Armosino: “Siamo il Viagra del Pdl”

Riunione dello stato maggiore di Progett'Azione che si organizza in vista dei congressi provinciali. E annuncia l'intenzione di continuare a far ballare Cota e dare l'assalto al vertice regionale

Maria Teresa Armosino e Angelo Burzi

Lo slogan, ci voleva uno slogan adeguato per incitare la truppa all’imminente pugna congressuale. Ed è così che, giusto per collocare la debita rottura nel solco della stagione berlusconiana, Maria Teresa Armosino ha sentenziato: «Siamo il Viagra e il Cialis della politica”. È toccato alla lady di ferro del centrodestra piemontese drizzare le passioni dei 150 dirigenti di “Progett’Azione-Popolari europei”, accorsi all’Angolo di Crocicchio, nel senso dell’hotel della frazione di Carisio, per il raduno della componente “dissidente” se non dal Pdl, di certo dalla diarchia Ghigo-Ghiglia con annessi e connessi (Napoli, Crosetto e salmeria varia). In un clima da eccitazione crescente, la riunione è stata introdotta da Giorgio Fava, luogotenente in terra biellese, che, con una impeccabile dizione biscardesca, ha presentato lo stato maggiore ivi convenuto: i sette consiglieri regionali (assente solo Roberto Boniperti), i deputati Armosino, Franco Stradella e Roberto Rosso, gli europarlamentari Vito Bonsignore e Carlo Fidanza. Tra gli ultimi ad aver aderito, l’ex presidente della Provincia di Asti Roberto Marmo e il capogruppo al Comune di Alessandria Fabrizio Priano. In sala anche il coordinatore di Torino Carlo Giacometto e l’ex socialista Francesco Fiumara, alias Ciccio, che ben incarna la voglia di pulizia e rinnovamento che anima tutta la componente.

 

 

Con alle viste i congressi, il tema principale della discussione non poteva che essere di natura tattica: «Come, dopo aver primeggiato nel tesseramento, vincere le assise cittadine e provinciali», come ha sintetizzato Bonsignore. E la platea, composta ma visibilmente allupata, si è stretta come un sol uomo attorno al suo leader: «Costruendo un partito inclusivo e non come hanno fatto loro. E se ci stanno bene altrimenti vadano pure a fanculo». Un tripudio. A calmare i bollenti spiriti e ad ammosciare i più infoiati ci ha pensato  Giachino Bartolomeo, detto Mino, per gli amici Gec. L’ex sottosegretario a qualcosa ha voluto riempire di contenuti il confronto ed ha attaccato con la solita solfa di una regione che cresce meno della media di un Paese che cresce meno della media dell’Europa… e la Fiat e la Tav e la logistica… e per due soldi, un topolino mio padre comproooò. Ma l’abbiocco del dopo pranzo deve avergli giocato un brutto tiro se è riuscito a scorgere tracce di ottimismo nelle parole di Angelo Burzi che, da par suo, invece ha invitato a non farsi troppe illusioni: «Non è sufficiente vincere i congressi, occorre un progetto politico di lungo respiro». Concetto ripreso, pur con sfumature diverse, negli interventi di Fidanza, forse il più lucido nell’analizzare la parabola berlusconiana e prospettare possibili scenari futuri, di Rosso e del domese Lucio Pizzi.

 

Per Gian Luca Vignale, molto applaudito, l’obiettivo prioritario deve essere quello di denunciare e rompere «il patto di potere stretto dai vertici del nostro partito con la Lega di Cota», un’asse che ha come unico collante la spartizione delle poltrone. Perciò in Consiglio regionale il gruppo continuerà a soffiare sul collo di giunta e maggioranza, incalzandoli nel merito delle scelte amministrative. Emendamenti alle leggi di bilancio, soprattutto, che però sarebbero pronte a essere votate persino dal resto del gruppo pidiellino, come ha raccontato Bonsignore riferendo una recente telefonata “diplomatica” di Ghigo. «Non hanno idee e quindi le prendono da noi e sono disponibili a votare tutte le nostre proposte. Eccetto quella sull’abolizione di Scr».

 

Sul tema delle alleanze, mentre Fidenza è parso più orientato a recuperare il rapporto con il Carroccio, ovviamente con l’area che fa riferimento all’ex ministro Maroni, Bonsignore ha fatto un’apertura al Terzo Polo, nell’ottica della nascita della sezione italiana del PPE di  cui è vicepresidente a Bruxelles. Un’attenzione testimoniata dalla partecipazione in mattinata al Carignano al comizio di Fini.

 

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