FIANCO DESTR

Il Ge.Mi.To del centrodestra

Toti da Torino rilancia l'asse del Nord e blinda l'alleanza a tre. Il governatore ligure, scortato dal Gabibbo, punta sulla Porchietto per riconquistare il Piemonte. Il coordinatore azzurro Pichetto: "Imprescindibile il rapporto con la Lega"

Virginia Raggi boccia le Olimpiadi, Roberto Maroni rilancia la candidatura di Milano e Giovanni Toti allarga il cerchio, ma soprattutto pronuncia la parola magica, quella che vellica i sentimenti più profondi dell’alleato leghista: il Nord. “Maroni ha candidato Milano, io dico candidiamo tutto il Nord Italia. Torino, Milano e Genova sono state il triangolo industriale – spiega il governatore ligure rievocando l’ultimo gemito che fu - potrebbero diventare il triangolo dello sport. Milano come capofila, Torino con l'esperienza del 2006 e Genova per gli sport acquatici”. E se ci sta anche Roberto Zaia, ci mettiamo pure Venezia che per in canottaggio ha una laguna ineguagliabile.

Nell’attesa di capire quanto i Giochi del Nord che Toti propone dal Salone del Gusto di Torino, scortato dal Gabibbo (“che ben simboleggia l’eccellenza ligure”), siano un’idea come un’altra che, messa così rischia di ricordare un po’ la nazionale padana di Renzo Bossi, il Trota, o qualcosa di più, quelli che anche nelle parole del presidente della Liguria traspaiono con nettezza sono altri giochi. Al quasi contropiede di Stefano Parisi che non è stato apprezzato da Silvio Berlusconi, l’asse del Nord risponde ricompattandosi attorno a Toti. E lui, non molla di un centimetro, anzi avanza cercando e trovando – complice anche la freddezza del Capo verso quella che ai colonnelli di Forza Italia è parsa una fuga in avanti – sostegno in quelle terre dove, salvo qualche eccezione, l’alleanza con il Carroccio viene definita “ormai storica” e quindi imprescindibile, come dice un fedelissimo del Capo qual è il coordinatore piemontese Gilberto Pichetto.

Non è un caso che prima di arrivare a Torino, dove la sua regione ha un padiglione alla kermesse enogastronomica, Toti abbia telefonato alla consigliera regionale Claudia Porchietto, verosimilmente per accordarsi sull’incontro che di lì a qualche ora avrebbe visto il governatore ligure e l’aspirante omologa piemontese parlottare in un non breve conciliabolo. Più che di Giochi olimpici del Nord, facile immaginare abbiano parlato di altri giochi, che si faranno più duri a partire dal referendum nel cui fronte del no la Porchietto si è impegnata con forza e per prima in Piemonte. E poi quelli ancora più di strategia che non di tattica per preparare il terreno alle elezioni regionali da qui a poco più di due anni, per cui l’ex assessore della giunta Cota sta scaldando da tempo i muscoli, senza farne mistero.

Uscito dal vertice di Arcore con un messaggio chiaro, “non si è parlato di leadership”, è da Torino che Toti ne ha lanciato un altro non meno duro rispetto a Parisi e rinsaldante rispetto al Carroccio: “Io scettico su Parisi? Lo sono solo su tutto quanto ci fa deviare dalla retta via che è quella indicata dal presidente Berlusconi 22 anni fa, ovvero una potente alleanza solida, convinta e convincente con gli alleati della Lega Nord e Fratelli d’Italia”. Nessuna porta irrimediabilmente chiusa, anzi “porte spalancate ad ogni altra esperienza che si voglia aggiungere, che condivida il percorso, che ha voglia di confrontarsi su contenuti e valori e sulla selezione della classe dirigente che deve essere fatta, a mio modo di vedere, in modo largo e condiviso anche con gli alleati. Su questi presupposti, più gente c’è, più sono felice”. Parole che se sommate a quelle pronunciate dall’ex Cavaliere poco prima da cui è emerso chiaro il proposito di voler giocare su più tavoli, continuare a testare l’ex manager ma, cosa ancora più urgente, ricompattare il fronte azzurro, sembrano dar ragione proprio al coordinatore piemontese.

Pichetto, fedele interprete del Verbo (e dei propositi) di Silvio, aveva atteso indicazioni dal Capo per decidere di non andare alla convention dell’ex mister Chili e oggi, più che mai, ribadisce quella storicità – intesa non come qualcosa di passato, ma di radicato – dell’alleanza con la Lega. Se le Olimpiadi del Nord oggi paiono poco o nulla di più di una provocazione – lanciata anche a Chiara Appendino, per Toti “con toni e approcci e sensibilità diversi rispetto alla Raggi” – assai più concreto e combattivo si presente l’asse del Nord all’interno di Forza Italia. E a Torino altre candidature, rispetto a quella olimpica, sono nell’agenda del consigliere politico di Berlusconi. Ieri una sottolineatura in più. Come si fa per le cose importanti, anche se un po’ avanti nel tempo.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    08:13 Venerdì 23 Settembre 2016 tandem Alla ricerca....

    Dello scomparso centrodestra piemontese.... buona fortuna!

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