Rivalta: Pd in panne, sinistra nel caos

Il vicesindaco Muro, candidato democratico, è sempre più isolato. Colaci (Moderati) e Cerrato (Sel) pronti a correre da soli. E per scongiurare la debacle Torino pensa di azzerare tutto

Tre coalizioni per tre candidati. A Rivalta il centrosinistra è ormai da mesi in panne. L’impasse dura da quando Michele Colaci, assessore nella giunta di Amalia Neirotti e leader dei Moderati, ha annunciato la sua candidatura a sindaco. In breve tempo ha fatto proseliti, assoldando il circolo dell’Idv, un pezzo rilevante di Partito democratico - quello che fa riferimento ai Popolari dell’assessore Claudio Sussolano - e altre, più o meno rilevanti, schegge di sinistra cittadina. In questo momento l’unico ad avere una coalizione al seguito è lui, con buona pace di ciò che rimane del Pd, in cui sembra sempre più isolata la triade formata dal primo cittadino, segretario e vice sindaco. Proprio quest’ultimo è il predestinato: Sergio Muro, il nome sul quale si sta arenando il principale partito della coalizione. Ambizioni personali, riflessioni politiche, scelte nobili e meno nobili: c’è tutto alla base del gran rifiuto della coalizione a sostenerlo nella prossima tornata amministrativa, disconoscendo anche il ruolo di guida del Pd che da mesi propone inutilmente le primarie. Colaci si è autoproclamato candidato sindaco del centrosinistra e già lavora per correre al primo turno.

 

Lo stesso dicasi per Nicoletta Cerrato. Anche lei in giunta con la Neirotti, anche lei in fuga. E’ approdata in Sel, che, con ogni probabilità, la candiderà a sindaco. Anche in questo caso non c’è intenzione, per ora, di passare per le primarie. Dopotutto nessuno ha nulla da perdere e in molti hanno voglia di contarsi. E così il cerino continua a consumarsi nelle mani della triade democratica, tanto che anche i vertici del partito provinciale sono da tempo in allarme per la piega che questa situazione ha preso. Il Pd, infatti, rischierebbe addirittura di mancare il ballottaggio, se si pensa che lo spazio a sinistra è occupato anche da Rivalta Sostenibile, lista civica ecologista e No Tav, che alle scorse amministrative sfiorò il 20% dei consensi e che ha già ribadito la sua indisponibilità ad alleanze di sorta: probabile che andranno anche loro da soli a meno di una alleanza in extremis con la nuova Sel di Michele Curto.

 

Pare impossibile uscire dal cul de sac, se non con una mossa a sorpresa. Per questo da Torino ormai si sta lavorando in gran segreto a un nome che possa riuscire a ricompattare la sinistra. Un personalità rimasta finora fuori dalle beghe, dall’alto profilo politico e istituzionale. Ma per ora i nomi restano top secret e gira e rigira, per i più, l’unica opzione percorribile potrebbe essere quella del parlamentare Mimmo Lucà, il quale, però, ha già annunciato e ribadito anche in un colloquio intercorso con lo Spiffero la sua «non disponibilità». Si proverà a fargli cambiare idea? Impossibile prevederlo. Intanto il tempo passa e il cerino si consuma.

print_icon