrebbe esserci il terzo giro di incontri tra la commissione interna del Csi ed entro la metà di ottobre il quarto. Quindi in seguito si dovrà portare la soluzione migliore all’assemblea dei soci che dovrà valutare se fare o meno la gara per l’aggiudicazione. Ed è qui che la questione rischia di incagliarsi: se il Comune di Torino ponesse il veto alla vendita dei rami d’azienda del Csi ai privati, allora sarebbe tutto vanificato e al Csi rimarrebbero poche soluzioni: o arrivano carichi di lavoro adeguati al “mantenimento” dei suoi 1.100 dipendenti (molti dei quali contrari alla privatizzazione), o si taglia, oppure si chiude.

Per questo sono anche fondamentali le scelte che adotterà l’amministrazione di Palazzo civico, socio ordinario del Csi dietro la Regione Piemonte, l’Università e il Politecnico (soci promotori), ma anche uno dei soci più critici che con i suoi 30 milioni di debiti verso il Csi, risulta il socio più indebitato. Se l’amministrazione di Piero Fassino non ha visto di buon occhio la procedura, al punto che durante l’assemblea per la “valorizzazione” l’allora assessore Giuliana Tedesco si era astenuta, ora il presidente Riccardo Rossotto e il dg Ferruccio Ferranti dovranno interagire con il M5s, favorevole a un Csi pubblico, come ha detto Appendino in campagna elettorale.

Intanto, tra il consorzio e la giunta ci sono già stati dei contatti: “Abbiamo avuto un’interlocuzione con l’assessore Paola Pisano - dichiara Rossotto -. La nuova amministrazione ha avuto bisogno di capire meglio il mestiere del Csi, quali prodotti fa e a che prezzi. L’assessore ci ha chiesto una serie di informazioni e ora prenderanno una decisione”. Come precisa il presidente, “le decisioni del Comune sono importanti. Per quantità di affidamenti è il secondo cliente del consorzio dopo la Regione. Deve decidere cosa fare per il futuro, se continuerà a servirsi del Csi e per quanto tempo. È importante, anche ai fini della gara, capire se il Comune ci darà degli affidamenti nei prossimi anni”. Poi Rossotto lancia un messaggio: “Dopo questo incontro, spero che conoscendoci ci diano fiducia. Se decidono di mollare e diminuire gli affidamenti non sarebbe una scelta strategica per un ente socio come la Città”. E che dire di un consorzio pubblico? “Oggi abbiamo 1.100 dipendenti circa e circa 110 milioni di euro di affidamenti. Bisognerà garantirne di più per mantenere i livelli occupazionali - afferma Rossotto -. Si dovrà alimentarlo di ricavi oppure ridimensionarlo”.

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7 Commenti

  1. avatar-4
    16:21 Sabato 24 Settembre 2016 egTorino Massimiliano Bertaso che stai a dì??

    A Massimilià, ma che stai a dì? Moriondo ci ha distrutto l'azienda!! Come l'olio di ricino fù!! Mannaggia a tè Massimilià... ma datti una bella sveglià!!!!!! Mò fa pure leghista a Novara ma che fa, a fare danni là ...

  2. avatar-4
    23:50 Venerdì 23 Settembre 2016 Zaccaria continuano le regalie ai nuovi padroni

    Il manovratore sappia che sappiamo tutti a cosa serve la data room che il CSI ha messo a disposizione dei partecipanti al dialogo competitivo. Dopo la storiaccia del CIC non pensate veramente di vendere baracca e burattini, siate seri! Ma chi si fida? Allora la data room del CSI è servita per fare vedere ai concorrenti, tutte le altre aziende dell'ict italiane, i contratti del CSI, i ricavi, i costi, le architetture, i progetti, i servizi insomma tutto tutto tutto. Così almeno questi potranno andare dagli enti spiegando e motivando che il CSI è caro e facendoci concorrenza sleale con le informazioni che gli abbiamo dato noi, anzi che gli avete dato voi. E quindi gli enti toglieranno gli affidamenti al CSI e li daranno alle altre aziende e tanti saluti al salvataggio del CSI, che chiuderà malamente al netto del trenino dei raccomandati che hanno montato tutta la sceneggiata e che si rimpiazzeranno gioiosamente nelle altre aziende. Almeno i 30 denari li avete presi?

