Decade il vicepresidente di Palazzo Lascaris

Il leghista Molinari deve lasciare il Consiglio regionale, a seguito di una sentenza, immediatamente esecutiva, della Cassazione. Subentra Formagnana, espulso dal Carroccio a luglio

GOLDEN BOY Riccardo Molinari

Riccardo Molinari era ineleggibile”. Lo ha deciso la Cassazione dichiarando decaduto il vice presidente di Palazzo Lascaris, eletto nella circoscrizione di Alessandria nella lista della Lega Nord. La decisione è immediatamente esecutiva. E inappellabile. Il suo nome era già stato inserito nella lunga lista degli undici consiglieri regionali passati al vaglio della Giunta per le elezioni del parlamentino regionale, che in poche ore, però, aveva deciso di salvare tutti. Ma per Molinari l’iter è proseguito a seguito di un ricorso intrapreso da un "cittadino elettore", «una iniziativa lunga e faticosa, intrapresa al fine di riaffermare il principio per cui compete al cittadino elettore, come extrema ratio, esigere il diritto di essere governato e/o amministrato da un organo elettivo regolarmente costituito, soprattutto quando un Consiglio Regionale non è stato capace, al momento del suo insediamento, di assicurare legalità e trasparenza nella verifica della regolarità delle specifiche posizioni».

 

Gli succede Michele Formagnana, classe 1962, primo escluso della lista del Carroccio con 1.709 voti di preferenza.

 

Alla base dell’incompatibilità di Molinari, l’incarico di amministratore dell’Edisu Piemonte – l’Ente per il diritto allo studio – al momento della sua candidatura. Dal suo staff bocche cucite sull’accaduto: “Non rilasciamo dichiarazioni” dice un collaboratore, proprio mentre lui si trova a colloquio con il presidente del Consiglio Valerio Cattaneo. Questa sentenza rappresenta un vero e proprio terremoto all'interno della Lega, soprattutto dopo che lo scorso luglio Formagnana, assicuratore, presidente della Amv (Azienda multi servizi di Valenza), dal 2006 al 2010 segretario della locale sezione, era stato espulso dal partito, proprio a causa dell’iniziativa giudiziaria intrapresa. Molto probabile la sua adesione al gruppo del Pdl.

 

Voci insistenti, ma ancora non confermate, parlano di un Cota a dir poco contrariato dalla sentenza, tanto che sarebbe disposto in breve tempo a varare un rimpasto di giunta per portare con sé nell'esecutivo regionale il golden boy del Carroccio mandrogno.

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