  3. avatar-4
    07:12 Venerdì 23 Settembre 2016 informatore Gli appalti del Csi - risposta a Soldinostri

    Soldinostri, ma lo sai chi è il capo degli acquisti in Csi? E' un dirigente del PD, anche dirigente del Csi, che si chiama Franco Ferrara, già affiliato a Francesco Brizio, che oggi è un potente piddino ultrapoltronato. Ma allora, caro Soldinostri, di che ti stupisci? Una faccia, una razza.

  4. avatar-4
    00:30 Giovedì 22 Settembre 2016 Dagliscantinati Dotti medici e sapienti

    Il CSI è il paradigma dell'Italia: arenato, mezzo affondato e mezzo arrugginito, ma nessuno é in grado di abbatterlo del tutto o di rimetterlo in funzione. Negli ultimi anni qui dentro ho visto solo lotte interne tra i dirigenti per accaparrarsi fette di potere e di budget da spendere a beneficio di questo o quel fornitore. Una classe di incapaci sia di rilanciare l'azienda che di distruggerla, costringendo noi che portiamo avanti la baracca a lavorare in condizioni insopportabili, stipati negli uffici come galline da cova, con una mensa che nanche fossimo nelle favele brasiliane, con regole assurde che ci fanno perdere ore su ore a rendicontare dati falsi su SAP (ecco un esempio di regalo fatto a un fornitore) dovendo subire l'arroganza di manager bimbiminkia arroganti e dei loro padrini capaci solo di scaldare la sedia, quelle poche volte che vengono a lavorare. E infine ci tocca anche leggere articoli denigratori che ci dipingono come dei decerebrati buoni nulla. Perdonatemi, è solo uno sfogo di uno che LAVORA.

  5. avatar-4
    23:44 Mercoledì 21 Settembre 2016 massimilianobertaso Un Ricordo

    In questo momento così travagliato per il Csi mi viene in mente qualche anno fa quando il Consorzio era retto dal presidente Roberto Moriondo che ricordo con particolare affetto in occasione del suo intervento alla riunione dei dipendenti di fine anno. Premetto che ho molta stima di Moriondo perchè ho avuto modo di apprezzarne l'onestà intellettuale, la vivace intelligenza e l'assoluta dedizione al lavoro, così come le grandi capacità dimostrate dai brillanti risultati conseguiti negli anni, che sono sotto gli occhi di tutti. Mai banale nelle sue considerazioni, coraggioso nelle scelte vere, uomo di grande statura, elegante e raffinato. Alla riunione di fine anno del 2011 Moriondo fu il vero mattatore della serata, intrattenendo la platea (più di 1000 persone!!) con una verve degna del miglior Stive Jobs. Lo Stive Jobs di Corso Unione! Indimenticabile. Ci aveva illustrato le prospettive del Csi, aveva guardato negli occhi i dipendenti con uno sguardo determinato ma carico di rispetto per il prossimo. Avanti Presidente, verso nuovi grandi traguardi sempre con il vento in poppa! Massimiliano Bertaso

  6. avatar-4
    22:46 Mercoledì 21 Settembre 2016 Soldinostri Gli "innocenti" appalti organizzati del CSI

    Tandem parla di "innocenti"... beh cade a proposito... tanto per gradire guardate quante cose che si scoprono sugli affidamenti del CSI. Sul loro sito http://trasparenza.csi.it/web/csi/bandi-di-gara-e-contratti si vede che il consorzio ha adottato una gestione da avant-garde degli appalti: tutti gli affidamenti sopra la soglia di legge dei 40.000 Euro vengono aggiudicati in gare dove partecipa un'azienda sola per volta, che ovviamente vince (si vede nelle colonne "Partecipanti" e "Aggiudicatrici"). Si direbbe, ma sicuramente non è così, che il CSI regolarmente metta in atto delle procedure negoziate pilotate in modo che a turno ogni fornitore prenda la sua fetta di "lavoro". Questa impressione pare confermarsi osservando che quando a una gara si presentano più concorrenti questa incredibilmente non viene aggiudicata a nessuno (guardate sempre le colonne "Partecipanti", "Aggiudicatrici" e "Importo aggiudicato" che ovviamente in tutti quei casi è 0.00 Euro) ma mai una, neanche una volta eh!! Attendiamo chiarimenti, anche se sarebbe il caso che qualcuno dalla Magistratura si decidesse ad approfondire, così tanto per dire. Ma purtroppo, non succederà.

  7. avatar-4
    10:14 Mercoledì 21 Settembre 2016 tandem Il silenzio degli "innocenti"

    Da mesi grava uno strano silenzio sui destini del csi, nessuno dei problemi è stato risolto, cio porta alle ipotesi peggiori....

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